Arte

IL MAGICO GIARDINO DI NINFA

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Magnolie, betulle, aceri giapponesi, ciliegi e meli in fiore. Sono solo alcune delle oltre 1300 varietà di piante presenti nel giardino di Ninfa, in provincia di Latina, tra i comuni di Norma e Sermoneta. Le rose rampicanti si intrecciano alle rovine; quelle arbustive adornano i ruscelli e i sentieri creati dall'uomo. Grazie al particolare microclima del giardino crescono perfino piante tropicali come l’avocado e i banani. Il nome Ninfa deriva dal tempietto romano dedicato alle Ninfe Naiadi, divinità delle sorgenti, che si trovava nei pressi del giardino.

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IL MUSEO LABORATORIO DELLA MENTE

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Il complesso di Santa Maria della Pietà, oggi sede degli uffici comunali della città di Roma, termina la sua attività come ospedale psichiatrico nel 1999. La struttura fu teatro di violenze fisiche e psicologiche di cui rimane traccia nei registri dell'ospedale, nelle testimonianze dei pazienti e nelle coraggiose iniziative del personale che diede inizio al cambiamento, poco prima del traguardo rappresentato dalla Legge Basaglia per la riforma psichiatrica dell'anno 1978.

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SANTA MARIA ANTIQUA AL FORO ROMANO

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Dopo trent'anni riapre al pubblico la chiesa di Santa Maria Antiqua, un monumento di straordinaria importanza per lo studio della storia dell'arte, nascosto tra le rovine del Foro Romano. La chiesa è insieme ospite e protagonista di una mostra dal titolo «Santa Maria Antiqua tra Roma e Bisanzio», allestita in occasione della riapertura (fino all’11 settembre) per raccontare ai visitatori la storia dell'edificio, nato dall'adattamento di un complesso pagano dell'epoca di Domiziano (81-96 d.C.). Si trattava probabilmente di un vestibolo monumentale, in una posizione strategica di collegamento tra il Foro e il Palazzo Imperiale, dove già Caligola aveva costruito un ampliamento della domus Tiberiana.

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LE NAVI DI CALIGOLA SUL LAGO DI NEMI

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Passato alla storia come un despota folle, crudele e perfino sadico, anche grazie alle testimonianze dei suoi contemporanei, tra cui il filosofo Seneca che ne descrive il "pallore ripugnante", l'imperatore romano Caligola (Anzio 12 d.C. – Roma 41 d.C) fu condannato alla cosiddetta damnatio memoriae: ogni traccia del suo potere fu cancellata e il suo ricordo infangato per l'eternità. Caligola perseguì un programma politico e religioso di auto-divinizzazione sul modello dei sovrani orientali. Come i suoi predecessori, portò avanti un'intensa attività di propaganda, di cui troviamo traccia nelle fonti e in ciò che resta delle sue imprese architettoniche.

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IL MITREO BARBERINI

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Il cosiddetto Mitreo Barberini è un luogo di particolare interesse per lo studio del mondo romano grazie all'eccezionalità dei suoi affreschi che illustrano il mito del dio Mitra. Sono più di venti i mitrei rinvenuti nei sotterranei di Roma, ma nessuno vanta una simile decorazione pittorica. Solo quelli di Marino e Capua possono essere paragonati al Mitreo Barberini per l'estensione e lo stato di conservazione delle loro pitture. L'architettura, gli arredi e le decorazioni, prevalentemente scultoree, dei mitrei italiani ci forniscono una serie di importanti indizi sul mistero del dio Mitra e dei culti a lui dedicati

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I GIGANTI DI MONT'E PRAMA

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Il 29 marzo del 1974 un gruppo di contadini cinesi intenti a scavare un pozzo d'acqua nella provincia dello Shaanxi si imbatte casualmente nei resti dell'ormai celeberrimo “esercito di terracotta”: oltre seimila sculture di soldati, cavalli, acrobati e cortigiani che vegliano sulla tomba del primo imperatore cinese Qin Shi Huang. Lo stesso marzo del 1974, sulla costa centro-occidentale della Sardegna, nel territorio di Mont'e Prama, che prende il nome da una particolare specie di palma nana, un altro contadino, questa volta nostrano, vede affiorare dei frammenti lapidei dalla terra smossa del suo campo arato.

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