Attualità

Roma: Palazzo Merulana e la Collezione Cerasi.

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La magnifica Collezione di Claudio e Elena Cerasi  di cui fanno parte più di cento opere della Scuola Romana e del periodo tra le due guerre, è ora ospitata a Palazzo Merulana appena restaurato. L’imponente struttura in stile umbertino, ex sede dell’Ufficio d’Igiene, completamente abbandonato e in parte anche crollato è stata ristrutturata nella sua parte centrale dalla Sac Spa di Claudio Cerasi con una intelligente operazione che ha visto coinvolti il Comune di Roma, proprietario dell’edificio, la famiglia Cerasi e CoopCulture per la gestione.La storia della collezione inizia nel 1985 con la prima acquisizione, il capolavoro di Antonio Donghi, Piccoli saltimbanchi. Da allora è un crescendo di acquisti  che formeranno il nucleo centrale della collezione:  Ballo sul fiume di Giuseppe Capogrossi,  l’Autoritratto con violino e le sculture di Antonietta Raphael, La comparsa di Mario Mafai, opere rare di Scipione, Antonio Donghi, Francesco Trombadori, Fausto Pirandello, Emanuele Cavalli, Alberto Ziveri e tanti altri. Poi una vera e propria ‘scoperta’ dei due collezionisti  Guglielmo Janni, un artista molto amato dai Cerasi. A questo primo nucleo  si affianca ben presto tutta l’arte del primo novecento con opere di Giacomo Balla,Mario Sironi, Massimo Campigli, Gino Severini, Arturo Martini, Felice Casorati. E poi Duilio Cambellotti, Giorgio De Chirico fino ad arrivare  alle opere più recenti di Stefano Di Stasio, Luigi Ontani, Paola Gandolfi e Jan Fabre. E’ fortemente emozionante trovarsi di fronte a tanti capolavori allestiti nei bellissimi spazi del secondo piano di Palazzo Merulana.

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Nuovi protagonisti: gli over!

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Ultimamente sono usciti diversi libri e molti articoli sui giornali che parlano degli over. Secondo le stime dell’ OMS , l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2050 gli over che avranno superato i 60 anni saranno uno su cinque sul totale della popolazione.Per quanto riguarda l’Italia, siamo la nazione più longeva del mondo subito dopo il Giappone.  Dopo di noi vengono Germania e Portogallo.  E cambiano anche le categorie. Mi ricordo quando da giovane una persona di 50 anni era considerata vecchia. Oggi l’asticella che divide le generazioni è molto cambiata. Prima di tutto è aumentata l’età della pensione per cui i 65 anni di prima non sono più uno spartiacque tra chi è ancora lavorativamente attivo e chi ormai si è dedicato ai nipotini. Questo soprattutto per chi lavora nel settore pubblico o in azienda. Nel Privato poi quasi non esiste l’idea della pensione prima dei 75 – 80 anni. Avvocati, commercialisti, medici, architetti, professori universitari continuano tranquillamente a lavorare. La mia impressione è che il lavoro non solo sia una passione, una forma di realizzazione o un modo per continuare a guadagnare denaro ma quasi uno status symbol, come dire io lavoro, quindi sono ancora giovane e attivo. Dal punto di vista della salute li progressi della medicina, le varie fisioterapie, l’aver quasi acquisito che l’attività fisica fa bene,  hanno creato una generazione  di Over che giocano a tennis e vanno a sciare.

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FLORACULT una mostra mercato per chi ama le piante e i fiori.

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Da venerdì 20 a domenica 22 aprile 2018, a Roma, ai Casali del Pino, all’interno del Parco di Veio, torna FloraCult, la mostra mercato di florovivaismo amatoriale ideata da Ilaria Venturini Fendi, imprenditrice agricola e designer ed Antonella Fornai, paesaggista e curatrice della mostra che, alla nona edizione, consolida il suo valore culturale. Protagonista è Il giardino in ogni suo aspetto, soprattutto l’ambiente ecosostenibile in cui nasce e deve crescere. FloraCult è l’appuntamento primaverile per chi vuole vivere la natura, un laboratorio di idee e di ispirazioni per lo sviluppo e la conoscenza del verde. L’aria è il tema centrale di quest’anno, argomento intorno al quale si terranno incontri, conversazioni, laboratori, eventi a cui parteciperanno personalità del mondo scientifico, della cultura e del verde.  L’aria, che è l’elemento legato al fiore, rappresenta il movimento, la mutevolezza, il cambio delle stagioni, la trasmissione dei profumi, è la forza vitale che sprigiona dalla natura.Le piante possono aiutarci a combattere l’inquinamento atmosferico.  A FloraCult  ne parleranno i ricercatori e gli architetti di Pnat, uno spin-off dell’Università di Firenze, insieme al prof. Stefano Mancuso.Le piante, i fiori, i frutti. Tra le piante protagoniste  troverete una ricca collezione di Tillandsie, che si nutrono d’aria e sono in grado di assorbire le sostanze inquinanti prodotte da benzina, gasolio ed altri agenti nocivi, oltre 280 specie di piante aromatiche, officinali e medicinali insieme a frutti della “collezione medicea” quali antiche varietà di uve e di agrumi: l’Arancio amaro a frutto incannellato, una varietà coltivata in Toscana fin dal XVI secolo e la Lima dolce romana, un ibrido tra il chinotto e la limetta inoltre Lime da tutto il mondo tra cui il Lime Marrakesch, il Tahiti Lime, il Philippine Red Lime.

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Una malattia in compagnia del mio cane.

