I 20 ANNI DELLA COLLEZIONE FARNESINA AL MACRO ASILO

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Giovedì 16 maggio all’Auditorium del Macro Asilo di Roma, si è svolto l’incontro-dibattito “Vent’anni della Collezione Farnesina: una sfida, infinite opportunità”. Protagonista l’Ambasciatore Umberto Vattani che ne è stato l’ideatore e il creatore nel 1999 presso la prestigiosa sede del Ministero degli Affari Esteri il Palazzo Farnesina, edificio di grande pregio di cui quest’anno ricorrono i 60 anni dall’inaugurazione. Oltre alla ricchezza delle opere di cui parleremo, quello che colpisce è l’assoluta modernità dell’approccio con una formula che unisce opere di proprietà dello stato e opere in comodato in un rapporto pubblico- privato modernissimo che dovrebbe essere d’esempio per molti musei italiani. L’idea poi che tutto ciò avvenga in una sede istituzionale come la Farnesina dedicata alla diplomazia arricchendola così di un patrimonio culturale contemporaneo e tutto italiano che viene mostrato   alle delegazioni straniere che provengono da tutto il mondo, è veramente brillante. L’Ambasciatore Vattani ha raccontato con avvincente semplicità come, insieme ai suoi collaboratori del Ministero, sia riuscito a raccogliere una notevolissima quantità di opere convincendo autori come Kunellis e tanti altri a cederle in comodato d’uso con un grande risparmio per il Ministero.

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In questi giorni in Inghilterra si svolge uno degli eventi floreali più famosi al mondo,  il “Chelsea Flower Show”. La prima edizione della mostra botanica, nel 1913, si chiamava “Great Spring Show”,   durava tre giorni e venne subito apprezzata dai reali, le cronache ricordano la visita della Regina madre Alexandra. Lunedi 20 maggio la Regina Elisabetta insieme a William e Kate, Duca e Duchessa di Cambridge e ad altri membri della famiglia reale, hanno visitato the Royal Horticultural Society’s (RHS) Chelsea Flower Show. La Regina Elisabetta, che da anni è a capo della Royal Horticultural Society’s, ha partecipato a numerose edizioni del Chelsea Flower, di cui ricordiamo quella del 1952 accanto al Duca di Edinburgo. Quest’anno la Duchessa di Cambridge ha lei stessa progettato un giardino per la sezione della mostra “Back to Nature”, in cui si trovano un ruscello ed un’altalena di corda, di cui dice: ”Spero che questo bosco che abbiamo creato, sia di ispirazione per le famiglie, i bambini e le comunità , per trascorrere del tempo prezioso insieme all’aria aperta e al contatto con la natura.”  Il Chelsea Flower Show è famoso per i giardini creati, apposta per la manifestazione, da famosi designer ed architetti paesaggisti che fanno a gara a chi propone l’idea più innovativa. Ma questi giardini sono anche fonte di ispirazione per i visitatori, che tornano a casa con un bagaglio di idee green da attuare nei propri spazi verdi. Il Chelsea  Flower Show 2019  vuole sottolineare quanto il giardinaggio sia importante per la salute, quanto le piante ed i fiori diano felicità e benessere.

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Presentata la nuova stagione 2019/2020 della Sala Umberto

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Giovedì 16 maggio  è stata presentata la stagione teatrale 2019/2020 della Sala Umberto. Gianluca Guidi ha letto la lettera di Alessandro Longobardi, commosso, per i festeggiamenti del 18° anno di direzione artistica. Anni importanti e combattivi che hanno portato ad aumentare del 20% il pubblico della Sala Umberto. Il cartellone di questa stagione è ricco di nomi eccellenti ed avrà inizio il 26 settembre con lo spettacolo “Non si uccidono così anche i cavalli?” per la regia di Giancarlo Fares. Un testo, tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy, precursore dei reality dei nostri giorni. Racconta la storia di una maratona di ballo in cui i partecipanti  sperano di vincere il premio in palio  e soprattutto di farsi notare dai produttori presenti nel pubblico. Più attuale di così… Tra le commedie brillanti da segnalare “Figlie di E.V.A.” con Michela Andreozzi, Vittoria Belvedere e Maria Grazia Cucinotta, al suo debutto teatrale, per la regia di Massimiliano Vado che così descrive lo spettacolo: “ La storia di tre donne deluse fortemente dallo stesso uomo che si alleano e creano l’uomo perfetto per sconfiggere il loro nemico. E’ uno spettacolo che ha debuttato lo scorso anno, con la produzione di Bis Tremila di Marioletta Bideri che ha già fatto un’ottantina di date riscuotendo un grande successo di pubblico.” Da non perdere il “Maurizio IV – Un Pirandello pulp” interpretato da due mattatori del palcoscenico Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi, che ne cura anche la regia, con le musiche di Massimiliano Gagliardi, anche lui figlio d’arte.

