OSTUNI E LA STORIA DI CLARA

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Leggo su Repubblica del 13 agosto una notizia su un' agenzia di viaggi inglese per clienti facoltosi, la Brown and Hudson che, attraverso  dei questionari, ha scoperto quali sono le vacanze più belle. Nasce così una  lista delle località predilette da quelli che possono. L'Italia è rappresentata dalla Puglia. E in Puglia Ostuni  è veramente un posto incredibilmente bello e pieno di fascino. Furono i Messapi i primi che si insediarono nella parte alta del colle di Ostuni intorno all'anno mille a.C., creando il primo nucleo di quella che  è la Città Vecchia poi conquistata dai romani, dai greci e che nei secoli fu più volte distrutta ma sempre ricostruita fino a quando, nel XVIII secolo, per impedire il contagio della peste, tutte le case furono imbiancate a calce. Così è nata la Città Bianca piena di vicoli, piazzette, stradine con improvvisi affacci su un mare prima di olivi e poi d'acqua, chiese barocche tra cui prima tra tutte la Cattedrale, palazzi e antiche residenze che guardano il mare.
È qui che incontro la mia amica Clara Foggetti Patriarca  che da qualche anno vive per lunghi periodi qui ad Ostuni.

Clara per venticinque anni ha avuto una sua società di comunicazione ed eventi ed ha lavorato per importanti società italiane e multinazionali gestendo budget importanti.
Le chiedo quando ha deciso di cambiare vita. “Compiuti i 60 anni - risponde lei - ho capito che nella mia attività c'era bisogno di innovazione, di una preparazione tecnologica diversa e di nuove idee. Mi è venuta voglia di dedicarmi a cose diverse come la gestione di una proprietà ad Ostuni che da sempre appartiene alla mia famiglia. È un'antica lama e cioè una fenditura del terreno in cui una volta scorreva l'acqua e che oggi si presenta come una piccola valle da cui si vede il mare. In cima c'è una chiesa del XIV secolo con affreschi rupestri e sparse intorno alcune dimore tipiche: un trullo, una lamia (casa di campagna in cui in tempi antichi, i contadini venivano a cambiarsi durante il raccolto delle olive e dell'uva, ndr) , una vecchia casa in pietra e una casa padronale in cui vivevano i miei bisavoli".
Ma sei tu che hai restaurato tutto questo?
“Sì - risponde lei - vedendo che c'era una forte domanda turistica, ho pensato di ristrutturare la proprietà intervenendo anche sul terreno e questo ha significato rinforzare tutti i muri a secco  che si affacciano sulla lama. Ho fatto anche un forte intervento di piantumazione e giardinaggio con erbe aromatiche, arbusti locali e molti fiori soprattutto lantane, bouganville, ibiscus e lavande".
Cerco di avere informazioni su come vanno gli affari. Avete molti turisti? Vengono più gli italiani o gli stranieri? 
“Entrambi - risponde lei - con una forte domanda da parte dei francesi e devo dire che, fino ad oggi, sono stata fortunata perché ho avuto sempre ospiti rispettosi dell'ambiente e delle case".
E tu come persona come ti senti in questa nuova veste lavorativa?
“Questa attività mi ha stimolato perché è creativa , devo sempre inventare qualcosa di nuovo per accogliere meglio gli ospiti: un aperitivo con taralli e olive o il ciambellone preparato dalla governante Caterina, piccole attenzioni che riscuotono molto successo. Questi lunghi periodi che passo ad Ostuni mi danno serenità, mi fanno star bene e mi danno l'opportunità di vivere con altri ritmi”.
E tuo marito cosa dice di tutto ciò?
“L'ho coinvolto fin dall'inizio perché è architetto e mi ha aiutato nelle ristrutturazioni delle case. Devo dire che si è molto appassionato a questi luoghi dove ama trascorrere le vacanze con gli amici e con i nostri figli . Anche per loro Ostuni è  diventato un riferimento importante. Forse ci vediamo quasi più qui che a Roma!”.
Intercetto l'architetto Patriarca per farmi raccontare una sua ricetta di spaghetti con le cozze che ha fama di essere squisita.
“Semplice - mi racconta lui - in una padella con olio extravergine di oliva locale metti aglio e peperoncino  (naturalmente locale) sia a pezzi che in polvere. Aggiungi le cozze sbucciate insieme ai pomodorini a chioppa e fai cuocere per  12 minuti. Quando gli spaghetti rigorosamente pugliesi sono quasi cotti, li metti a mantecare in padella. All'ultimo  aggiungi prezzemolo dell'orto tagliato a pezzetti e offri agli amici!”

Anita D'Asaro
2 settembre 2014

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