Attualità

UNA VALVOLA PER LA VITA

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E' stato calcolato che circa un milione di italiani ha una qualche patologia alle valvole cardiache e un over 65 su dieci ne è affetto.

Le valvole cardiache sono: mitralica, aortica, tricuspide e polmonare. La loro funzione fondamentale è quella di fare affluire e defluire il sangue dalle camere cardiache, mantenendo la unidirezionalità del flusso sanguigno. Con il tempo le valvole, in particolare la mitralica e l’aortica, meno frequentemente la tricuspide e, ancor meno, la polmonare, possono talora non funzionare più al meglio.

La patologia più comune per la valvola aortica è la stenosi ossia un restringimento dell’orificio valvolare, che diviene spesso per usura e invecchiamento dei tessuti severamente calcifico. La malattia più frequente della mitrale è invece l’insufficienza valvolare, cioè l’incontinenza della valvola.

Ci sono però molte altre patologie. Fermiamoci sulla valvola aortica e

facciamoci spiegare cosa le accade con l’età dal professor Luigi Chiariello , Direttore clinico scientifico del Centro Cuore della Mediterranea di Napoli, un’eccellenza ospedaliera italiana di alta specialità che promuove da diversi anni importanti simposi sui progressi della cardiochirurgia, cui partecipano professori ed esperti provenienti da tutto il mondo.

Il simposio che si è svolto qualche giorno fa, aveva un titolo molto allettante: “ A Futuristic Vision of Aortic Valve Replacement”.

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Non tutte super donne over 65

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Sempre più spesso sui giornali e anche in convegni   di rilevanza nazionale, ci vengono presentati modelli di donne super di tutte le età: intelligenti, belle, combattive e in grande forma fisica e dello spirito. Io ne sono sempre stata affascinata e anche dalle pagine di questo settimanale,  insieme alla redazione, abbiamo sempre invitato donne e uomini a ‘non mollare’, a non cedere,  a non considerare l’età come un limite che ci rinchiude a casa facendoci rinunciare ad una vita attiva e di soddisfazione personale. Quindi abbiamo consigliato sempre cura del corpo e della mente, un lavoro magari diverso da quello precedente e più adatto all’età, attività fisica e della mente e attività sociale intensa. Ma non tutti ci riescono perchè l’età porta anche maggiore stanchezza, qualche malattia che arriva e non è facile rimettersi in gioco quando sono spariti tutti gli impegni lavorativi, le relative amicizie e la vita privata è cambiata magari per l’arrivo dei nipoti e l’impegno di fare i nonni. La maggior parte delle testimonianze da noi raccolte sottolinea la stanchezza e la mancanza di forza fisica che non è più quella di una volta. Racconta Anna C: “Non so come prima riuscivo a lavorare e insieme a portare a termine tutti gli impegni relativi  ai nipoti e alla casa come  spesa, tintoria, lavapiatti che si rompe con relativa visita del tecnico, continue richieste di ricette al medico della mutua, bollette e multe da pagare... per non parlare delle visite ai genitori di mio marito o la cura di mia madre  che ormai non sta più bene. Mi sento oppressa da mille incombenze che non mi danno quella soddisfazione personale che avevo prima e, a volte, non riesco nemmeno a ritagliarmi uno spazio per il mio pilates e sto parlando di due ore alla settimana...”

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Cosa dicono le ultime ricerche sugli over.

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Numerose le inziative e gli studi che sono appena stati pubblicati sui senior dalla stampa. Sempre per il già spesso citato motivo che la fascia dei baby boomers, cioè i nati tra il ’45 e il ’64,  in qualsiasi ricerca di marketing risulta una fascia decisamente appetibile per il mercato. Pensate che il GlobalWebIndex dice che negli over 54 si concentra una spesa media on line di 7 miliardi di euro all’anno: circa l’80% della ricchezza del Regno Unito e il 70% degli USA. Non so i dati sull’Italia ma sicuramente noto l’interesse che suscito nei negozi quando entro: signora di mezz’età, elegante, bella borsa, raffinata..insomma una cliente che sicuramente ha la capacità e soprattutto la voglia di spendere! Ma che soddisfazione vedere di nuovo Isabella Rossellini, licenziata dalla Lancòme a 43 anni perchè troppo vecchia , richiamata dalla stessa società vent’anni dopo in una splendida pubblicità che è apparsa su quasi tutti i giornali femminili.

