Welfare e non autosufficienza.

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Il welfare di cui tanto si parla sui giornali e in tv, altro non è che il benessere che la Commissione Salute dell’Osservatorio europeo su sistemi e politiche per la salute ha proposto di definire come “lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere che consente alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società". Una definizione ampia e incoraggiante che in Italia si scontra contro una realtà sanitaria e di assistenza che, soprattutto per i malati a lungo termine, risulta tristemente insufficiente. Sul Corriere della Sera di qualche giorno fa, Ferruccio De Bortoli ha analizzato in un articolo illuminante  la situazione italiana con estrema accuratezza, dovizia di dati e confronti tra la situazione italiana e quella di altri paesi europei. Il titolo dell’articolo era “Gli anziani non sono un peso” e già tutti gli over 65 hanno tirato un respiro di sollievo se non altro per la querelle che si è scatenata sulla stampa in questo ultimo anno sul peso che l’invecchiamento della popolazione riverserà sui giovani. De Bortoli  focalizza il suo articolo sui pesanti dati della non autosufficienza che è destinata a crescere in maniera preoccupante e a cui il Servizio sanitario nazionale non potrà far fronte. Ma qualche soluzione esiste come per esempio l’ausilio di altre forme di assistenza anche privata. E qui De Bortoli mette in evidenza il fatto che in Italia non esiste una forma di assicurazione obbligatoria sulla non autosufficienza come in altri paesi europei.

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Bauhaus. La scuola d’arte, architettura, design, pittura e artigianato compie 100 anni.

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Quest’anno ricorre il centenario del  Bauhaus , la famosa  scuola di arte, architettura e design fondata  nel 1919 in Germania, a Weimar, dall’architetto Walter Gropius  che rappresentò il modernismo in architettura.  La scuola si spostò in seguito a Dessau nel 1926 poi  a Berlino nel 1932 e nel 1933 fu chiusa dal regime nazista. Ma anche se esistette solo per 14 anni, furono decisamente anni incisivi in quanto il Bauhaus  è tutt’ora  un movimento di grande impatto. Ma come si può spiegare il Bauhaus? Il concetto di quest’innovativa scuola fu espresso nel 1918 dall’architetto e urbanista  Bruno Taut “ A questo punto non ci saranno più confini tra artigianato, scultura e pittura; tutti questi aspetti saranno una cosa sola: Architettura”.  I tre principali istituti del Bauhaus, a Berlino, a Dessau e a Weimar insieme al governo federale hanno realizzato la “Bauhaus Association 2019” per festeggiare  insieme l’anniversario. La città che più si associa al Bauhaus è Dessau, infatti è il luogo  dove tra il 1925 e il  1932 la scuola di design  ebbe la sua produzione più importante.

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Il nuovo libro del prof. Giulio Maira: “Il Cervello è più grande del cielo”

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Bellissimo il nuovo libro di Giulio Maira, “Il Cervello è più grande del cielo” edito da Solferino.  Questo non soltanto perché è una miniera di informazioni molto interessanti sul funzionamento del cervello che vengono spiegate ai non addetti ai lavori in modo semplice e chiaro ma è anche ricco di esperienze di operazioni di neurochirurgia che vengono raccontate con una umanità straordinaria. Questa umanità direi che è il filo conduttore del libro anche quando le spiegazioni diventano più difficili. Dice il professore all’inizio del suo libro: ”La neurochirurgia è stata la passione che mi ha accompagnato per tutta la vita. Penso sia tra i lavori più affascinanti che si possano immaginare, ma allo stesso tempo è un lavoro impegnativo per l’enorme responsabilità che ogni operazione comporta; da come si muoveranno le mani del chirurgo dipenderà se la psiche o l’integrità fisica di quella persona, in pratica ciò che la caratterizza come persona, verranno preservate, se sarà come prima o no.” Poi, quasi prendendoci per mano, ci introduce in un viaggio nel mondo delle neuroscienze. Le cifre per darci un’idea del cervello sono quasi incredibili: “…consta di quasi cento miliardi di neuroni, la cosiddetta sostanza grigia, capaci di realizzare milioni di miliardi di connessioni.

