Non tutte super donne over 65

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Sempre più spesso sui giornali e anche in convegni   di rilevanza nazionale, ci vengono presentati modelli di donne super di tutte le età: intelligenti, belle, combattive e in grande forma fisica e dello spirito. Io ne sono sempre stata affascinata e anche dalle pagine di questo settimanale,  insieme alla redazione, abbiamo sempre invitato donne e uomini a ‘non mollare’, a non cedere,  a non considerare l’età come un limite che ci rinchiude a casa facendoci rinunciare ad una vita attiva e di soddisfazione personale. Quindi abbiamo consigliato sempre cura del corpo e della mente, un lavoro magari diverso da quello precedente e più adatto all’età, attività fisica e della mente e attività sociale intensa. Ma non tutti ci riescono perchè l’età porta anche maggiore stanchezza, qualche malattia che arriva e non è facile rimettersi in gioco quando sono spariti tutti gli impegni lavorativi, le relative amicizie e la vita privata è cambiata magari per l’arrivo dei nipoti e l’impegno di fare i nonni. La maggior parte delle testimonianze da noi raccolte sottolinea la stanchezza e la mancanza di forza fisica che non è più quella di una volta. Racconta Anna C: “Non so come prima riuscivo a lavorare e insieme a portare a termine tutti gli impegni relativi  ai nipoti e alla casa come  spesa, tintoria, lavapiatti che si rompe con relativa visita del tecnico, continue richieste di ricette al medico della mutua, bollette e multe da pagare... per non parlare delle visite ai genitori di mio marito o la cura di mia madre  che ormai non sta più bene. Mi sento oppressa da mille incombenze che non mi danno quella soddisfazione personale che avevo prima e, a volte, non riesco nemmeno a ritagliarmi uno spazio per il mio pilates e sto parlando di due ore alla settimana...”

Aggiunge Carla F : “Da over 65 ho grosse difficoltà ad adattarmi alla vita con mio marito. Siamo entrambi in pensione ma invece di essere diventati con gli anni più abituati alle spigolosità dei nostri  caratteri , siamo come più irascibili, ci rispondiamo male, è come se ognuno di noi pensasse solo a se stesso. Eppure entrambi ci siamo ritagliati dei piccoli spazi lavorativi: lui ha una consulenza e io faccio volontariato . Ma non basta. Io, francamente, lo vedo molto appannato: ci sente molto meno, ha avuto qualche problema al cuore e, soprattutto, guarda moltissimo la tv.  La domenica e gli altri giorni festivi rimane incollato alla televisione fino a sera. Ha orrore di andare al cinema per non parlare delle mostre. Il dialogo tra noi è ridotto al minimo e anche il momento del  TG che guardiamo sempre insieme è soltanto spunto di puntigliose discussioni. Cosa posso fare?”

 

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