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INVISIBILITÀ

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Quante volte è capitato di camminare per strada, entrare in un negozio, essere in fila per accedere a uno sportello pubblico e  avere la sensazione di essere invisibili?

Invisibili alla sensibilità, invisibili alla comprensione, invisibili all’attenzione degli altri? Il paradosso del ventunesimo secolo è proprio rappresentato dalla massima visibilità che si può avere nel mondo virtuale, contrapposta alla massima invisibilità percepita nel mondo reale.  Gli over, ma non solo, soffrono della invisibilità di cui a volte si sentono vittime, al punto di sentirsi privi di consistenza corporea. La distrazione degli altri  è frutto  di  altra invisibilità di cui soffrono, conseguenza del timore di non essere considerati, apprezzati o accettati  ed essere costretti a imporsi a tutti i costi, sgomitando se necessario.  Quando ci si sente invisibili può essere utile pensare che in fondo si sta percependo l’invisibilità dell’altro, come se fosse la propria,  poiché chi erge la propria ombra per oscurare chi gli è intorno, in realtà, ottiene solo una visibilità effimera.

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I NOSTRI AMICI ANIMALI AUMENTANO

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Senza nemmeno bisogno di ricerche e statistiche, basta girare per le strade per accorgersi di  quante persone non solo passeggiano con il loro cane, ma svolgono qualunque attività insieme a loro: li portano al bar magari per regalargli un assaggio della loro colazione mattutina (cornetto compreso), in farmacia, nel negozio di alimentari e, perfino, in grandi magazzini come La Rinascente dove  bassotti a pelo raso, Jack Russel e bastardini anzi, meticci, come dice oggi chi è più politically correct, ormai salgono e scendono sulle scale mobili senza timori ed esitazioni. Sono presenti, silenziosi ed educati,  perfino in chiesa dove si sdraiano accanto ai padroni senza mai abbaiare. Miracolosamente non vola nemmeno un guaito e non accade nessuna rissa. Rispettano scrupolosamente il luogo dove sono ospitati. E’ come se si fossero “umanizzati.” I discorsi dei padroni quando ci si incrocia al parco o per le strade del quartiere sono incredibili: non si parla dei figli ma  i complimenti per il cane incontrato si sprecano: per il carattere, per il colore, per l’affettuosità  mentre i rispettivi animali si annusano riconoscendosi oppure prudentemente  si schivano.  Spesso mi è capitato di sentire la fatidica frase “gli animali sono meglio degli umani, ti vogliono bene senza chiederti mai niente in cambio…” E come si può dire che ciò non è vero?

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“Oltre il Cancro” un libro per trasformare la malattia in modo creativo.

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Marta Tibaldi, psicologa, psicoterapeuta, psicologa analista nel suo libro “Oltre il cancro- Trasformare creativamente la malattia che temiamo di più” descrive, attraverso la propria storia di malattia,  come si possa reagire in maniera  creativa  e non distruttiva.  Il libro si compone in due parti, nella prima  Marta Tibaldi illustra la reale possibilità di trasformare positivamente l’esperienza drammatica del cancro. Questo avviene se si percepisce il significato profondo della malattia. L’Autrice impiegando alcuni strumenti della psicologia analitica junghiana come l’analisi dei sogni, le  immaginazioni attive,  la scrittura autobiografica del profondo, spiega come dare ascolto alla richiesta di trasformazione e di rinnovamento che la malattia porta in sé. Ribadisce che solo se si costruisce un rapporto attivo e consapevole con il cancro si possono attivare quei processi di autocura presenti  nella mente e nel corpo che facilitano  le spinte dell’organismo all’autoguarigione e al rinnovamento della personalità.  Così facendo la propria esperienza di malattia si trasforma in una risorsa per sé e per gli altri. La seconda parte del libro è un utilissimi vademecum scritto con sapienza da chi ha vissuto tutto l’iter oncologico.  Dieci schede di validissimi consigli e come lo definisce Marta Tibaldi “un piccolo manuale di sopravvivenza creativa” alla malattia e alle sue cure, pensato sia per i malati che per le persone che sono vicine a quest’ultimi. L’Autrice divide i malati, in principianti ed esperti scrivendo: “ Noi malati “esperti” abbiamo questa competenza, perché noi abbiamo attraversato il mare della malattia senza infrangerci sui suoi scogli e riportato conoscenze da cui altri rifuggono”.

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