Salute e benessere

DICEMBRE

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Dicembre….andiamo. È tempo di migrare!  Parafrasando Gabriele D’Annunzio, anche  il mese di dicembre è un mese di migrazione, perché ci conduce verso un nuovo spazio e un tempo nuovo. Dicembre, come ultimo mese dell’anno, è il mese dedicato, da una parte, ai bilanci di chiusura del tempo trascorso, mentre dall’altra, è il mese della ricerca della ricarica per entrare in nuove progettualità. Nel calendario romano il mese di dicembre era il decimo dell’anno  e dedicato alla dea Vesta, dea del  Focolare. Un mese, quindi, dedicato alla famiglia, ricordato poi nel mondo cattolico con il Natale, festività  che  per le  famiglie è un’occasione  di incontro e di ricongiunzione intorno al focolare domestico.   La dea Vesta dei romani, come la dea Hestia per i greci, non aveva un’immagine di riferimento se non del fuoco, eterno e perenne, custodito dalle Vestali. Un fuoco che non doveva mai spegnersi, il fuoco della purezza e della purificazione.  Dicembre, quindi è il mese in cui il fuoco rappresenta, oltre al calore, la purificazione e la trasformazione.

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LA CHIAVE DELLA MEMORIA

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Quale sarà  la chiave della memoria?  Quella chiave che consentirebbe di guardare dentro lo scrigno prezioso che racchiude la vita, non solo del singolo individuo, ma dell’umanità, in cui  mettere le mani per rovistare  tra i ricordi e le dimenticanze?    La memoria è  il risultato di esperienze che  sedimentano fin dalla vita intrauterina, infatti, la memoria, non è solo ciò che si ricorda, ma anche ciò di cui si è comunque  esperito nel mondo, fuori di sé e dentro di sé. Si parla molto  di memoria a breve termine e di memoria a lungo termine,  come metro  per quantificare la capacità di ricordare, anche se  non è così semplificabile la valutazione dello stato di salute della memoria. La memoria a breve termine è molto labile, come la denominazione stessa suggerisce,  soprattutto se  si è poco concentrati sull’attività del momento o quando dei rumori di fondo rendono prioritario un pensiero  che assorbe energia mentale,  ma una traccia mnestica può entrare nella memoria a lungo termine se qualche emozione  la  fissa in modo duraturo, salvandola dall’oblio. La chiave della memoria, dovrebbe servire a poter entrare a nostro piacimento nei meandri di un contenitore virtuale per depositare o prendere ciò che occorre, ma, purtroppo, la chiave  si compone di diversi elementi che favoriscono o meno l’accesso, quindi  è di  una  lega  multifattoriale.

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ARROGANTE-MENTE

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Oggi, il tema affrontato riguarda l’arroganza, agita nei confronti delle persone over, da parte di chi, sentendosi frustrato dalla vita, scaglia la propria aggressività vigliaccamente  contro i più deboli.  L’arroganza si può esprimere, per esempio, con parole sferzanti, che non lasciano spazio a nessuna replica al malcapitato, oppure con l’indifferenza, nei confronti di chi chiede invano qualunque aiuto, o ancora   con la supponenza, ostentata per sminuire l’interlocutore. Gli over, spesso, sono le vittime dei comportamenti appena descritti,  non avendo voce sufficiente per reagire. Una voce che,  di là dall’essere afona, non ha più la forza per contrastare l’affronto subito. Che cosa fare? Come difendersi da persone vacue, che nell’inconsistenza del loro essere, scambiano gli altri per pura materia su cui infrangersi?  Intanto,  essere consapevoli di vivere in un mondo in cui bisogna tener presente  che il lato  oscuro esiste, spesso palesato  attraverso personaggi  che fanno dell’arroganza il loro biglietto da visita, può aiutare a non esserne sorpresi.  Lo psicoanalista Aldo Carotenuto, di fronte a episodi di aggressività gratuita nei confronti degli indifesi, soleva dirmi che, dietro queste persone arroganti, c’è tanta sofferenza irrisolta.

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INFLUENZA

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Arriva l’autunno e arriva la prevenzione per l’influenza, affinché  si possano limitare le conseguenze dei virus, che, con il freddo invernale, abitano l’aria che si respira.Gli over, con il proprio medico curante, sceglieranno la strada migliore da percorrere per evitare i malanni di stagione, ma anche da un punto di vista psicologico si può aiutare il sistema immunitario a resistere agli attacchi dei virus. Come?  Intanto, considerando che  il sole tramonta abbastanza presto, sarà utile uscire nelle ore  del mattino per nutrirsi di luce e camminare,  perché aiuta a mantenere alto il tono dell’umore, poi, incontrare persone con cui parlare per condividere le proprie emozioni, aiuta ad arginare la sensazione di solitudine che avviluppa i pensieri, specialmente in autunno.   

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Nel 2016,  all’interno della rivista 65perricominciare, mi sono già occupata della violenza nei confronti delle  donne, ma, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, è utile ritornare sul tema.  Le donne hanno subito e subiscono violenza a tutte le età, purtroppo è un fenomeno che attraversa le generazioni e non trova argine. Anzi, i mass media divulgano notizie quotidianamente,  circa eventi che vedono le donne protagoniste loro malgrado. Spesso, il carnefice di una donna è in famiglia, rendendo ancor più inaccettabile  il gesto violento. Le donne over non sono fuori  dal rischio violenza, perché    la  mortificazione del corpo e della psiche può abitare ovunque ci sia una donna che  rivendichi  la propria libertà, in ogni sua espressione. Nell’età over, come per altre età, la violenza oltre a essere fisica è anche psicologica. La violenza psicologica è la più subdola, erode l’anima, la forza di reagire, la fiducia di  poter vivere autonomamente, ma, soprattutto, il desiderio di  una nuova vita. 

Da quell’articolo  del 2016, partì un progetto itinerante denominato “Un’ Àncora per non dire più Ancòra, cambiare accento per cambiare prospettiva”, da me ideato e promosso, che si prefiggeva e si prefigge di dare un contributo alla prevenzione della violenza sulle donne.  Quando ci si pone la domanda sul perché sia così diffusa ed  esponenzialmente frequente la violenza sulle donne, difficile è trovare una risposta, ma, di là dal considerare gli eventi scatenanti le ire funeste dei carnefici, ritengo che l’emancipazione della donna, fortemente significativa negli  ultimi cento anni, non è stata parallelamente accompagnata da un’ emancipazione delle coscienze.

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Melodie inaspettate

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Mi è capitato, camminando nel centro di Roma, di imbattermi in una coppia over che cantava, con toni contenuti, una melodia, mentre mano nella mano attraversava le strade romane.  La coppia era straniera  e probabilmente non era neanche un caso che lo fosse, perché  oggi mi sembra  non capiti di incontrare over italiani che  si lascino andare a simili performance.   Gli  over italiani sono più inibiti  o  meno spensierati degli stranieri? Sicuramente, essere in vacanza può aiutare a essere più inclini a esternazioni di questo tipo, ma la considerazione  più realistica penso  riguardi   una mancanza di leggerezza, che  andrebbe recuperata  di là dalle preoccupazioni  da affrontare quotidianamente.   Un pensiero musicale che si traduce in un accenno vocale, può essere indicatore di una ricerca di  sospensione dei soliti  pensieri,  un tentativo di creare un varco tra la fitta rete di parole e di immagini che riconducono a un’ incombenza da adempiere. Il ricordo di un motivo musicale  attiva anche altre  aree  cerebrali, come entrare in un’altra stanza della propria casa, magari quella meno vissuta, e far entrare luce.

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