Le storie di Ascania

VIA L'ORGOGLIO!

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Appena entrata ,l’ho visto. Era nuovo, e si muoveva felino fra una coppia e l’altra. Sono stata ad osservarlo vicina alla porta con il cuore in gola e il respiro affannato. Lui si dimenava lustro e sensuale socchiudendo gli occhi alle note del tango. Senza conoscerla ho odiato la ragazza con cui ballava, visibilmente presa, si adagiava su quel corpo magro e sensuale socchiudendo gli occhi e appoggiandosi alla sua spalla: era cosi giovane, sprizzava energia e sensualità da tutti i pori. Non potevo fare un passo , guardavo quella coppia con un nodo alla gola, rimpiangendo i miei ormai lontanissimi vent’anni.

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NON ESISTE IL SOLE QUANDO SEI FERITA NELL’ANIMA

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Mi sveglio tutti i giorni alle sette e, ancora mezza intontita, guardo la luce che filtra attraverso le persiane. Tutti i giorni, ormai da sedici anni guardo quella luce, riconosco le stagioni che passano, il sole a volte è splendente pieno di forza e forse di allegria, ma a me tutto mi appare grigio, non c’è sole fuori di quella finestra anonima, di quella via anonima, di quella giornata anonima, Non posso vedere il cielo, tutto è chiuso, posso indovinare dal letto che oggi è una giornata di novembre ,posso ricordare la mia notte, una notte come tutte le altre, scura e senza sogni. Ho sentito battere le quattro e non mi sono pìù addormentata... Mi alzo con fatica, sento mio marito che dice in maniera cattiva:” non fare rumore nel prepararti, tanto qualunque cosa tu faccia rimani sempre bruttissima!”.

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I LIVIDI NEL CUORE

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La luce filtra dalle persiane abbassate. L’estate con i suoi colori, i suoi fruscii e il venticello che viene dal mare, fa capolino dalle fessure della finestra. Chiudo gli occhi e sento che le rondini s’intrecciano felici nel cielo. Non mi posso muovere, sono tutta un dolore. Sto ferma nella penombra ed improvvisamente tutto quanto accaduto ieri sera, mi si affaccia come fosse un film. Mi guardo le gambe sono tutte escoriate e il piede è racchiuso in una specie di tutore. Ma è il viso che può può raccontare la mia storia: i miei occhi sono bitorzoli e a malapena posso vedere.

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LA SIGNORA SCOSTUMATA E IL SUO GIARDINO

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“Ogni amore è una debolezza nella misura che distrugge una parte importante della nostra indipendenza” Vita Sackville-West amava il suo giardino che aveva costruito con amore, a Sissinhurst,il castello con cui viveva con il marito, il diplomatico Harold Nicolson. Il giardino, qualunque sia la sua grandezza, è una terra di confine, un compromesso tra un interno ed un esterno. Natura e civiltà s’incontrano in quell’intervallo di terra, senza però fondersi. Il piacere del giardino è la sua solitudine, è il dialogo con la natura e con se stessi.

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ANCHE LE CASE HANNO UN DESTINO

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Mi ricordo il giorno in cui sono partito, ormai tanti anni fa. Era una mattina gelida e nella mia vecchia casa, avita, nella campagna vicino a Messina si gelava. Come tutti in Sicilia non avevamo termosifone ed era troppo presto per accendere il fuoco nei camini. Era autunno inoltrato e gli alberi del viale erano scossi da folate di vento mentre grandi scrosci d’acqua s’abbattevano sul tetto dalle tegole centenarie e sui merli della terrazza. Avevo un groppo alla gola e il presentimento che non sarei più ritornato nella mia vecchia casa. Sapevo che la mia giovinezza era finita e che una volta chiuso il portone la vita americana mi avrebbe inghiottito e che un bel periodo della mia vita sarebbe stato chiuso per sempre.

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L'ANELLO RITROVATO

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Frugavo in un cassetto, era colmo di tutto, bottoni vecchi, nastri colorati, mozziconi di candele e anche qualche santino. Non ero a casa mia, ero in casa di una mia amica, i cui nonni erano morti in un campo di concentramento. So che non avrei dovuto frugare nei cassetti degli altri, ma avevo bisogno di un ago e di un paio di forbici e quindi, da maleducata, mi ero messa ad aprire i vari cassetti. In mezzo al disordine ho visto un anello legato ad un cartoncino bianco. L’ho preso ,con il cuore in gola e il respiro affannato.

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