Prevenire l’Alzehimer, le nuove scoperte

f4c5abc7bc21bb4bd4613d0257c9feaf_w630_h630.png
0
0
0
s2sdefault

Questa malattia non ha ancora una cura e colpisce oggi 47 milioni di persone che diventeranno 135 milioni nel 2050. In Italia ci sono 1,2 milioni di persone colpite da demenza, nella maggior parte dei casi sono  Alzheimer e ancora nessun segnale positivo su nuovi farmaci. Anzi la casa farmaceutica Pfizer ha interrotto le sperimentazioni che stava effettuando alla ricerca di un nuovo farmaco. Arrivano così a 400 le sperimentazioni su nuovi farmaci che sono state abbandonate nel mondo.

Ma nel 2017 sono usciti diversi studi importanti su questa materia per anticipare la malattia con la prevenzione. Uno studio è stato realizzato al Consiglio Nazionale delle Ricerche, sul protocollo Train the Brain per tenere allenato il cervello e contrastare l’invecchiamento e le patologie, ideato dal Prof. Lamberto Maffei, che ha dato risultati positivi nell’80% dei soggetti trattati, individuati tra le persone a rischio, non ancora cadute nella malattia in forma grave. Il protocollo Train the Brain, attivo presso l’Istituto di Neuroscienze del CNR a Pisa, viene applicato dalla Fondazione IGEA Onlus (www.fondazioneiega.it) in collaborazione con il Dipartimento di Neurologia dell’Università Sapienza di Roma al fine di renderlo disponibile per tutte le persone che possono averne bisogno.

Ci spiega Giovanni Anzidei, vicepresidente della Fondazione IGEA Onlus: ”Il cervello è un organo come tutti gli altri, con lo stress può perdere vivacità e con il tempo invecchia. Per mantenere attive le capacità mentali e contrastare l’invecchiamento e le patologie cerebrali si deve fare esercizio, allenare il cervello, proprio come si fa andando in palestra a fare ginnastica. Con la ginnastica i nostri muscoli restano più funzionali, più tonici e si allontanano le malattie. La stessa cosa accade per il cervello. Il protocollo Train the Brain, applicato dalla Fondazione IGEA onlus, è proprio la “Palestra della mente” per aiutare il cervello, che ha anche bisogno di controlli e di prevenzione, come siamo abituati a fare andando dal cardiologo, dall’oculista o dall’ortopedico, ma non andiamo mai o quasi mai dal neurologo a fare un controllo. Lo studio Train the Brain è stato pubblicato da Scientific Reports del gruppo “Nature” nel gennaio 2017, successivamente, a luglio 2017, è stato pubblicato lo studio della Commissione Lancet sulle demenze. Entrambi gli studi, non farmacologici, hanno dimostrato che svolgere, a qualsiasi età, esercizi per mantenere la mente attiva, fare regolare attività fisica e tenere corretti stili di vita costituiscono importanti fattori di protezione contro la demenza di Alzheimer. I due studi sostengono la necessità della prevenzione su questa insidiosa patologia, che è silente, inizialmente priva di sintomi, chi è malato non lo sa. La malattia lavora lentamente per 15 - 20 anni distruggendo progressivamente i neuroni, il cervello compensa con i neuroni superstiti la mancanza di quelli colpiti, per questo non ci sono segnali ma la malattia prosegue al buio fino a quando il corredo neuronale è devastato e allora appaiono i sintomi quando non c’è più possibilità di difesa”.

 Fondazione IGEA Onlus www.fondazioneigea.it su Internet e Facebook.

EDITORE

EURONET COMUNICAZIONE s.r.l. Con Amministratore Unico
65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
Autorizzazione Tribunale di Roma n° 88/2014 del 24/04/2014
Direttore Responsabile – Anita D'Asaro
Copyright © 2017 www.65perricominciare.it
Tutti i diritti riservati

CONTATTI

Viale B. Buozzi 102
00197 Roma (RM) Italia

+39.06.32110096

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

POWERED BY

Open Consulting