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Settembre, il welfare e la ricerca della felicità.

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Dopo una pausa che ha cancellato i problemi quotidiani, chi torna al lavoro forse ha una via già segnata e sembrerebbe quindi avvantaggiato ma, certamente,   dopo i 60 anni comincia a pensare di andare in pensione e gli interrogativi sono tanti: quando? Come? Quali saranno le nuove leggi che regoleranno la materia? E se dopo la pensione pensassi ad un lavoro nuovo, magari meno faticoso? Non credo di aver voglia di chiudermi a casa. Le donne  in realtà, nella maggior parte, si dedicano alla famiglia: genitori anziani e nipoti. Questo era vero soprattutto in passato perchè oggi molte donne sembrano meno disponibili a sostituire  una mancanza di stato sociale che le penalizza fortemente. Chi va a prendere i nipotini all’asilo o a scuola mentre ancora la mamma è nel pieno ella sua giornata lavorativa? Chi dà loro la merenda e li porta al parco o alle varie attività sportive? Chi li assiste quando sono malati e quindi a casa? E non è certo facile negarsi ad una figlia che ti chiede aiuto! Bisogna anche dire che i bambini portano una grande gioia in casa, si vive per loro, per i primi progressi, le prime parole. E, in genere, c’è meno conflitto che con i genitori. Ma non a tutti questo basta.

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Storia di un cavallo.

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Quando pensiamo ad un cavallo ci viene in mente il suo portamento fiero, la sua agilità e potenza nelle gare che vediamo in televisione, la bellezza del suo corpo e  quel nitrire in cui sembra affermare tutta la sua indipendenza. La storia di Zebra,  cavallo avelignese allo stato semi brado che ha sempre vissuto nella campagna  toscana è un po’ diversa. All’inizio aveva la madre e altre  cavalle con cui condividere la sua vita poi, con il passare degli anni, sono rimaste in due, lei e Jarab una cavallina più giovane che è un incrocio tra un cavallo arabo e una cavallina della giara di Gesturi in Sardegna. Zebra, ormai molto anziana, era però sempre la prima a venire incontro alla macchina  al nostro arrivo  e la prima che a mangiare le mele e il pane. Lei era il capo e l’altra aspettava dietro il suo turno.  Poi Zebra ha cominciato a stare male e in pochi giorni una colica se l’è portata via.  Ma i suoi ultimi giorni di vita sono stati strazianti. Appoggiava il muso sulla spalla di Federico quasi chiedendo aiuto e lo seguiva ovunque fino a presentarsi davanti alla porta di casa come per chiedere di entrare.  Già perchè la nostra casa prima dei lavori di restauro era  un rudere in cui i cavalli, lasciati liberi,  cercavano un po’ di fresco dalla calura estiva.

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Pienza, Palazzo Piccolomini: Zeffirelli e Kiarostami

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Proseguimento ideale del percorso iniziato con Une voix dans le désert, l’installazione della grande regista e pioniera del cinematic turn dell’arte contemporanea Chantal Akerman al Museo di Santa Maria della Scala lo scorso anno, venerdi prossimo 14 settembre,  Palazzo Piccolomini a Pienza ospita un nuovo progetto dedicato all’esplorazione della frontiera permeabile tra cinema e arti visive a cura di Giovanna Fazzuoli e Giulia Magno.

 

Franco Zeffirelli | Abbas Kiarostami

Where is my Romeo

Palazzo Piccolomini, Pienza

 

In occasione del 50° anniversario del celebre adattamento cinematografico del 1968 Romeo and Juliet, Palazzo Piccolomini rende omaggio a Franco Zeffirelli e Abbas Kiarostami. Lo splendido cortile del Palazzo ospiterà una proiezione della versione restaurata del film in dialogo con Where is my Romeo, nel quale Kiarostami ha ritratto una platea di spettatrici iraniane colte nell’atto di commuoversi di fronte alla tragedia shakespeariana.

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