Salute e benessere

COMBATTERE L'OSTEOPOROSI A TAVOLA

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L’Osteoporosi, volgarmente detta anche “malattia delle ossea” si può e si deve prevenire già dalla tavola, è una malattia caratterizzata da una ridotta massa ossea e dal deterioramento del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità e predisposizione alle fratture, soprattutto dell'anca e della colonna vertebrale. Purtroppo è molto diffusa colpisce circa 5 milioni di italiani, soprattutto le donne hanno un maggior rischio di ammalarsi rispetto agli uomini, all’ incirca una donna su quattro. Per questo motivo è molto importante adottare, quanto prima delle sane abitudini alimentari, sia per prevenire l'osteoporosi, sia per combatterla qualora esista una predisposizione su base genetica. Innanzitutto, seguire uno stile di vita “sano” dicono gli esperti, aiuta  sicuramente a mantenere in salute il corpo in generale, ossa comprese, prevenendo le complicazioni delle scheletro tipiche degli anni. 

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NON PIU' CHILOCALORIE

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Già a 50 anni per le donne inizia il problema del peso. Non ingrassare diventa un imperativo e prescinde dai valori estetici perché i medici sono i primi a metterci in guardia sui problemi del  'girovita'. Ma fino ad oggi l 'attenzione di tutti, uomini e donne, si è concentrata sulle chilocalorie. Qualsiasi prodotto alimentare da un succo di frutta a un biscotto,  fino ad arrivare ad un semplice yogurt ha una etichetta che mostra le chilocalorie. E noi a fare i conti sommando colazione, pranzo e cena…
Ora cambia tutto. Il prof. Pier Luigi Rossi uno Specialista  in Scienza dell'Alimentazione e i Igiene e medicina preventiva che insegna all'Universita' di Bologna,  ha scritto un libro 'Dalle calorie alle molecole.

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I BENEFICI DEL DIGIUNO TERAPEUTICO

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Che la salute del nostro organismo passi anche dal cibo è una cosa ormai risaputa. Ormai sono molti gli studi che hanno messo in relazione la qualità, ma anche la quantità, di ciò che mangiamo con possibili disturbi e malattia che colpiscono il nostro corpo. In questi giorni in seguito alla scoperta  coordinata dall’italiano Valter Longo, direttore dell’Istituto di Longevità della University of Southern California, già noto per i suoi studi sugli effetti di digiuno e intermittent fasting, sono stati resi noti i benefici ovvero il digiuno terapeutico di 1-2 giorni la settimana ne hanno dimostrato la sicurezza.

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LUNGA VITA AL PICCANTE

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Mangiare piatti piccanti regala qualche anno in più, aiuta a dimagrire, accelerando il metabolismo e  allevia  il dolore. Un’aggiunta di peperoncino a ciò che mangiamo favorisce infatti a  dimagrire stimolando il metabolismo, riducendo l’appetito e bruciando i grassi.  Il peperoncino era già da tempo sospettato di possedere 'virtù’ dimagranti perché fa riscaldare il corpo aiutandolo a bruciare calorie. In un recente studio è stato dimostrato dai ricercatori dell'Università della California a Los Angeles le proprietà di una sostanza, presente in molti peperoni e peperoncini dolci, la diidro capsiato (Dtc), che è analoga alla capsaicina (ciò che rende piccanti i peperoncini) ma meno piccante.

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SOLE PER "I RAGAZZI ... OVER 60"

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Negli anni '70 essere abbronzati era un imperativo estetico fondamentale. Mi ricordo ore ed ore passate al sole di luglio e agosto, naturalmente nel picco tra l’una e le due del pomeriggio. Di gran moda era una crema che si chiamava Eutra, che si diceva fosse, almeno in origine, grasso per le mammelle delle mucche che favoriva  una migliore mungitura. E a Fregene, spiaggia romana per eccellenza,  quasi tutti i giovani si 'arrostivano' letteralmente al sole felici e lucidissimi...  D'inverno invece c'era la montagna e quale modo migliore per tornare a Roma super abbronzati, se non fermarsi tra una sciata e l'altra ai rifugi più in alto dove il sole era fortissimo?

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CATARATTA E DEGENERAZIONE MACULARE. INTERVISTA AL PROFESSOR ANDREA CUSUMANO

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Quali sono le patologie più frequenti della vista legate all’invecchiamento?
L'età avanzata è caratterizzata dallo sviluppo di due specifiche patologie: la cataratta che si sviluppa incondizionatamente nel corso degli anni e la degenerazione maculare legata all'età (AMD), sia nella forma atrofica, che nella forma essudativa, una patologia questa non obbligatoriamente presente, anche se purtroppo molto frequente. Mentre per la prima - la cataratta - abbiamo una soluzione esclusivamente chirurgica che pure ha subito negli ultimi anni una vera e propria rivoluzione, per la seconda – la AMD di tipo essudativo – è stata recentemente introdotta una terapia innovativa (FARMACOCHIRURGIA) che prevede l’iniezione all’interno dell’occhio di particolari molecole farmacologicamente attive.

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