Il Ministero della Solitudine

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Quasi non credevo ai miei occhi quando qualche giorno fa ho letto che Theresa May, Primo ministro inglese, ha istituito un Ministero della Solitudine nel Regno Unito. Confesso che mi è sembrata un’idea lungimirante e innovativa, soprattutto se presa da questa illustre signora molto conservatrice che ha avuto il coraggio di proseguire sulla strada aperta da Joe Cox, deputata laburista poi uccisa da un fanatico di centrodestra, che si è occupata a lungo del problema.Sono nove milioni gli inglesi che vivono in solitudine e sono soprattutto anziani: tra gli over 75 la metà e cioè circa due milioni di persone, vivono in solitudine. Bisognerebbe ammettere che un Minister of Loneliness andrebbe istituito anche da noi che siamo, insieme alla Germania e al Giappone in cima alla classifica dei paesi più ‘anziani’ del mondo. 

Moody’s la famosa agenzia di rating che negli anni passati ha spesso declassato anche l’Italia e che fa molte ricerche che riguardano l’economia, si è occupata anche di questo perchè l’invecchiamento della popolazione porta conseguenze negative per l’economia.Molti i pensionati e pochi quelli che lavorano con conseguenze pesanti sul welfare. Nel suo rapporto Moody’s ci ha però in qualche modo anche consolato perchè ben presto si aggiungeranno al trio di cui facciamo parte, almeno altre otto nazioni super anziane. Messe da parte le statistiche, resta un problema di non facile soluzione in cui oltre all’aiuto delle famiglie, dei figli e del mondo del volontariato, sarà necessario quello degli stati sia per le cure necessarie sia per allievare la solitudine di chi rimane solo.Spesso mi viene in mente mia madre che ha vissuto molto a lungo ma anche molto sola. Mi sentivo in colpa perchè mi sembrava di andarla a trovare troppo poco e sapevo che ogni sera lei aspettava una mia telefonata per fare due chiacchiere, per avere compagnia. Aveva deciso di rimanere in una grande casa con giardino e a noi figli diceva spesso: “Io non voglio venire con voi in città, sto bene qui tra le mie rose , con il mio cane, in citta non potrei vivere”. Ma durante l’inverno, con il freddo e la pioggia era veramente difficile andare avanti; niente passeggiata per il giardino e, oltre alle visite settimanali dei figli, l’unica compagnia erano i vari fornitori che volentieri si fermavano a fare due chiacchiere con quella anziana signora sempre pronta a offrire loro un caffè.

 

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