Attualità

Il vino oggi è un must di ogni serata.

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Ogni  cena con amici  a casa o al ristorante passa attraverso la scelta del vino che fa in genere la persona che si ritiene più competente su questa materia, anche se tutti cercano di dire la loro opinione. Naturalmente i protagonisti sono sempre gli uomini. Le donne tacciono o, al massimo, chiedono del vino bianco. Negli anni ho maturato la certezza che prima o poi avrei imparato anche io a capire e scegliere il vino e, finalmente, non avrei fatto più figuracce nelle degustazioni o alle fiere del vino. Così mi sono iscritta ad un corso di sommelier e mi si è aperto un mondo. Già dalle prime lezioni ho imparato come si tiene un bicchiere in mano; già perché  bisogna impugnarlo dal gambo senza toccare la coppa perché  con il calore delle mani il vino si scalda anche di due o tre gradi. E cosa dire dell’apertura di una bottiglia? Un disastro!La regola è che la bottiglia deve stare assolutamente ferma sul tavolo, si gira solo il cavatappi che è quello più antico e non quello che tutti usiamo a casa con le ali laterali che ci aiutano a fare forza.

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Una malattia in compagnia del mio cane.

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Sono stata costretta a letto per un mese da un’ernia che  mi ha infiammato il nervo sciatico provocandomi forti dolori alla   gamba sinistra  attutiti solo da farmaci. Ma il vero  e anche inaspettato conforto  è venuto dalla mia cagnolina  che si chiama Chia. Non che la mia famiglia non mi abbia curato e accudito ma da lei ho avuto una dimostrazione di affetto inimmaginabile.  Il suo posto è stato sempre accanto a me, sul letto come se mi facesse la guardia. Raramente ha usato la sua cuccia, cioè un grande cuscino di piume che è situato ai piedi del letto. Si è alzata dal suo posto solo per mangiare la pappa e fare i suoi bisogni. E, quando  tornava dopo questi allontanamenti,  eccola subito saltare accanto a me a chiedere carezze e grattini, a strusciarsi sul mio fianco, ogni volta con molti baci che per un cane sarebbero delle affettuose linguate possibilmente sul viso. Come se non mi avesse visto da un mese! Quando sentiva il passo di qualcuno che veniva a prenderla per portarla fuori, si nascondeva sotto il letto e da lì non si muoveva finchè non aveva scampato il pericolo dell’allontanamento dalla mia stanza. Io  ho sempre sentito  il TG delle venti ma non appena accendevo la tv ecco subito Chia avvicinarsi e quasi sdraiarsi sopra di me con il muso che impallava completamente lo schermo: perchè io non dovevo spostare la mia attenzione da qualcosa che non fosse lei e, soprattutto,  dovevo concentrarmi sulle coccole. E guai distrarsi un attimo, con il muso cercava la mia mano che ormai aveva imparato a posizionare sui posti prediletti.

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Il mal di schiena negli over60.

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Tra le cause più frequenti del famoso mal di schiena che, dopo una certa età affligge molti over 60 , ce ne sono due che sono quelle più diffuse. La prima è l’ernia discale, spesso limitata ad una semplice protrusione. L’ernia del disco, che colpisce più frequentemente la colonna lombare e,  con minore incidenza la zona cervicale, è il risultato della lesione, lacerativa o degenerativa del “cuscinetto” interposto tra una vertebra e l’altra.Molto comuni le lesioni degenerative dei dischi anche in assenza di ernia: disidratazione, fenomeni infiammatori, ma soprattutto degenerativi della componente ossea. Questi fenomeni determinano un riduzione di ampiezza del canale vertebrale, la cosiddetta stenosi, che si manifesta con dolore agli arti inferiori . In entrambi i casi la fisioterapia ci può aiutare moltissimo. Certo, scegliendo sempre un centro di fisioterapia specializzato.

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La stenosi della carotide. Come si può intervenire oggi.

