Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

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Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

Gli italiani mettono sempre di più nel loro carrello della spesa i prodotti bio. Sempre più spesso  nei supermercati si vedono mamme che leggono le etichette dei prodotti alla ricerca della garanzia della tracciabilità della filiera. Perché dire solo bio non basta.

Si stima che il mercato del biologico sia in forte crescita. Da un’analisi

della  Coldiretti  su dati Nielsen risulta per il primo quadrimestre 2018  un aumento dei consumi del 10,5% con un trend che è positivo da un decennio. Questo nonostante il costo di questi prodotti sia più alto.

Per quanto riguarda il vino biologico, vediamo prima di tutto  che cosa si intende con questo termine secondo il Regolamento europeo 203/2012. Un vino viene detto biologico quando proviene da uve 100% biologiche coltivate senza l’uso di sostanze  chimiche di sintesi e cioè concimi, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi  e senza la presenza di organismi geneticamente modificati. Inoltre, in cantina la vinificazione deve avvenire usando soltanto i prodotti autorizzati dal regolamento europeo che ha stabilito un limite all’uso dell’anidride solforosa totale. (per i rossi secchi di 100mg/l e per i bianchi secchi di 150mg/l). In pratica, nel linguaggio comune si parla di solfiti intendendo l’anidride solforosa e i solfiti che vengono impiegati in aggiunta a quelli naturali, per la preparazione e la conservazione degli alimenti. Le donne, in particolare, si lamentano del mal di testa che dà loro un vino che contiene troppi solfiti.

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Senza Parole

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Quante volte non si trovano parole per descrivere o per esprimere percezioni o sensazioni? Quante volte si preferisce tacere piuttosto che parlare? Sicuramente tante volte, ma per  gli over e le over ancor di più.   Forse, perché  l’età over consente di  essere più empatici con quanto accade intorno  a sé, al punto di saper leggere più  profondamente gli eventi e poter rimanere in silenzio, sapendo che può essere più significativo di tante parole, per comunicare presenza e partecipazione.  Di parole se ne usano tante, ma anche, paradossalmente, senza essere compresi, inducendo una sensazione di disagio nel silenzio della solitudine.

Il silenzio, quindi, tra presenza e assenza,  tra apertura e chiusura, tra ascolto e rifiuto. Silenzi, parole senza voce, pensieri che rimangono inespressi perché, come  scriveva  Ludwig Wittgenstein, filosofo  austriaco,  “di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”, per tracciare un confine tra i pensieri   e il mondo esterno, come se, a volte, esprimere un pensiero, oltre a essere inutile, potesse anche nuocere. In effetti,  accade anche che ci si possa pentire di frasi dette in momenti inopportuni o in contesti inappropriati, per non avere considerato le conseguenze delle parole che hanno travalicato il limite del silenzio necessario.  Nel tempo, però, quando l’esperienza  aiuta a sedimentare saggezza, l’uso della parola si fa attento e parco.   Il silenzio potrebbe essere paragonato a un albero sfrondato di tutto ciò che non sia essenziale alla vita e  le parole siano i suoi frutti, che si colgono maturi, con parsimonia e  solo  quando   ce ne sia veramente bisogno. 

 

Sira Sebastianelli

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Presso Ginnastica E, sabato 2 febbraio alle ore 12.00, ci sarà una lezione dimostrativa di Olit con Fabrizio Della Nave. Olit è una nuova nuova disciplina olistica basata su circolarità e movimento a spirale.  Olit, non è solo un mix di Yoga, Tai Chi, Qi Kung, Capoeira, ma è una presa di coscienza del muoversi secondo natura in armonia con sé stessi. La lezione che dura 60 minuti senza interruzioni, inizia con uno sblocco e un riallineamento, seguito da una fase più energetica, una parte centrale deicata all'equilibrio e una parte a terra conclusiva.Vista dall'esterno è come una grande danza a ritmo lento con una musica fortemente emotiva.  

Info: 06  37517217 – Ginnastica E – Piazza Mazzini n. 27 - 00195

ABC del vino e dell’olio.

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Quando andiamo al ristorante e portano la carta dei vini, c’è sempre uno dei commensali che si autoproclama un esperto. Ovviamente è sempre un uomo. Consiglio a entrambi, uomini e donne,  di comprare questo libro “ABC del vino e dell’olio”, Bibenda Editore, che è in vendita on line. Magari come un insolito regalo di Natale. L’inizio è dedicato a come viene fatto il vino: si parte dal mosto per arrivare alla fermentazione alcolica, poi a quella malolattica che avviene nella primavera successiva alla vendemmia e infine viene spiegata la vinificazione e la maturazione. Ma veniamo alle curiosità che  interessano i profani. Lo sapevate che, nonostante il vino sia composto per più dell’80% da acqua, in ogni bicchiere di vino ci sono più di 600 sostanze diverse?  Il vino viene sempre degustato tenendo il bicchiere a calice per il gambo, senza mai toccare con la mano la parte superiore del bicchiere perchè questo contatto cambierebbe la temperatura del vino alterandone il sapore. Il discorso della temperatura è molto interessante. Molti noi, per esempio, d’estate amano il vino  bianco molto freddo, anzi alcuni  mettono nel bicchiere il ghiaccio, cosa assolutamente da evitare.

