Attualità

La rimonta degli over

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C’è stato un lungo periodo i cui già a 60 anni eravamo merce scaduta, da buttare via. E questo quasi in ogni campo, dalla politica alle Università nelle banche, nei  giornali fino ai lavori più svariati. Ma nel mondo sembra che le cose comincino a cambiare. Ho letto con grande stupore in questi giorni che in America il senatore Bernie Sanders, anni 77, al comizio per l’apertura della campagna elettorale, ha detto:” Vincerò le primarie democratiche e sconfiggerò Donald Trump…” Niente male per la sua età e anche per gli obiettivi che si pone. Per quanto riguarda le donne mi colpisce vedere in televisione e sui giornali due donne over che hanno cariche importanti a livello internazionale come Nancy Pelosi e Christine Lagarde. La prima, anni 79 da compiere il 26 marzo, è una italo americana ed è la donna che ha raggiunto il grado più elevato nelle istituzioni politiche federali degli Stati Uniti: è stata Presidente (Speaker) della Camera dei Rappresentanti dal 2007 al 2011 e, nuovamente dal 2019.

Christine Lagarde  anni, anni 63,  politica e avvocato francese, è stata Ministro dell'Economia, dell'Industria e dell'Impiego della Francia dal 2007 al 2011; in seguito direttore generale del'FMI (Fondo Monetario Internazionale),  di cui è attualmente Direttore Operativo.

Ma parliamo delle italiane. Miuccia Prada, anni 69, si è laureata Scienze Politiche, ha studiato recitazione al Piccolo Teatro di Milano, è entrata in azienda nel 1977. Il marito Patrizio Bertelli da sempre l’ha affiancata nella conduzione manageriale del marchio.

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I papaveri di Karen Thomas.

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Si esce di buon umore da questa mostra, con la mente che ha registrato i papaveri rossi di Karen Thomas e ci ha inviato un messaggio di benessere. Sono ormai note a tutti le connessioni tra arte e cervello, tanto che esiste la neuroestetica una scienza che si occupa di studiare le relazioni che esistono tra il nostro cervello e la visione di un bel quadro.

Karen Thomas, artista europea neo-espressionista, nasce a Berlino, si laurea in Letteratura e Filosofia all’Università di Kiel e dopo la specializzazione per insegnare Pittura e Storia dell’Arte, insegna a Parigi, Kiel, Lubecca, Amburgo. La sua è una vita intensa piena di soggiorni all’estero ma anche di personali e collettive in Germania, America e Cina. Il suo curriculum è lunghissimo ma noi ora vogliamo parlarvi dei suoi quadri che vedono protagonisti i papaveri e che sono esposti fino al 16 marzo a Roma in Via Pietro da Cortona 18.

Dice Karen Thomas: “I papaveri sono i ricordi dell’infanzia quando da bambini durante le vacanze, passeggiavamo in campagna.  Ma il colore rosso dei papaveri è quello della vita, della felicità, dell’amore. Un papavero è un fiore delicato, se lo tocchi subito un petalo vola via. Ogni papavero è un mistero, è fragile e misterioso un po’ come le donne.

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Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

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Bere il vino senza mal di testa. Il senza solfiti.

Gli italiani mettono sempre di più nel loro carrello della spesa i prodotti bio. Sempre più spesso  nei supermercati si vedono mamme che leggono le etichette dei prodotti alla ricerca della garanzia della tracciabilità della filiera. Perché dire solo bio non basta.

Si stima che il mercato del biologico sia in forte crescita. Da un’analisi

della  Coldiretti  su dati Nielsen risulta per il primo quadrimestre 2018  un aumento dei consumi del 10,5% con un trend che è positivo da un decennio. Questo nonostante il costo di questi prodotti sia più alto.

Per quanto riguarda il vino biologico, vediamo prima di tutto  che cosa si intende con questo termine secondo il Regolamento europeo 203/2012. Un vino viene detto biologico quando proviene da uve 100% biologiche coltivate senza l’uso di sostanze  chimiche di sintesi e cioè concimi, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi  e senza la presenza di organismi geneticamente modificati. Inoltre, in cantina la vinificazione deve avvenire usando soltanto i prodotti autorizzati dal regolamento europeo che ha stabilito un limite all’uso dell’anidride solforosa totale. (per i rossi secchi di 100mg/l e per i bianchi secchi di 150mg/l). In pratica, nel linguaggio comune si parla di solfiti intendendo l’anidride solforosa e i solfiti che vengono impiegati in aggiunta a quelli naturali, per la preparazione e la conservazione degli alimenti. Le donne, in particolare, si lamentano del mal di testa che dà loro un vino che contiene troppi solfiti.

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Italia sconosciuta: la Pieve di Gropina.

