Amare gli animali, forse troppo.

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Ho sempre amato gli animali di qualsiasi genere fin da bambina. Inorridivo davanti a mio fratello che da ragazzino a Fregene andava a caccia di lucertole per tagliargli la coda o  anche per vivisezionarle. Non mi piacevano i pesci rossi perchè non sopportavo di vederli intrappolati in quella piccola ampolla, loro che avrebbero dovuto nuotare  liberi  invece di trovarsi  sempre una parete di vetro davanti.Stesso discorso per i canarini e criceti che dovevano passare la loro vita in una gabbia. Come tanti altri bambini, ho sempre voluto un gatto o un cane e i miei genitori, quando ci siamo trasferiti in una casa con giardino, mi hanno accontentata. Così quando ho avuto una figlia, le ho preso prima un gattino e poi un cane. Quando poi mia  figlia è andata a vivere per conto suo,  la gattina si è trasferita da lei e a me è rimasto il cane a cui non ho mai più rinunciato.  Prima è stato un Cavalier King Charles e poi una meticcia di nome Chia. Per lei ho affrontato moltissimi disagi perchè era affetta da disturbi ossessivo compulsivi enon è stato facile guarirla. Ora a casa la chiamiamo la nostra figlia pelosa; lei è super affettuosa e per me è quasi vitale averla.Questa lunga premessa è per spiegare quanto io ami gli animali anche se sono contro alcuni eccessi che ormai vedo dilagare. Al primo posto metterei il costo eccessivo dei medicinali per animali: un antibiotico per una banale infezione di un cane costa di più del farmaco equivalente per umani. Questo perchè le medicine per umani sono calmierate mentre quelle per gli animali no. Tutta l’industria che gira intorno ai cosidetti pet, cioè gli animali domestici, sforna ogni giorno oggetti del desiderio che solleticano i padroni più abbienti. L’ultima novità che ho visto su un giornale è un vero e proprio divano per cani , quindi soltanto un po’più basso e più soffice dei nostri. Ormai ci sono veri e propri alberghi di lusso per animali per non parlare degli infiniti accessori tra cui anche collari con brillanti Swarovsky.

Ma una cosa veramente incredibile,  sono i matrimoni organizzati per cani con location adatte, formule di rito, abiti da cerimonia e cocktail con crocchette speciali per loro. Basta andare su You Tube e digitare matrimonio tra cani per vederne uno. La sposa ha anche il velo.Ho l’impressione che, soprattutto per quanto riguarda i cani, gli animali siano diventati uno status symbol  da esibire. Da Kennedy a Obama a Trump, molti sono i  presidenti degli Stati Uniti che si sono fatti fotografare con i loro cani e credo che questo abbia contribuito alla loro  diffusione. John  Fitzgerald  Kennedy, per la gioia dei suoi figli,  aveva fatto costruire accanto alla West Wing  della Casa Bianca una mini fattoria che ospitava oltre a numerosi cani e gatti, anche tre pony, un asino, diversi criceti e anche un coniglio. Ma voglio spezzare una lancia a favore di un imprenditore , Pier Giovanni Capellino che ha ceduto la proprietà della sua azienda ad una fondazione per animali che riceverà i 10 milioni di utili all’anno da spendere a favore di progetti per animali. Owned by tha Animals  cioè Proprietà degli Animali, c’è scritto sul nuovo logo della sua società. Capellino avveva cominciato a produrre lettiere per gatti in Italia aprendo poi moltissime sedi in tutto il mondo.

 

 

 

 

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