Pulcherrima e Gastone

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Qualche giorno fa sono andata con un’amica alla Galleria d’Arte Pulcherrima in Via Merulana 44/45 a Roma. Ampia, piena di luce e di quadri, anche molto importanti, che suscitano emozioni forti in chi si sofferma senza la solita fretta che ormai caratterizza le giornate di tutti noi. Ma dei quadri parleremo un’altra volta perchè oggi vi vorrei raccontare la storia di Gastone Ranieri Indoni, di anni 75 ma con la verve e l’entusiasmo di un giovane rampante, proprietario della galleria, uno che ha “ricominciato” non potendo mai perdere il suo spirito creativo e combattivo.

Racconta Gastone: “A 12 anni il professor Di Cicco, il più importante seicentista dell’epoca, mi ha preso sotto la sua ala protettrice avendo visto che ero un abile disegnatore; m’impose, al contrario di quanto aveva fatto lui, di non limitare i miei lavori ad una datazione specifica visto che sarei stato in grado di partire da Cimabue per arrivare a Modigliani. Mia madre, vedova di cinque figli, ha sempre detto che prima venivano la scuola e l’università. E io dopo l’università espletai il servizio militare, allora obbligatorio, come bersagliere. Quando tornai risposi ad un annuncio di lavoro di Cartier che cercava disegnatori per scatole, étalage e astucci personalizzati per la produzione di penne accendini e gioielli. Una grande scuola anche commerciale visto che serviva solo clientela d’alto bordo. Una carriera che si perfezionò lavorando con Van Cleef e Pierre Cardin. A metà degli anni ’80, ero sistemato visto che avevo guadagnato la concessione di Gucci per la gioielleria. Come spesso capita, ci sono alti e bassi nella vita e all’apice del successo subii una grossa truffa per risolvere la quale dovetti svendere tutti miei beni cumulati grazie ad una veloce e brillante carriera. A 50 anni, deluso, ho abbandonato un settore dove pure ero ancora molto considerato, e ho preferito ricominciare tutto decidendomi a non tradire più l’arte che m’aveva permesso di raggiungere certi traguardi e ripartii con una bottega e una decina d’artisti specialisti; quindi con la collaborazione di bravissimi artigiani, riuscivamo a produrre copie di quadri che dai musei andavano al restauro e di cui, prima di cominciare a essere restaurati, ci venivano commissionati fedelissimi riferimenti. Negli anni ’90 non solo fummo in grado di vendere copie di quadri famosi anche agli stranieri, ma ho organizzato molte mostre in giro per l’Italia e in Europa nel mentre mi sono dedicato sempre di più all’editoria: libri, cataloghi ma soprattutto riviste, sempre d’arte, tra cui l’ultima, che è forse la più bella in circolazione, prese il nome definitivo di International Urbis et Artis un bimensile bilingue di arte, cultura e attualità. Oltre questa rivista, che ha raggiunto risultati eccellenti grazie a un gruppo di professionisti che ad essa si sono dedicati con sacrificio mogliorandola continuamente, ho sentito la necessità di dar vita ad un Albo degli Artisti d’Italia, data anche la dismissione del Bolaffi, che per la prima volta dispone della tecnologia del codice QR che dà agli artisti e alle loro opere una visibilità immediata in tutto il mondo. Decidermi poi di pubblicare una Agenda Artistica veramente esclusiva per funzionalità ed eleganza è stato un attimo anche perché sopperiva alla necessità dei professionisti di capire su chi e cosa si potesse investire in arte senza correre rischi. Alla fine mancava solo una vetrina ideale, situata in un punto strategico della Capitale, dove conferire ad una normale galleria il ruolo di vero polo culturale che ospita non solo opere degli artisti migliori ma che svolge corsi di pittura, modellato, fotografia, dizione e recitazione, danza, letteratura, poesia, giornalismo e Lectio Magistralis .

Naturalmente, data la capienza, la galleria, che si chiama con coerenza Pulcherrima (Bellissima in latino), si sta attrezzando per accrescere l’offerta di opere, di servizi e di ulteriori eventi”.

 

Grazie per il tuo entusiasmo, Gastone!

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