Conflitti, come leggere e gestire i contrasti per vivere bene.

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Questo libro di Luciana d’Ambrosio Marri e Andrea Castiello d’Antonio edito da Giunti, è veramente interessante per tutti perché intende affrontare il conflitto in generale e il conflitto potenziale analizzando con nuove prospettive gli aspetti emotivi, razionali, interpersonali, di ruolo e di gestione di potere e posizioni sia nella vita professionale che in quella personale. I due autori  ci spiegano come il conflitto può evidenziare le potenzialità di un confronto che, se ben gestito, può diventare produttivo e creativo, superando quei comportamenti di aggressività e passività che spesso si adottano per difesa. “Perché”, spiegano,  “sotto la punta dell’iceberg di un conflitto  ci sono idee pregiudiziali, stereotipi, dinamiche e mondi che se riconosciuti ed esplorati, possono aiutare a trovare soluzioni soddisfacenti per tutti gli attori in gioco…”

Nel libro vengono analizzati moltissimi tipi di conflitti a cominciare dalle guerre, quelli tra generi, tra genitori e figli. Qui mi vorrei soffermare perché ho trovato alcune  definizioni divertenti e  appropriate in cui ho riconosciuto molti genitori di oggi tipo gli helicopter parents, quei genitori che “non mollano mai la presa e che , soprattutto con i figli in età scolastica, sono talmente presenti nella loro vita che cercano di prevenire qualsiasi problema o insuccesso, fino al punto di svolgere i compiti a casa per loro… cosa che inibisce, soprattutto durante l’adolescenza, lo sviluppo della capacità di resilienza e di responsabilità.”

Non manca il conflitto fra fratelli e sorelle, quello tra amici, il conflitto nelle organizzazioni di lavoro, tra generazioni fino ad arrivare all’alchimia di una relazione affettiva: attrazione fatale e conflitto. Anche qui, come spesso accade nel libro, si parte da Freud a cui vengono aggiunti i risultati di ricerche effettuate in tutto il mondo. E se  per  Freud l’origine di un rapporto amoroso risale al rapporto genitori – figli,  due psicologi americani, John e Julie Gottman stanno studiando da più di quaranta anni le dinamiche che sanciscono il successo o il fallimento di un rapporto matrimoniale. Ebbene dalle loro ricerche emerge che i fattori che sono alla base della fine di un idillio d’amore e quindi della separazione, sono: l’assenza di comunicazione, la violenza di qualsiasi natura , fisica, verbale o psicologica, l’assenza di interesse per il partner e l’infedeltà. A questo punto mi fermo e vi consiglio l’istruttiva lettura del libro.

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