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Per chi pensa a un fine settimana in  giro per la Toscana tra Arezzo e Firenze, c’è  una visita da non mancare in un luogo magico e decisamente nascosto: la Pieve di San Pietro a Gropina, costruita sulle pendici del Pratomagno a pochi metri dalla Via Setteponti,  l’antica Cassia Vetus. E’ delle più importanti pievi romaniche della Toscana. Un  tempo qui sorgeva un antico tempio pagano dedicato a Diana. Da scavi eseguiti negli anni ‘60, si è scoperto  che venne edificata su una precedente pieve longobarda dell’ottavo secolo.  La troviamo citata per la prima volta da Carlo Magno quando fu donata alla diocesi di Nonantola nel 780 d.c. La facciata è severa, costruita in pietra arenaria locale, tutte pietre squadrate e ben allineate.  L’interno è affascinante : la navata centrale è snella e slanciata ed è divisa dalle due navate laterali,  da dieci colonne  a destra e dieci sinistra con incredibili capitelli che raccontano antiche e inquietanti storie di guerra con  i cavalieri templari a cavallo , di animali  con le lotte tra leoni e tigri o le aquile con le loro prede tra gli artigli  e ancora  la scrofa che allatta i suoi quattro maialini mentre un lupo divora una pecorella. Insomma una specie di bestiario medievale che lascia  i visitatori affascinati.

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Il 4 febbraio 2018 si è tenuto a Napoli nella Clinica Mediterranea, struttura ospedaliera di alta specialità, già premiata con due bollini dall’associazione Onda  per il suo impegno in campo di assistenza  alla donna,  una giornata di informazione su “ Salute e Medicina di genere”, con particolare attenzione ai rischi e alla prevenzione delle malattie cardiovascolari nel sesso femminile.

Il convegno, su “La patologia cardiovascolare nelle donne” è stato organizzato in collaborazione con il Club Soroptimist Vesuvius di Napoli e con l’Associazione Donne per il Sociale per approfondire le tematiche della medicina di genere e sensibilizzare le donne sull’importanza della prevenzione cardiovascolare.

La medicina di genere si occupa di evidenziare e studiare le differenze tra uomo e donna nella frequenza e caratteristiche cliniche delle varie patologie, nonché la diversa risposta dei due sessi alle terapie. L’obiettivo è l’equità delle cure, giungendo così a decisioni terapeutiche basate sull’appropriatezza clinica.

Il convegno ha evidenziato che contrariamente a una diffusa credenza che siano i tumori della mammella e dell’ovaio le principali cause di morte delle donne,  è l’infarto del miocardio la prima causa di morte e, nella terza età sono, fra i due sessi, prevalentemente le donne a morire per questa causa. Anche l’ictus colpisce in tale età maggiormente le donne. Per questa ragione è importante sensibilizzare l’opinione pubblica su questi temi, per attuare una idonea strategia di prevenzione contro  l’insorgere delle malattie cardiovascolari.

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Il castagnaccio, la vera ricetta di Paolo all’Acquolina

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In molti ristoranti ristoranti troviamo tra i dolci il castagnaccio. In realtà vengono usate ricette diverse perchè sia l’aspetto che il sapore sono molto diversi. Per questo abbiamo chiesto a Paolo dell’Acquolina, chef dell’omonimo ristorante in Valdarno, la vera ricetta toscana del castagnaccio. Io che ho assaggiato il suo, l’ho trovato squisito. Onore al merito, c’è anche lo zampino della moglie Daniela che ha una vera specializzazione nel campo dei dolci!  Ecco cosa ci ha raccontato Paolo: “Prima di tutto si comincia dalla farina che deve essere la farina di castagne Perella autoctona della Toscana nelle zone del Pratomagno e del Mugello. Dopo averla macinata, va ripassata in forno e diventa di un colore scuro, quasi marrone. Poi si mette a stemperare con un po’ d’acqua e un goccio d’olio. Alcuni ci mettono  il latte ma io consiglio l’acqua, perché aggredisce meno la castagna. Il castagnaccio di base è farina, olio e rosmarino. Il rosmarino è fondamentale, tanto è vero che ad Arezzo dove il castagnaccio si chiamava baldino e si vendeva per strada come street food,  questa era la ricetta ma con molto rosmarino. Poi si possono aggiungere pinoli, uvetta,  noci. L’ uvetta andrà prima messa a bagno. Fondamentale è un pizzico di sale. In realtà il castagnaccio era un dolce dei poveri in cui solo  quelli più abbienti aggiungevano  altri e più costosi ingredienti. Sciogliere nell’impasto un po’ d’olio, acqua quanto basta; poi ci si annegano uvetta, pinoli e noci.

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