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La dieta ideale dopo la diagnosi di tumore al seno

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Abbiamo chiesto alla dott.ssa Emilia De Leo, biologo nutrizionista  quale sia la dieta ideale dopo la diagnosi di tumore al seno?

Promossa la dieta mediterranea,  limitando tuttavia  il latte e suoi derivati nella donna con tumore al seno.

Uno studio australiano (pubblicato su Journal of the National Cancer Institute) infatti ha dimostrato che nelle donne in cui è già stato diagnosticato un cancro al seno, mangiare  almeno mezza porzione di latte o formaggi ad alto contenuto di grassi al giorno aumenta il rischio di recidiva.

Evitare quindi  il latte ad alto contenuto di grassi: la bevanda intera, ma anche il burro, le creme, i formaggi stagionati, il gelato e i budini.

Infatti,  il latte è un alimento ricco di ormoni che interagisce con i  geni oncosoppressori che risultano mutati nel carcinoma della mammella.

Il latte contribuisce anche ad alterare  i livelli di fattori di crescita nel sangue.

Una dieta ricca di cereali, vegetali e legumi è correlata anche a un rischio più basso di sindrome metabolica, tra i fattori di rischio  del cancro al seno.

Si devono  assolutamente evitare  il sovrappeso ed l’aumento di   grasso viscerale, che contribuiscono ad aumentare lo stato infiammatorio generale, con una deregolazione dei  livelli di insulina, di glucosio, di vari altri fattori legati all’infiammazione e di fattori di crescita, elementi tutti coinvolti nei processi di proliferazione tumorale.

Si consiglia sempre un regime nutrizionale  adeguato ed equilibrato tra i vari tipi di alimenti, anche in base al loro colore.

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TEATRO

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Abbiamo selezionato per voi una rassegna di spettacoli da non perdere a Roma.

 

Brancaccio

Dal 25 gennaio al 3 gennaio sarà in scena "ALICE IN WONDERLAND". Il 25 gennaio e per due settimane il Teatro Brancaccio accoglierà la prima data del tour europeo del Circus-Theatre Elysium: uno spettacolo unico al mondo dove un cast di trenta atleti acrobati e ballerini professionisti racconterà attraverso la più innovativa delle arti circensi la fiaba di Alice nel mondo delle meraviglie.

 Info: 06 80687231 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari: venerdì 25 gennaio ore 20:50, sabato 26 gennaio ore 17:00 e ore 20:50, domenica 27 gennaio ore 17:00, venerdì 1 febbraio ore 20:50, sabato 2 febbraio ore 17:00 e ore 20:50. domenica 3 febbraio ore 17:00-

Info: 06 80687231 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Brancaccino

Dal 24 al 27 gennaio 2019 sarà in scena "FAME MIA - QUASI UNA BIOGRAFIA" di e con Annagaia Marchioro per la regia di Serena Singaglia. Liberamente ispirato a "Biografia della fame" di Amelie Nothomb "Fame Mia" è uno spettacolo comico e poetico che parla di cioccolato e di desideri, di cibo e di ossessioni, di accettazioni e denutrizioni.

 

Teatro  della Cometa

Dal 22 gennaio al 3 febbraio 2019 sarà in scena "EDITH PIAF L'USIGNOLO NON CANTA PIU' " di Melania Giglio e Martino Duane per la regia di Daniele Salvo. Siamo nel 1960, nell'appartamento di Edith. Una serie di eventi si sono susseguiti nella vita di questa piccola donna: lutti, incidenti, amori, liti, solitudine, alcol, gioie, successi e canzoni. Ma all'improvviso  viene contattata da Bruno Coquatrix, l'impresario dell'Olympia. Lo spettacolo ripercorre attraverso un testo inedito e mai rappresentato i giorni che precedettero la storica esibizione di Edith Piaf sul palco dell'Olympia, dalla fine del 1960 sino alla primavera del 1961.

Orario prenotazioni, vendita biglietti e info per apericena: dal martedì al sabato, ore 10.00 – 19.00 (lunedì riposo), domenica 14.30 – 17-00- Telefono: 06.6784380

 

 

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