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Scarica l’app!  Esortazione che sempre più spesso sentiamo suggerire da pubblicità di vario genere e per  diversa utilità, affinché si possano  ottenere informazioni, agevolazioni e prodotti per meglio navigare nel web. Di fronte a tale invito si scorgono espressioni interrogative,  oltre che titubanti e sconcertate, specialmente in chi non ha  strumenti per navigare nel web e tanto meno la capacità di farlo, come gli over che, per consuetudine, cultura e mentalità, preferirebbero interloquire con esseri umani, piuttosto che con oggetti  interattivi. Si parla sempre  più di generazione alfa e generazione zeta, per individuare fasce di età  di nativi  digitali o analogici, ma nonostante  si conviva con il digitale e con l’analogico  è evidente che il digitale sta prendendo il sopravvento, in modo esponenziale. Ora, che la tecnologia avanzi è importante e indiscutibilmente inevitabile, ma come in tutte le fasi evolutive di transizione  non bisognerebbe trascurare chi  può non avere  l’abilità e la conoscenza per adeguarsi,  confrontandosi con frustrazioni digitali continue.  Paradossalmente, il tutor per avere delucidazioni è sempre su web, per cui s'innesca  un  meccanismo abbastanza complicato e  inutile.

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RURAL FESTIVAL: LA BIODIVERSITÀ AGRICOLA

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A Lesignano de’ Bagni, Rivalta poco lontano da Parma si è svolto il Rural Festival, un evento che raduna agricoltori e allevatori custodi di Emilia, Toscana e Liguria che con grande fatica e passione, ogni giorno lavorano per per tutelare e salvare dalla generalizzazione antiche varietà vegetali e antiche razze animali che erano diffuse su queste terre e che da decenni erano abbandonate e quasi estinte. Qui si incontra la biodiversità non solo nei prodotti presentati ma sui volti e nelle parole di di questi agricoltori e allevatori che ci fanno gustare profumi e sapori scomparsi. È Mauro Ziveri l’autore di questa iniziativa. Scrive Ziveri nella prefazione del libro appena pubblicato Rural, Biodiversità Agricola.   “…voglio dire grazie a tanti custodi agricoltori e allevatori per l’impegno che mettono, giorno dopo giorno, con il loro lavoro. Ammiro profondamente questa loro idea fissa di qualità antica senza mai scendere a compromessi, con incrollabile tenacia, senza variare le tecniche di una volta…” Ed è lui l’allevatore custode di antiche razze di maiali neri. Nella sua azienda agricola questi animali vivono liberi di pascolare  in ampi spazi collinari crescendo all’aperto e nutrendosi di erba fresca, tuberi, bacche e ghiande che trovano in natura a cui si aggiungono mais, orzo, frumento e favino. Niente ogm, niente antibiotici. Ogni maiale ha a disposizione circa mille metri quadrati dove correre libero di fare ciò che vuole.L’idea di questo allevamento gli è venuta perché voleva produrre un prosciutto migliore rispetto agli standard , tornando indietro per riscoprire profumi e sapori di una volta. Ma non solo. Questo prosciutto contiene una maggiore percentuale di omega 3 e, inoltre, il rapporto omega 3 e omega 6  è più equilibrato a beneficio di una alimentazione più salutare.

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Incontri letterari “Sotto i platani della Parrina”- Gli appuntamenti di settembre

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La Tenuta La Parrina immersa tra ulivi e vigneti della Maremma, situata a breve distanza dal Monte Argentario e dalle sue incontaminate spiagge di Feniglia e Giannella, rappresenta senz’altro un connubio perfetto tra campagna e mare.

