APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

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ROMA- Palazzo Braschi, Artemisia Gentileschi e il suo tempo, fino al 7 maggio. Un viaggio nell’arte della prima metà del XVII secolo seguendo le tracce di una grande, vera donna. Una pittrice di prim’ordine, un’intellettuale effervescente, che non si limitava alla sublime tecnica pittorica, ma che seppe, quella tecnica, declinarla secondo le esigenze dei diversi committenti, trasformarla dopo aver assorbito il meglio dai suoi contemporanei, così come dagli antichi maestri, scultori e pittori. La parabola umana e professionale di Artemisia Gentileschi (1593-1653), straordinaria artista e donna di temperamento, appassiona il pubblico anche perché è vista come un’antesignana dell’affermazione del talento femminile, dotata di un carattere e una volontà unici. Tutte le info: http://www.museodiroma.it/mostre_ed_eventi/mostre/artemisia_gentileschi_e_il_suo_tempo

 

MILANO- Fino al 26 febbraio il Mudec accoglierà Jean Michel Basquiat, la mostra dedicata all'artista newyorkese scomparso a soli 27 anni. 100 le opere a cura di Jeffrey Deitch e Gianni Mercurio, provenienti da collezioni private, che attraversano l'intensa produzione artistica di Basquiat. Immagini apparentemente infantili hanno il potere di comunicare in modo diretto tematiche essenziali sull'identità umana e sulla dolorosa questione della razza.

ROMA- Teatro Ambra jovinelli fino al 22 gennaio “Migliore” interpretato da Valerio Mastrandrea è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo. Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.