Viterbo e Alessio Paternesi

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Viterbo nella Tuscia e cioè nell’alto Lazio, è una incantevole cittadina nota anche come Città dei Papi in quanto fu sede papale per 24 anni a partire da Papa Alessandro IV che, nel 1257, decise il trasferimento a causa del clima ostile di Roma. Il centro sorico medievale è fatto di piccole strade che si affacciano improvvisamente su grandi spazi come Piazza del Plebiscito che fu aperta nel XIII secolo, dopo che Viterbo era diventata sede del Papato. Sul lato nord occidentale della grande piazza sorge il bellissimo Palazzo dei Priori . Ed è proprio qui, nella Sala Regia con i suoi magnifici affreschi della fine del ‘500 che il Comune di Viterbo ha voluto rendere omaggio al Maestro Alessio Paternesi in occasione dei suoi ottanta anni. Lui ci accoglie all’ingresso, un uomo alto, di nobili tratti, con un grande sorriso sincero. Alessio Paternesi a soli 22 anni partecipò alla VIII Quadriennale di Roma nel 1959, a cui seguì la partecipazione ad altre 3 edizioni. Nel 1962 la sua prima personale alla galleria “La Pantera” di Lucca. Da allora l'attività del maestro si è fatta molto intensa, sia in Italia che all'estero, con numerose mostre personali e partecipazioni a premi e collettive. Per un lungo periodo, ha esposto in numerose gallerie negli Stati Uniti, ed in molti paesi europei. Negli anni ’90 ritorna a Viterbo.

La mostra comprende circa 60 opere tra quadri e sculture realizzate dal Maestro durante tutta la sua lunga carriera artistica ed un saggio di tutti i suoi più importanti cicli pittorici, da quello dei Giardini Incantati e dei Giardini di Piero ( in omaggio a Piero della Francesca) a Dietro le quinte, al ciclo Indovina la Commedia (sulla Divina Commedia), ad alcune delle opere più significative degli anni 60’ e 70’. In esposizione anche una tiratura esclusiva realizzata per La Dante Alighieri sull’Inferno mitologico dantesco,   i dipinti dedicati all’ Odissea. 

“Il mondo interiore cui Alessio Paternesi attinge è quello concettualmente e psicologicamente da lui stesso lucidamente evocato di Piero della Francesca e della grande arte speculativa, purista e intellettualistica del Rinascimento”, dice lo storico dell’arte Fulvio Ricci nel suo saggio critico di presentazione del volume che accompagna la mostra. Uomo colto, creativo, amante della storia, Paternesi visse nel fecondo ambiente culturale romano degli anni Sessanta ma al tempo stesso partecipò della grande arte del Novecento avvicinandosi al Cubismo, al Simbolismo e ai protagonisti di quegli anni: Degas, Picasso, Brancusi, Arnold Bocklin e Max Klinger, de Chirico, Marini e Arturo Martini.

Consiglio a tutti, nel periodo natalizio, una gita a Viterbo e al Palazzo dei Priori per vedere la mostra di Alessio Paternesi.

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