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Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

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Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

Gli italiani mettono sempre di più nel loro carrello della spesa i prodotti bio. Sempre più spesso  nei supermercati si vedono mamme che leggono le etichette dei prodotti alla ricerca della garanzia della tracciabilità della filiera. Perché dire solo bio non basta.

Si stima che il mercato del biologico sia in forte crescita. Da un’analisi

della  Coldiretti  su dati Nielsen risulta per il primo quadrimestre 2018  un aumento dei consumi del 10,5% con un trend che è positivo da un decennio. Questo nonostante il costo di questi prodotti sia più alto.

Per quanto riguarda il vino biologico, vediamo prima di tutto  che cosa si intende con questo termine secondo il Regolamento europeo 203/2012. Un vino viene detto biologico quando proviene da uve 100% biologiche coltivate senza l’uso di sostanze  chimiche di sintesi e cioè concimi, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi  e senza la presenza di organismi geneticamente modificati. Inoltre, in cantina la vinificazione deve avvenire usando soltanto i prodotti autorizzati dal regolamento europeo che ha stabilito un limite all’uso dell’anidride solforosa totale. (per i rossi secchi di 100mg/l e per i bianchi secchi di 150mg/l). In pratica, nel linguaggio comune si parla di solfiti intendendo l’anidride solforosa e i solfiti che vengono impiegati in aggiunta a quelli naturali, per la preparazione e la conservazione degli alimenti. Le donne, in particolare, si lamentano del mal di testa che dà loro un vino che contiene troppi solfiti.

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Over nel Mondo

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Dalle statistiche spesso  pubblicate dai media, sembrerebbe che le over e gli over siano destinati ad aumentare numericamente nel tempo, considerando il calo delle nascite e la crescita zero della popolazione. La conseguente constatazione è che il mondo è,  e sarà, sempre più over. Se provassimo, però, a  ribaltare il   concetto che il mondo sarà sempre più abitato da over  ne risulterebbe che tanti over saranno nel mondo. Over che si muovono,  si spostano, traslocano, emigrano,  dando  alla propria vita un altro luogo dove continuare il loro cammino e portare ovunque le proprie esperienze. Un’immagine di over che dalla stanzialità passa alla mobilità, per conoscere, esplorare e immergersi in nuove culture e nuovi paesaggi.   Lo stereotipo dell’over nella società, percepito più come un peso che come una risorsa, è destinato a  sgretolarsi  sotto la massa vitale dei viaggiatori over, pronti a seguire slanci di curiosità.

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Ali-ment-azione consapevole. A pranzo con Paolo Marchetti e Max Mariola

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Sabato scorso, presso la Casa Fluviale, nuova location del poliedrico ristorante Porto Fluviale, la Fondazione per la Medicina Personalizzata (FMP)  ha organizzato l’evento “ALI-MENT-AZIONE CONSAPEVOLE”. Uno show-cooking per sensibilizzare i pazienti oncologici e i loro familiari all’importanza di alimentarsi in modo sano anche per mitigare gli effetti indesiderati della chemioterapia. Lo chef mediatico Max Mariola, volto di Gambero Rosso Channel e di Rai Premium insieme al Prof. Paolo Marchetti hanno coinvolto un gruppo di pazienti oncologici e un loro familiare in un corso breve di cucina. E cosa hanno cucinato? Per antipasto una Parmigiana di Melanzane  seguita da una  Minestra di pesce, un’ Ombrina in umido, Bieta con noci e uvetta e come dessert Frutti di Bosco. Una master-class con l’obiettivo di aumentare conoscenza e consapevolezza degli effetti che gli alimenti, e il modo di prepararli, hanno nel contrastare e mitigare gli effetti collaterali della chemioterapia. Dice il prof. Paolo Marchetti: “ Il progetto di “ Ali-ment –azione Consapevole”, reso possibile da un sostegno non condizionante di Amgen, è stato quello di riportare la mente e la ragione all’interno  di un percorso alimentare che è quello  con il quale si confrontano i pazienti tutti i giorni, che insieme ai loro familiari ci chiedono sempre che cosa possono mangiare, se un determinato alimento fa male, se un altro fa bene…

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