Tendenze

“Onde di Montagna”. La mostra che celebra le onde del mare.

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La pittrice delle onde Susanna Montagna sarà protagonista di una mostra personale “Onde di Montagna” dal 20 al 25 luglio 2019 nell’incantevole cornice di Palazzo Collacchioni a Capalbio.  La mostra curata dallo Studio MOCA di Roma e con il patrocinio del comune di Capalbio sarà inaugurata il 20 luglio alle 19.00. con un’attesissima performance dell’artista, per la gioia del pubblico,  una session in cui Susanna Montagna porterà a termine una delle sue bellissime opere.

Onde giganti, materiche, onde dove si può dimenticare il tempo che passa e valorizzare al meglio l’istante presente.

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Incontri letterari “Sotto i platani della Parrina”

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La Tenuta La Parrina immersa tra ulivi e vigneti della Maremma, situata a breve distanza dal Monte Argentario e dalle sue incontaminate spiagge di Feniglia e Giannella, rappresenta senz’altro un connubio perfetto tra campagna e mare.

E’ un posto magico, di antica bellezza dove è molto piacevole soggiornare. Nei 200 ettari della tenuta sono coltivati, vigneti, ortaggi, frutti e uliveti. Si arriva a La Parrina percorrendo il viale degli Eucalipti, un viale ombreggiato che porta ad una piazzetta circondata da maestosi platani dove si trovano l’agriturismo, il ristorante e la chiesa ottocentesca. La libreria Bastogi di Orbetello nell’ambito della rassegna “Sotto i platani della Parrina” propone per i mesi di luglio, agosto e settembre dei piacevoli incontri letterari che si tengono sull’incantevole piazzetta e sotto i suoi magnifici platani, appunto che danno il nome a questa rassegna e presentazione di libri, antistante l’agriturismo.

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Un mare “alternativo”. Le incredibili falesie dell’Isola di Rugen nel Mar Baltico.

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Sul Mar Baltico in Germania c’è un isola di rara bellezza parliamo dell’Isola di Rugen. Si trova di fronte alle coste  del Meclemburgo – Pomerania Occidentale. E‘ famosa per le sue spettacolari falesie bianche di gesso che si trovano all’interno del Parco Nazionale di Jasmund. Tra cui la più straordinaria di tutte è la Konigsstuhl sulla Stubbenkammer, ben 118 metri di altezza sul livello del mare.  Spostandosi poco più a nord del Parco Nazionale di Jasmund c’è Capo Arkona, dove si possono visitare due fari, costruiti nel 1827 e nel 1902. Uno di questi è stato progettato dal famoso architetto prussiano Karl Friedrich Schinkel autore di alcuni tra i più imponenti monumenti di Berlino. Nella parte sud-orientale dell’isola, nella Baia di Prora, segnaliamo la prestigiosa località balneare di Binz. Qui sembra che il tempo si sia fermato all’ inizio del 20esimo secolo, le spiagge bianche immense sono costellate da piccole cabine per abbronzarsi al riparo dal vento. Vicino a Binz, a Prora, c’è il famoso resort turistico, voluto da Hitler, “Kraft durch Freude”, letteralmente – “La forza attraverso la gioia”.

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Il Teatro Argentina di Roma mette in scena dal 6 all’ 8 giugno 2019, per un pubblico dai 5 ai 99 anni,  lo spettacolo “La storia di tutte le storie” tratto da Gianni Rodari,  per la regia di Roberto Gandini, prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale – Piccola Compagnia del Piero Gabrielli. E’ l’occasione per ritrovare o conoscere, nel caso dei più piccoli, i personaggi di Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Balanzone. Tutti insieme, aiutati anche da Pierrot e da “Il Bambino sperduto,” affronteranno un viaggio  alla ricerca de “L’Uomo che non c’è” passando per vari luoghi come:  il paese delle paure, il mercato delle parole, l’ ospedale, fino ad arrivare alla luna dove si confronteranno con il malvagio Pantalone. Ed allora decideranno di comune accordo di ritornare sulla terra dove potranno combattere con più efficacia la cattiveria di Pantalone e di Smeraldina.  Gianni Rodari scrisse questo testo, considerato il suo capolavoro teatrale, nel 1976 insieme ad un gruppo di artisti conosciuti: Emanuele Luzzati, Gianni Fenzi, Angelo Corti, Mara Baronti, Sebastiano Tringali ed altri.

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La nuova stagione 2019-2020 del Teatro Brancaccio di Roma è superstar!

