La figlia femmina di Anna Giurickovic Dato

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Un libro straordinario quello di questa giovane scrittrice di appena 28 anni. Confesso che il mio approccio è stato viziato dal solito giudizio superficiale e , in parte negativo , che riservo ai figli o figlie di genitori importanti e/o famosi che in questo periodo scrivono libri come fosse la cosa più usuale del mondo. Ma quello di Anna  Giurickovic Dato no.

E’ un libro maturo, colto, ben scritto con una struttura molto articolata in cui se la trama si percepisce fin dall’inizio,  in ogni pagina c’è una sfumatura, un approfondimento in più che, lentamente, ci lascia entrare nel labirinto di sentimenti nascosti o  che affiorano qua e là durante il racconto fatto in prima persona da Silvana,  la mamma di una bellissima bambina, Maria. Insieme a Giorgio, il padre, diplomatico che lavora all’ambasciata italiana in Marocco,  vivono apparentemente felici a Rabat  protette da  questo uomo robusto, alto , bello che la gente guarda con rispetto.

Ma già nelle primissime pagine il dramma viene svelato. Maria, cinque anni,  va a dormire con il papà che le legge una storia che solo lei può comprendere perchè è una bambina speciale. E la violenza si consuma senza un grido, perchè Maria appena percepisce cosa le sta accadendo.

E la mamma è come cieca, dà un bacio al marito, uno a Maria, augura loro la buona notte e va a dormire. A tredici anni Maria di notte non riesce a dormire, spesso sbatte e si fa male, è inquieta, risponde male. Sono tornate a vivere a Roma in cerca di pace. E il racconto diventa un doloroso andare e venire nel tempo. Tornano i ricordi di Maria che si isola, non vuole andare più a scuola, piange, urla, aggredisce la madre, si ferisce da sola e tenta di ferire la madre esprimendo così il suo disagio. Ma per Silvana, Giorgio così fermo e sereno, rappresentava ogni sicurezza. L’aveva sposato da giovane e amato moltissimo. L’oscura morte dell’uomo le fa tornare a Roma, dove anni dopo, Silvana conosce un nuovo compagno, Antonio e organizza un pranzo per presentarlo alla figlia. Qui è come se la realtà si rovesciasse completamente, la sua bellissima, innocente bambina  seduce,  provoca il  fidanzato della mamma sfidandola mentre lei rimane ancora una volta incapace di interrompere quel gioco perverso. L’innocenza perduta di Maria, il chiudere gli occhi della madre davanti a ogni evidenza,  tutto si mescola e stravolge ogni certezza e questo romanzo che abbiamo divorato ci lascia, ancora una volta, senza fiato, senza certezze.

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