E’ un posto magico, di antica bellezza dove è molto piacevole soggiornare. Nei 200 ettari della tenuta sono coltivati, vigneti, ortaggi, frutti e uliveti. Si arriva a La Parrina percorrendo il viale degli Eucalipti, un viale ombreggiato che porta ad una piazzetta circondata da maestosi platani dove si trovano l’agriturismo, il ristorante e la chiesa ottocentesca. La libreria Bastogi di Orbetello nell’ambito della rassegna “Sotto i platani della Parrina” propone per i mesi di luglio, agosto e settembre dei piacevoli incontri letterari che si tengono sull’incantevole piazzetta e sotto i suoi magnifici platani, appunto che danno il nome a questa rassegna e presentazione di libri, antistante l’agriturismo.

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L’Oasi WWF dei Ghirardi  nell’appenino emiliano, è un luogo naturalistico di straordinaria bellezza, un’Italia nascosta sorprendente che  vale la pena di scoprire. Un area protetta di 600 ettari in cui si susseguono prati, vallate, torrenti, boschi secolari da ammirare in ogni stagione. Estesa nei comuni di Borgo Val di Taro e Albareto l’Oasi dei Ghirardi, nasce grazie alla lungimiranza di Antonio Marchini-Càmia, che così ci racconta: ” Forse influenzato da un soggiorno di studio in USA all’epoca in cui Ralph Nader predicava la valorizzazione dell’ambiente, mi convinsi, oltre 50 anni fa, che in un’economia sempre più mondializzata l’agricoltura di montagna non aveva futuro se non veniva coniugata alla protezione ambientale. Perché, ad esempio, non valorizzare la catena appenninica attraverso l’istituzione di Parchi naturali, l’utilizzazione agrituristica dell’architettura e della rete stradale contadine e spontanee, la limitazione del traffico, la creazione di piazzuole panoramiche e, naturalmente, la protezione della fauna e della flora tipiche di ciascuna zona? Riuscire ad indirizzare in tal senso l’azienda agricola familiare non fu cosa facile. Ricorsi al solo mezzo allora possibile per realizzare la protezione: l’istituzione di una Riserva di Caccia. Ma venni accusato di ricercare un privilegio e, insistendo per una soluzione che non consentisse né a me né ad altri di cacciare, ottenni finalmente l’istituzione, su circa 600 ettari di nostra o altrui proprietà, di un’Oasi di protezione della fauna (protezione che  la mia famiglia estese, sui nostri terreni, a quella della flora). Molti anni dopo l’Oasi fu elevata al rango di Riserva naturale regionale e i nostri terreni ottennero  dall’Unione Europea lo status di SIC (Sito di Importanza Comunitaria)”. L’Oasi è caratterizzata da una flora naturalistica varia dove accanto ad una vegetazione tipica  dei climi freddi come il faggio, le genziane, la beccaccia e il prispolone coesistono piante mediterranee come l’erica arborea, il gruccione e l’istrice. L’Oasi WWF dei Ghirardi è famosa per le sue incredibili orchidee selvatiche di cui  ne sono state catalogate ben 33 qualità diverse. All’interno di questo territorio protetto nidificano oltre 70 specie di uccelli tra cui 7 rapaci diurni e vivono cinghiali, cervi, caprioli e lupi.

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La casa del grande scrittore francese, autore del capolavoro “La Comédie Humaine”,  Honoré de Balzac a Parigi è stata di recente  restaurata e dallo scorso mese di luglio è aperta al pubblico.Un po’ di storia.  Nel 1840 Balzac affitta vicino Parigi nel villaggio di Passy , con lo pseudonimo di “Monsieur de Breugnol “, la dependance di un palazzo nobiliare, un appartamento con un salone, una sala da pranzo, una camera da letto, uno studio e un giardino. Abiterà qui fino al 1847. Passy che sarà annesso alla cità di Parigi nel 1860 diventerà uno dei più prestigiosi quartieri della capitale francese: il famoso XVI esimo arrondissement.  Nel 1908 Louis  Baudier de Royaumont  realizza all’interno della dimora un museo dedicato allo scrittore che diventerà nel 1949  museo comunale. Se nei primi tempi  la Maison de Balzac  diventa un luogo di pellegrinaggio dei tanti fan di Balzac, pian piano si arricchisce di pregiate edizioni originali, di ritratti dello scrittore e del suo entourage, di oggetti personali appartenuti al romanziere. La Maison de Balzac ha un’importante collezione di opere originali di quegli autori del 20esimo e 21esimo secolo che si sono ispirati all’opera di Balzac come Pierre Alechinsky, Eduardo Arroyo, Enrico Baj, Olivier Blanckart, Louis Bourgeois, Pol Bury, André Derain, Paul Jouve, Albert Marquet, André Masson, Pablo Picasso….

