Attualità

I dolci di grani antichi della Romita.

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Quest’anno nel mio usuale week end a “La Romita “ di Montisi, in provincia di Siena, la prima colazione è stata veramente una piacevole

sorpresa.  Il gentilissimo proprietario,  il signor Alberto  ha infatti invitato me e mio marito    nella piazzetta di fronte all’albergo dove si affaccia un piccolo bar esclusivamente per i clienti dell’albergo. E qui, insieme a cappuccino e caffè,  sono arrivati i dolcetti di Edita. E’ lei  che cucina i dolci adoperando i grani antichi coltivati dal marito.  “Ogni grano”, mi racconta, “ha la sua qualità: Verna, Frassineto, Achille e sono antici grani toscani coltivati su terreni che per 60 anni non sono stati trattati. Sono molto ricercati perchè hanno un contenuto di glutine molto basso. La qualità di Frassineto si usa per il pane e le crostate, Verna per la pasta fresca e i dolci soffici”. Le chiedo da quanto tempo si dedica a questa attività.

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Superiamo il tabù dell’età

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Ormai non sono sulla stampa e in televisione pullulano gli articoili e i servizi sugli over ma l’attenzione verso la categoria è molto elevata, siamo un target  molto importante per prodotti sanitari, medicinali, dell’erboristeria, delle profumerie e della pubblicità in generale. Insomma siamo diventati un mercato degno di grande attenzione. Schiere di medici, geriatri, psicologi, fisioterapisti , fisiatri, antropologi, ricercatori, scrittori ma anche case farmaceutiche studi di prestigiose università italiane ed estere si occupano di noi. Ricordiamo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che parla per il 2050 di un over 60  ogni cinque abitanti nel mondo. Cominciamo ad essere una bella forza davvero!Marc Augé, antropologo  (“Il tempo senza età. La vecchiaia non esiste”), afferma che è sbagliato inserire le persone in confini  che escludono una categoria dall’altra e Eliana Liotta ha scritto un libro dal titolo “L’età non è uguale per tutti”.  Trovo questi concetti estremamente giusti. Conosco molti over 65 ormai dedicati soprattutto ai nipoti che  si sentono appagati, mantengono una vita sociale con il cinema, le cene a casa e fuori con pochi amici, sempre gli stessi, ma senza avere un’attività lavorativa che sostituisca almeno in parte quella precedente.

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Risotto agli Agrumi e Gamberi da Paolo all’Acquolina

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Una sera d’estate sulla bella terrazza dall’Osteria L’Acquolina, in Via Setteponti 26 provincia di Arezzo, da dove si ammira una distesa di ulivi e tutta la valle del Valdarno Superiore, vale veramente una sosta anche per chi è solo di passaggio, magari diretto al nord; basterà  una piccola deviazione dall’A1 uscita Valdarno. L’oste è Paolo Tizzanini che, insieme alla moglie Daniela, ha scelto una cucina prettamente toscana, biologica, a volte con prodotti del proprio orto. Già perchè Paolo non vuole essere chiamato chef, lui è un oste e anzi è uno dei fondatori della Magnifica Accademia degli Osti Custodi il cui progetto consiste nella salvaguardia dei prodotti e delle ricette  tradizionali della Toscana.

Quest’anno il suo menù si è arricchito di uno splendido Risotto  agli Agrumi  e Gamberi. Chiedo a Daniela come è nata questa scelta, al di fuori della tradizione toscana. Ecco la risposta:  “Era d’estate e io e Paolo eravamo sulla nostra terrazza  nell’ora del tramonto e così ci è venuta voglia di un piatto estivo, un risotto di pesce diverso dal solito , con più profumi  e questo, infatti , si serve con una grattugiata di scorza di limone e un ciuffo di basilico siciliano.”

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Amare gli animali, forse troppo.