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Sono stata costretta a letto per un mese da un’ernia che  mi ha infiammato il nervo sciatico provocandomi forti dolori alla   gamba sinistra  attutiti solo da farmaci. Ma il vero  e anche inaspettato conforto  è venuto dalla mia cagnolina  che si chiama Chia. Non che la mia famiglia non mi abbia curato e accudito ma da lei ho avuto una dimostrazione di affetto inimmaginabile.  Il suo posto è stato sempre accanto a me, sul letto come se mi facesse la guardia. Raramente ha usato la sua cuccia, cioè un grande cuscino di piume che è situato ai piedi del letto. Si è alzata dal suo posto solo per mangiare la pappa e fare i suoi bisogni. E, quando  tornava dopo questi allontanamenti,  eccola subito saltare accanto a me a chiedere carezze e grattini, a strusciarsi sul mio fianco, ogni volta con molti baci che per un cane sarebbero delle affettuose linguate possibilmente sul viso. Come se non mi avesse visto da un mese! Quando sentiva il passo di qualcuno che veniva a prenderla per portarla fuori, si nascondeva sotto il letto e da lì non si muoveva finchè non aveva scampato il pericolo dell’allontanamento dalla mia stanza. Io  ho sempre sentito  il TG delle venti ma non appena accendevo la tv ecco subito Chia avvicinarsi e quasi sdraiarsi sopra di me con il muso che impallava completamente lo schermo: perchè io non dovevo spostare la mia attenzione da qualcosa che non fosse lei e, soprattutto,  dovevo concentrarmi sulle coccole. E guai distrarsi un attimo, con il muso cercava la mia mano che ormai aveva imparato a posizionare sui posti prediletti.

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“Da cuore a cuore” un libro di Luigi Chiariello e Willy Pasini

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Un libro molto interessante e facile da leggere scritto da Luigi Chiariello, cardiochirurgo di fama internazionale che ha lavorato  a Houston, ha diretto il Centro di Cardiochirurgia diell’Università di Roma Tor Vergata per  anni  e ora il Centro Cuore  della Mediterranea di Napoli, insieme a Willy Pasini, famoso psichiatra e sessuologo, docente di psichiatria e di psicologia medica alla Facoltà di Medicina dell’Università di Ginevra e di Milano.Il libro è stato presentato nell’affascinante Salone Vanvitelliano della Biblioteca Angelica, fondata nel 1604 da un vescovo agostiniano che raccoglie oltre 120.000 volumi.Oltre agli autori,  erano presenti Raffaele La Capria,  Domenico De Masi e Livia Azzariti, intelligente moderatrice. Salone affollatissimo.Ma parliamo del libro, la cui divertente introduzione è affidata a Raffaele La Capria che racconta: “col cuore non si scherza. Un giorno il mio si intasò e  per un attimo smise di lavorare. Un attimo solo, il primo di una esistenza instancabile....mi toccò la trafila dell’ammalato, il ricovero, l’operazione di bypass. Una volta terminata la degenza chiesi al dottore perchè il cuore è l’unico muscolo che si muove da solo.Mi disse che ci sono in pratica due poli, quello negativo e quello positivo....tra quei due poli c’è  un prodigio che quasi non si spiega, la vita. Tutto a causa di un battito.” E poi, in una notte di insonnia, La Capria si mette a contare i battiti del suo cuore: 70 al  minuto  che , con l’aiuto di una calcolatrice,  diventano trentasei milioni in un anno e tre miliardi calcolati sugli anni che aveva.....Il primo capitolo scritto dal  prof. Luigi Chiariello, si intitola “Il battito vitale”. Il professor Chiariello ci spiega che grazie al prolungamento e al miglioramento della qualità della vita, oggi molte attività una volta appannaggio dei giovani, sono a portata di mano anche per gli over 60; unica condzione un cuore sano ed efficiente. “Con una prevenzione semplice ma costante si può aiutare il cuore a restare sano a lungo e anche per sempre e con una terapia idonea si può ripristinare una efficiente  funzionalità del cuore riparato”. Nelle pagine che seguono il professore ci spiega con estrema chiarezza quali sono i fattori di rischio per il cuore.  Questi si dividono in immodificabili, modificabili con un idoneo stile di vita o con i farmaci e complementari. Tra i primi troviamo l’avanzare dell’età, il sesso (i maschi hanno una maggiore incidenza di malattie cardiache ma noi donne dopo la menopausa li raggiungiamo)) e l’ereditarietà.

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Il vino oggi è un must di ogni serata.

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Ogni  cena con amici  a casa o al ristorante passa attraverso la scelta del vino che fa in genere la persona che si ritiene più competente su questa materia, anche se tutti cercano di dire la loro opinione. Naturalmente i protagonisti sono sempre gli uomini. Le donne tacciono o, al massimo, chiedono del vino bianco. Negli anni ho maturato la certezza che prima o poi avrei imparato anche io a capire e scegliere il vino e, finalmente, non avrei fatto più figuracce nelle degustazioni o alle fiere del vino. Così mi sono iscritta ad un corso di sommelier e mi si è aperto un mondo. Già dalle prime lezioni ho imparato come si tiene un bicchiere in mano; già perché  bisogna impugnarlo dal gambo senza toccare la coppa perché  con il calore delle mani il vino si scalda anche di due o tre gradi. E cosa dire dell’apertura di una bottiglia? Un disastro!La regola è che la bottiglia deve stare assolutamente ferma sul tavolo, si gira solo il cavatappi che è quello più antico e non quello che tutti usiamo a casa con le ali laterali che ci aiutano a fare forza.

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