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Le Carotidi sono due grandi vasi arteriosi  ai lati del collo: trasportano sangue ed ossigeno alla testa, al collo e a tutte le strutture facciali.Come altre arterie del nostro corpo, possono andare incontro al progressivo restringimento  del lume causato da placche ateromasiche  e cioè placche composte da grassi, depositi di tessuto fibroso e altre scorie cellulari.Queste formazioni, di solito localizzate a livello della biforcazione che suddivide la carotide comune in  carotide interna ed esterna, sono responsabili dell’insorgenza, molto spesso silenziosa, di una sindrome ostruttiva in grado di scatenare l’ictus (stroke) o, nei casi meno gravi, l’ischemia cerebrale transitoria.Fino ad oggi per ripristinare il normale flusso del sangue e togliere le placche dalle parete dell’arteria, si è sempre ricorsi alla chirurgia. Oggi nuove tecniche si sono affermate.Se ne parlerà il 5 marzo 2018  alle ore 14.00 nel Roadsaver Day  che si terrà alla Clinica Mediterranea di Napoli  nell’ambito di una serie di simposi sulla chirurgia cardiaca di cui è direttore scientifico il prof. Luigi Chiariello che è anche direttore del Centro Cuore UO Cardiochirurgia della Clinica Mediterranea.

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Il mio terrazzo dopo la neve.

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Desolante è la parola giusta per descrivere il mio terrazzo dopo la neve che ha imbiancato  mezza Italia.  Eppure questa volta,esattamente il giorno prima della nevicata a Roma, avevo coperto con ampi teli di plasticasia i grandi vasi con i ciclamini rosso scuro e l’ederina che il mio generoso limone che mi regala decine e decine di frutti ogni anno, e anche l’arancio e tutte le piante rampicanti appoggiate sulla parete interna. Il telo ha funzionato nel senso che  tutte le piante sono sopravvissute ma, obiettivamente, hanno sofferto moltissimo. I ciclamini sembrano vittime di uno tsunami, il mio adorato limone che sta nella parte più esposta del terrazzo,  ha perso tutte le foglie,  il gelsomino siciliano per metà è secco e perfino l’ederina è piena di foglie  e rami secchi.  Cosa fare per aiutarli a prendere vigore? Qual’è il concime migliore da usare? Quali altri accorgimenti adottare per combattere contro stagioni ormai così incerte in cui si passa da un caldo quasi estivo a forti abbassamenti di temperatura? Lo chiediamo ad Antonella Fornai ideatrice insieme a Ilaria Venturini Fendi di Floracult, la bella mostra  mercato di Florovivaismo amatoriale, ormai alla nona edizione, che si terrà il 20 , 21 e 22 aprile ai Casali del Pino nel parco di Veio.

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Durer a Milano e Hiroshige a Roma

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A Milano al Palazzo Reale fino al 24 giugno, una grande mostra, “Durer e il Rinascimento  tra Germania e Italia” racconta il Rinascimento tedesco nel suo periodo di  massimo fulgore e allo stesso tempo di apertura verso l’Europa tra la fine del Quatttrocento e l’inizio del Cinquecento. Vi troverete una importante selezione di opere di Albrecht Durer (1471 – 1528) e di alcuni grandi artisti tedeschi e e italiani a lui contemporanei. In tutto 130 opere tra cui dodici dipinti di Albrecht Durer insieme a 3 acquerelli e 60 disegni, incisioni libri e manoscritti e, accanto, opere significative di artisti tedeschi suoi contemporanei del calibro di Lucas  ranach, Albrecht Altdorfer, Hans Baldung Grien insieme con artisti italiani tra cui Tiziano, Giorgione, Andrea Mantegna, Leonardo da Vinci, Giovanni Bellini.

Una mostra Comune di Milano - Cultura, Palazzo Reale, 24 ORE Cultura - Gruppo 24 ORE

A cura di Bernard Aikema. Con la collaborazione di Andrew John Martin.

Orari di apertura: lunedì 14:30 - 19:30 martedì, mercoledì, venerdì, domenica 09:30 - 19:30

Biglietti intero € 12,00 Ridotto € 10,00 Ridotto  dai 6 ai 26 anni, gruppi (minimo 15 massimo 25 persone), over 65, disabili, militari, forze dell'ordine non in servizio, insegnanti, tesserati Touring Club e FAI, card Musei Civici Milanesi, card Lunedìmusei e possessori di Mito Card.

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