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Ho sempre amato gli animali di qualsiasi genere fin da bambina. Inorridivo davanti a mio fratello che da ragazzino a Fregene andava a caccia di lucertole per tagliargli la coda o  anche per vivisezionarle. Non mi piacevano i pesci rossi perchè non sopportavo di vederli intrappolati in quella piccola ampolla, loro che avrebbero dovuto nuotare  liberi  invece di trovarsi  sempre una parete di vetro davanti.Stesso discorso per i canarini e criceti che dovevano passare la loro vita in una gabbia. Come tanti altri bambini, ho sempre voluto un gatto o un cane e i miei genitori, quando ci siamo trasferiti in una casa con giardino, mi hanno accontentata. Così quando ho avuto una figlia, le ho preso prima un gattino e poi un cane. Quando poi mia  figlia è andata a vivere per conto suo,  la gattina si è trasferita da lei e a me è rimasto il cane a cui non ho mai più rinunciato.  Prima è stato un Cavalier King Charles e poi una meticcia di nome Chia. Per lei ho affrontato moltissimi disagi perchè era affetta da disturbi ossessivo compulsivi enon è stato facile guarirla. Ora a casa la chiamiamo la nostra figlia pelosa; lei è super affettuosa e per me è quasi vitale averla.Questa lunga premessa è per spiegare quanto io ami gli animali anche se sono contro alcuni eccessi che ormai vedo dilagare. Al primo posto metterei il costo eccessivo dei medicinali per animali: un antibiotico per una banale infezione di un cane costa di più del farmaco equivalente per umani. Questo perchè le medicine per umani sono calmierate mentre quelle per gli animali no. Tutta l’industria che gira intorno ai cosidetti pet, cioè gli animali domestici, sforna ogni giorno oggetti del desiderio che solleticano i padroni più abbienti. L’ultima novità che ho visto su un giornale è un vero e proprio divano per cani , quindi soltanto un po’più basso e più soffice dei nostri. Ormai ci sono veri e propri alberghi di lusso per animali per non parlare degli infiniti accessori tra cui anche collari con brillanti Swarovsky.

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Essere accolti con un sorriso

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A Fregene, spiaggia vicinissima a Roma,  c’è un piccolo e molto accogliente stabilimento gestito come spesso accade qui sul litorale da una famiglia intera.  All’entrata ci accoglie sempre il sorriso di Alessandro, un giovane alto, bruno con gli occhi scuri e vivaci.  Credo che quel sorriso aperto e sincero sia uno dei motivi per cui tanti  vanno alla Spiaggetta. Ormai siamo tutti arrabbiati per mille motivi, il lavoro che non va, il caldo troppo forte anche se siamo a giugno, le file interminabili in macchina per arrivare al mare. Ma anche gli esercenti sono sempre cupi  perchè gli affari non vanno abbastanza bene, c’è il turismo mordi e fuggi e Fregene langue aspettando la fine degli interminabili lavori che dovrebbero collegare con la ciclabile il nord e il sud della piccola località balneare.

Il fatto di essere accolti con un sorriso nei negozi, negli alberghi, su un treno o dal giornalaio la mattina è un’abitudine quasi scomparsa.

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NH Collection: personale di Karen Thomas “Dialogo tra luce e colore”

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Ho letto spesso scritti di medici affermati sul nesso tra arte e cervello.

Dice il professor  Giulio Maira, famosissimo neurochirurgo oggi   all’Humanitas di Milano,  che l’arte, tra le manifestazioni più elevate del cervello umano, capace di suscitare sensazioni ed emozioni, rappresenta una testimonianza preziosa sul funzionamento del cervello”...  “nella valutazione di un’opera d’arte da parte di un osservatore e, nel piacere che ne riceve, il cervello svolge un ruolo rilevante”...  Bene, entrando nei moderni  spazi messi a disposizione dall’ NH Hotel Vittorio Veneto di  Corso d’Italia  a Roma, i  quadri di Karen Thomas con quelle grandi macchie di colori accesi, forti, decisi suscitano stupore, benessere, appagamento.  Gli azzurri, i blu i rossi, i gialli, i riflessi d’oro che si affacciano da un ambiente all’altro, ti colpiscono e quasi ti chiamano a un dialogo immaginario. Dice Karen con il suo tono sempre garbato e gentile di chi dà un semplice consiglio: “Guardate i miei quadri e chiedete loro quello che volete,  loro vi risponderanno, poi se proprio non riuscite, chiedetelo a me”. Ma non c’è  bisogno di chiedere nulla a lei  perchè è vero che loro parlano da soli.

La mostra si intitola “ Dialogo tra luce e colore”.  Spiega Karen:” Le mie opere degli ultimi anni sono un inno alla vita, alla luce, alla bellezza del nostro pianeta, spesso maltrattato e in pericolo. Vorrei sensibilizzare attraverso la pittura, la responsabilità e l'amore per il prossimo, verso la CREAZIONE, perché un artista, oggi, non può accontentarsi della produzione artistica, deve lanciare un messaggio che arrivi al cuore di chi guarda l'opera d'arte.

Ogni artista infatti ha un compito etico, la tela dipinta, l'opera d'arte porta un messaggio più o meno nascosto, tra Forma e Colore, tra Luce e Ombra, tra Chiaro e Scuro. Il mio augurio ed il mio scopo di Artista è quello di stimolare sensazioni che migliorino la capacità del proprio sentire, entrando in un dialogo con l'arte, talmente intimo e forte, da rendere l'osservatore, a sua volta, Ambasciatore di Pace”.

 

DIALOGO TRA LUCE E COLORE. Mostra personale di Karen Thomas

NH Collection Vittorio Veneto Corso D'Italia 1 – Roma fino al 15 luglio 2018

 

 

 

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