FARE DEL BENE

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Il significato sociale di questo fenomeno è importante anche perché parliamo almeno di 5 milioni di persone secondo l’Istat che oltre al volontariato fanno donazioni, aiutano i più bisognosi o semplicemente fanno la carità. Molti over 65, specialmente donne, si occupano di volontariato o si spendono per promuovere raccolte fondi, sia perché comprendono il valore della loro opera e il risvolto sociale che può avere, sia perché è un’ottima strada per tornare a sentirsi utili ed attivi dopo aver “archiviato” una vita di lavoro.

Ma possiamo aggiungere che fare del bene ci fa sentire meglio? Ognuno di noi ha provato questa sensazione e uno psichiatra, Gregory Berns, professore di psichiatria alla Emory University di Atalanta ha studiato le basi neurologiche dell'altruismo e del comportamento cooperativo, utilizzando tecniche di imaging cerebrale. Ha scoperto che, quando le donne mettevano in atto comportamenti altruistici, nel loro cervello aumentava il flusso di sangue in specifiche aree cerebrali che vengono attivate generalmente dalla vista di cose piacevoli. Oxfam Italia - una delle 17 ong della rete Oxfam, attiva in 90 paesi del mondo ha presentato recentemente il suo rapporto annuale 2013-2014 a Villa Wolkonsky a Roma.
“Se vogliamo liberare il mondo dalla povertà e dalla fame - ha detto la Presidente di Oxfam Italia Maurizia Iachino - dobbiamo innanzi tutto promuovere i diritti e l'empowerment delle persone che vivono in condizioni di vulnerabilità perché non tutelate nei loro diritti, in particolare le donne". ‘Con le donne per vincere la fame’ il titolo del rapporto, secondo il quale gli obiettivi dell'Agenda Onu per lo sviluppo post-2015 devono non solo superare la separazione tra Nord e sud del mondo, ma anche conciliare la dimensione ambientale, sociale ed economica, perché le nuove generazioni "non debbano scegliere tra benessere economico e salute".
Roberto Barbieri, direttore generale di Oxfam Italia ha invece ricordato come, sempre secondo i dati Onu, il numero di persone affamate nel mondo è ancora di 865 milioni di individui…contrariamente a quanto si possa pensare la fame non è dovuta alla scarsità di cibo, ma è una questione di giustizia che ha radici nella disuguaglianza e nella mancanza di accesso alle risorse e alle opportunità. Nella brochure di Oxfam sono illustrati alcuni dei risultati raggiunti grazie ai tanti donatori, volontari, partner etc. Tra questi spicca l’opera di assistenza ai rifugiati siriani in Libano con oltre 13.000 rifugiati che hanno ricevuto coperte, stufe, voucher per acquisto di generi di prima necessità e kit igienici; importante anche l’opera svolta a favore dell’eguaglianza di genere nella filiera del cacao in cui più di 100.000 persone nell’ambito della Campagna “Scopri il Marchio” hanno spinto Mars, Nestlè e Mondelez (ex Kraft Foods) a impegnarsi ufficialmente per combattere la disuguaglianza delle donne che lavorano nella filiera del cacao. Per non parlare delle campagne a favore della popolazione immigrata in Italia, dei rifugiati colombiani in Equador, del diritto alla terra e di tante altre iniziative.

Anita D’Asaro
28 ottobre 2014