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Alessandro Longobardi, direttore artistico del Teatro Brancaccio, ha presentato alla stampa la nuova e ricchissima stagione teatrale 2019-2020. Un susseguirsi di spettacoli e commedie  imperdibili che faranno la felicità del pubblico in sala.

Maurizio Colombi dirigerà la nuova produzione, del  musical “Aladin il musical geniale” in scena al Teatro Brancaccio nel mese di ottobre, novembre e parte di dicembre 2019. Prende la parola Maurizio Colombi: “ Stiamo scrivendo questo spettacolo, che ha avuto successo grazie alla Disney, anche se la storia è antichissima ed è tratta dal libro “Mille e una notte”. La storia originale ha dei contenuti molto belli, ci sono per esempio due geni, il genio dell’anello e il genio della lampada,  è una storia divertente, un po’ diversa, anche per non ripetere lo spettacolo di Aladin. Una storia nuova, riscritta, con musiche nuove e che punta sui giovani, con protagonista nel ruolo di Jasmine, Emanuela Rei, attrice già conosciuta dal pubblico per il suo ruolo in “Neve Bianca”.  Aladin sarà interpretato da Leonardo Cecchi, attore della scuderia Disney, lo ricordiamo nella serie televisiva di Disney Channel “Alex & Co”. Cecchi si è trasferito di recente a Los Angeles per studiare recitazione. E’ una  commedia dell’equivoco, una commedia divertente, sull’intreccio amoroso tra Aladin e  Jasmine. Le musiche saranno in stile arabo – occidentale, le scenografie sono di Alessandro Chiti  che ha curato anche le scenografie di Rapunzel e della Regina di Ghiaccio, le coreografie in stile bollywoodiano saranno curate da Rita Pirano, i costumi molto belli  sono di Francesca Grossi.”

 Gianluca Guidi torna per il terzo anno con lo spettacolo “Aggiungi un posto a tavola”. Dice Gianluca Guidi: “Tre anni consecutivi sono una testimonianza del fatto che questo spettacolo è andato molto bene,  un po’ per il titolo che porta, un po’ per com’è scritto dagli autori Garinei, Giovannini, Jaja Fiastri, Armando Trovajoli, per le scenografie di  Giulio Coltellacci, un team inarrivabile  che abbiamo riproposto in toto grazie anche al bravo Gabriele Moreschi, che ha rifatto le scene riducendole in scala.  Quest’anno abbiamo rinnovato qualcosa e abbiamo, nel ruolo di Consolazione, Lorenza Mario, un’ attrice che conosco da molti anni e con cui ho lavorato tempo fa in “Facciamo  l’amore”, film di Yves Montand e Marilyn Monroe. Una delle persone più piacevoli, più professioniste, con cui io abbia mai avuto il piacere di lavorare”.  Dice Lorenza Mario: “Sono felicissima di essere in questo meraviglioso team e di salire sull’arca di “Aggiungi un posto a tavola”, è uno spettacolo che amo tantissimo. Per me è quasi un ritorno perché tra le mie prime esperienze teatrali c’ è stata una commedia in cui sono stata diretta proprio da Pietro Garinei, coreografata da Gino Landi. Per me è stato un grandissimo onore.”

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All’interno dei Musei San Salvatore in Lauro, nel prestigioso  Complesso Monumentale dei Pio Sodalizio dei Piceni, il 18 giugno  verrà inaugurata la mostra retrospettiva “Geometrie impossibili” di Achille Perilli, classe 1927, pittore italiano ed esponente di rilievo dell’arte italiana. Mostra organizzata da “Il Cigno GG Edizioni” e curata da Luca Barsi, che vanta un’ esperienza ultra trentennale nell’arte moderna e contemporanea.  Nel dopoguerra inizia l’avventura creativa del Maestro, all’interno dell’acceso dibattito fra realismo e astrattismo, definendosi teoricamente in seguito con le formulazioni del manifesto del Gruppo Forma Uno (stilato nel 1947 insieme a Ugo Attardi, Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato). Nel “manifesto formalista” si afferma che in arte esiste solo la “forma pura” che ha come mezzi di espressione il colore, il disegno, le masse plastiche e come fine l’armonia  delle forme astratte oggettive. Perilli, fin da giovane è coinvolto in prima linea nella battaglia delle tendenze astratte, rappresenta sicuramente uno degli esponenti più impegnati, non solo dal punto di vista pittorico ma anche da quello teorico. In quegli anni  partecipa a tutte le più importanti mostre in Italia e all’estero. Il suo intento è quello di trovare una “sintesi concreta” fra due estremi astratti coniugando insieme la forma più lirica e musicale di Kandisky con lo spazio rigido, geometrico, freddo e analitico di Mondrian.

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