Leggi tutto: BALZAC & GRANDVILLE. UNA FAVOLOSA STORIA DI AMICIZIA E DI SATIRA ALLA MAISON DE BALZAC DI PARIGI.

La nuova stagione 2019-2020 del Teatro Brancaccio di Roma è superstar!

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Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, ha presentato alla stampa la nuova e ricchissima stagione teatrale 2019-2020. Un susseguirsi di spettacoli e commedie  imperdibili che faranno la felicità del pubblico in sala.

Maurizio Colombi dirigerà la nuova produzione, del  musical “Aladin il musical geniale” in scena al Teatro Brancaccio nel mese di ottobre, novembre e parte di dicembre 2019. Prende la parola Maurizio Colombi: “ Stiamo scrivendo questo spettacolo, che ha avuto successo grazie alla Disney, anche se la storia è antichissima ed è tratta dal libro “Mille e una notte”. La storia originale ha dei contenuti molto belli, ci sono per esempio due geni, il genio dell’anello e il genio della lampada,  è una storia divertente, un po’ diversa, anche per non ripetere lo spettacolo di Aladin. Una storia nuova, riscritta, con musiche nuove e che punta sui giovani, con protagonista nel ruolo di Jasmine, Emanuela Rei, attrice già conosciuta dal pubblico per il suo ruolo in “Neve Bianca”.  Aladin sarà interpretato da Leonardo Cecchi, attore della scuderia Disney, lo ricordiamo nella serie televisiva di Disney Channel “Alex & Co”. Cecchi si è trasferito di recente a Los Angeles per studiare recitazione. E’ una  commedia dell’equivoco, una commedia divertente, sull’intreccio amoroso tra Aladin e  Jasmine. Le musiche saranno in stile arabo – occidentale, le scenografie sono di Alessandro Chiti  che ha curato anche le scenografie di Rapunzel e della Regina di Ghiaccio, le coreografie in stile bollywoodiano saranno curate da Rita Pirano, i costumi molto belli  sono di Francesca Grossi.”

 Gianluca Guidi torna per il terzo anno con lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”. Dice Gianluca Guidi: “Tre anni consecutivi sono una testimonianza del fatto che questo spettacolo è andato molto bene,  un po’ per il titolo che porta, un po’ per com’è scritto dagli autori Garinei, Giovannini, Jaja Fiastri, Armando Trovajoli, per le scenografie di  Giulio Coltellacci, un team inarrivabile  che abbiamo riproposto in toto grazie anche al bravo Gabriele Moreschi, che ha rifatto le scene riducendole in scala.  Quest’anno abbiamo rinnovato qualcosa e abbiamo, nel ruolo di Consolazione, Lorenza Mario, un’ attrice che conosco da molti anni e con cui ho lavorato tempo fa in “Facciamo  l’amore”, film di Yves Montand e Marilyn Monroe. Una delle persone più piacevoli, più professioniste, con cui io abbia mai avuto il piacere di lavorare”.  Dice Lorenza Mario: “Sono felicissima di essere in questo meraviglioso team e di salire sull’arca di “Aggiungi un posto a tavola”, è uno spettacolo che amo tantissimo. Per me è quasi un ritorno perché tra le mie prime esperienze teatrali c’ è stata una commedia in cui sono stata diretta proprio da Pietro Garinei, coreografata da Gino Landi. Per me è stato un grandissimo onore.”

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