IL MUSEO DELLE MASCHERE DI MAMOIADA

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Sul far della sera, un sonoro corteo percorre le vie del paese di Mamoiada, in provincia di Nuoro, nell'entroterra della Sardegna. I grotteschi Mamuthones indossano una maschera di legno intagliata con tratti duri e stilizzati, legata sotto il mento da un fazzoletto nero. Sulla giacca di velluto, che calzano curiosamente alla rovescia, portano una pesante veste di pelliccia con cinghie di cuoio e grandi campanacci legati sulla schiena. Gli Issohadores, invece, muniti di una fune a cappio chiamata soha, indossano la cosiddetta beste ‘e turcu, una veste "da turco," eccentrica e carnevalesca.

La danza rituale di Mamuthones e Issohadores, anche detta “danza dei campanacci,” è un'antichissima usanza tramandata di padre in figlio nel mondo pastorale sardo, sebbene abbia ormai perso il suo significato apotropaico. Sembra infatti che il rumore provocato dai campanacci scacciasse gli spiriti maligni per garantire una buona annata agraria. Secondo alcuni studi etimologici, il nome di Mamuthone deriverebbe dal termine Maimone che, in alcune regioni, tra cui la Sicilia, indica il diavolo. Tuttavia, la radice mam è comune a diversi toponimi sardi e potrebbe avvalorare l'ipotesi di un'origine autoctona del nome, forse legata all'influenza punico-fenicia. Si è anche ipotizzato che la maschera dei Mamuthones avesse un tempo l'aspetto di un bovino, come del resto suggeriscono la veste di pelliccia e i campanacci. In tal caso, il corteo di Mamoiada potrebbe affondare le sue radici nel culto del toro, venerato anche presso altri popoli del bacino Mediterraneo.
Il singolare Museo delle Maschere mette a confronto le tradizioni del paese di Mamoiada con quelle delle altre regioni mediterranee, a partire dalle maschere sarde e dai reperti provenienti dalle aree dell’arco alpino, dei Balcani e della penisola iberica, oltre che della Grecia. Questo piccolo museo è un'eccellenza locale che attrae il turismo “balneare,” quello scolastico e non ultimo quello della terza età. La calorosa accoglienza che riserva ai turisti e il coinvolgimento della comunità locale, anche attraverso un'attività di promozione dei prodotti alimentari e artigianali del territorio, rendono il Museo delle Maschere un vero e proprio polo culturale. La stessa Mamoiada vanta altri due piccoli musei: Il Museo della Cultura e del Lavoro e il MATer – Museo dell’Archeologia e del Territorio che, grazie alle moderne installazioni di Studio Azzurro, offre al pubblico un'esperienza di vista multimediale e interattiva. Da non dimenticare i vicini murales di Orgosolo, che raccontano la vita politica e culturale dell'Isola sulle mura del centro storico, e il MAN di Nuoro, dedicato alla sperimentazione contemporanea.

Giovanna Fazzuoli
28 giugno 2016

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