C'era una volta il circo...

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Anche l’Italia, dopo 50 anni di assoluto silenzio sul tema, ha pensato che fosse finalmente arrivato il momento di approvare una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo che prevede il «graduale superamento» dell’uso degli animali all’interno dei circhi e nelle attività dello spettacolo viaggiante.

Certo esprimere direttamente un divieto, come hanno già fatto più di 50 paesi in tutto il mondo, ovviamente per noi Italiani sarebbe stato troppo. Meglio dare un colpo al cerchio e una alla botte, quindi ci impegniamo in un graduale superamento, ma lasciamo che ciò che avviene da anni continui ad avvenire.

E ciò non avviene da pochi anni, da ben 50, perché parliamo di una legge 1968 che prevede che lo Stato utilizzi soldi pubblici, erogati dal Fondo Unico dello Spettacolo (FUS), per finanziare circhi e “spettacoli viaggianti”. Secondo un rapporto della LAV, Lega Anti Vivisezione, sono stati concessi ben 30 milioni di euro di soldi pubblici negli ultimi 5 anni.

30 milioni di euro detratti dai nostri sacrifici quotidiani tramite le tasse per sovvenzionare qualcuno che frusta leoni, elefanti, cavalli e cani per mettersi in fila e fare i pagliacci tanto per farci “divertire”.  Eh già perché per i leoni è normale passare la vita in piccole gabbie e saltare in cerchi di fuoco, al posto di starsene sotto un albero nella Savana, no? Come è normale per i dromedari stare a due gradi di temperatura in recinti minuscoli, in attesa della loro esibizione. Vogliamo parlare degli elefanti in piedi su due zampe a trenino? Insomma, teoricamente noi dovremmo essere una specie pensante!

Già il fatto che i naturali bisogni etologici degli animali e la possibile zoonosi conseguente vengano regolamentate da una legge che si occupa di Spettacolo, mi amareggia, mi fa pensare e mi sembra puro delirio.

Quanto sarebbe più bello vedere un leone col suo branco di leonesse in Africa, oppure una mamma elefantessa che inonda il suo piccolo elefantino di fango libera senza catene alle gambe? Di trenini più divertenti se ne possono trovare molti anche in tv da persone che scelgono di farlo. Oppure se si è davvero appassionati di circo si può sempre preferire il Cirque du Soleil, qui si che la differenza e la bravura umana sanno incantare.

Voglio cogliere questo piccolo e moderato passo in avanti come una grande svolta di pensiero di una Nazione che ha milioni di patrimoni da tutelare e da valorizzare, e resta in attesa del decreto attuativo che speriamo arrivi presto, per cui il divertimento e la gioia di qualcuno non dipenda dalla sofferenza altrui.

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