Due belle mostre alla Nuova Pesa

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La Nuova Pesa è nata nel 1959 a Roma, in via Frattina, dall’iniziativa di Alvaro Marchini un imprenditore che, spinto da una passione personale, creò uno spazio per l’arte contemporanea di richiamo internazionale. Ben presto la Nuova Pesa diventò l’ambiente più aggiornato del realismo grazie a direttori importanti, critici come Antonello Trombadori e pittori del calibro di Renato Guttuso. Partecipavano all’attività espositiva anche poeti, letterati e registi che contribuivano alle iniziative della galleria anche con testi per i cataloghi, tra cui Roberto Rossellini, Italo Calvino, Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini, Giuseppe Ungaretti. Quando la Galleria si trasferì in Via del Vantaggio la prima mostra fu su Pablo Picasso seguita da Rosai, Manzù, Sironi e tanti altri. Fu un successo dopo l’altro fino al 1976, anno in cui la Galleria chiuse. Ma dopo dieci anni, nel 1985, la figlia, Simona Marchini, attrice di grande successo, riapre in Via del Corso 530 con l’idea di valorizzare e proseguire il percorso del padre continuandone la scelta di contribuire all’incontro di diverse discipline artistiche. La sua grande sensibilità e il suo senso estetico la portano ad esplorare territori nascosti e nuovi e le persone più diverse accorrono per conoscere le novità esposte come due mostre attualmente in corso e completamente diverse: “Scorrere” dell’iraniana Leila Mirzakhani e “The in-between” di Miranda Pissarides giovane artista di origini italiane e cipriote e di educazione inglese.

La personale di Leila Mirzakhani curata da Lea Mattarella, è un’indagine e una riflessione sulla percezione del tempo molto attuale nel mondo di oggi in cui viviamo affannati, posseduti dal tempo che rincorriamo e che non possediamo più. Occorre, allora, riconquistare il tempo attraverso la lentezza del gesto e dell’ascolto, per avvertire lo scorrere della propria memoria e quello del proprio presente. Ci vuole tempo per inseguire le sottili linee celeste chiaro dei suoi quadri, un tempo che ci fa fermare, riflettere, fare una pausa dal nostro vivere trafelato.
Miranda Pissarides già nel titolo della sua mostra “In-between”, annuncia il suo campo d’indagine estetico e filosofico: abitare il confine, stare in una condizione al limite. Le sue opere rappresentano il limite e l’incerto, l’alternanza irrisolvibile. Tele cariche di colori che si toccano senza mai mescolarsi, di materia, resina e pigmenti che superano il limite della tela e quasi diventano tridimensionali. Dice Miranda: “Voglio riunire frammenti di persone, di vita, di emozioni e di materia fino a provocare una sorta di esplosione”.

Galleria Nuova Pesa, Via del Corso 530

Dal lunedì al venerdì ore 10.30-13.30 e 16-19.30

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