LA VITA TORNA A SORRIDERE

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E’ lunedì. Mi sono svegliata come tutti i giorni alle sette. Rimango a letto e dalla finestra guardo la luce di ottobre stagliarsi nitida sulle case. Dalla finestra aperta mi arrivano i rumori del cortile: la portinaia che spazza, la ragazza che studia musica esercitarsi al violino. Sempre dal letto mi guardo intorno, perché alzarsi tanto non ho nulla da fare? Forse potrei cercare di dormire un altro po’ e dopo telefonare a qualche amica per una partita di burraco. Ho già fatto la spesa, il frigorifero è pieno di funghi che mi cucinerò più tardi, la televisione trasmette solo talk show politici che ormai non mi interessano più. E oggi che faccio? Dal piano di sotto arrivano delle grida altissime.

La finestra è aperta e le grida si fanno sempre più acute: “Quell’orrenda filippina anche oggi si e’ data malata e non viene” grida la madre. La bambina piccola piange a dirotto, la madre urla ancora: “Ti rendi conto, con quella malata, io non so cosa fare, devo andare per forza al lavoro se no mi licenziano”. Il marito: “Non mi guardare, lo sai benissimo che oggi devo partire e starò via per due giorni a Milano”. Dal mio letto ascolto anche un numeroso inutile giro di telefonate in cerca di aiuto .Nessuno può occuparsi della piccola Cecilia e la madre è disperata! Io, sempre dal mio letto, mi guardo intorno e mi dico: “E se scendessi?” Lo faccio, mi presento alla porta dei vicini e in men che non si dica, mi ritrovo la piccola Cecilia urlante fra le braccia. Ci guardiamo in cagnesco, lei ed io, vedo la bocca tremare pronta ad aprirsi per un urlo. Mi metto subito in moto, tiro fuori dal cassetto le mie collane luccicanti e la piccola si calma, cerco di ricordarmi una favola e piano piano la bambina si addormenta. Alle cinque arriva la mamma, io non so come le ore siano volate. Cecilia è calma e ride felice ed io per la prima volta da tanto tempo mi sento contenta. Una volta rimasta sola, mi chiedo, dovrei proporre di occuparmi di Cecilia a tempo pieno? E il parrucchiere? La partita di burraco con le amiche? Sono piena di dubbi, era da tempo che non mi sentivo così viva. E poi è stato così bello sentire la mamma dirmi: “Grazie, non avrei proprio saputo come fare senza il tuo aiuto!”. In quel momento mi sono sentita gratificata e anche utile! Ora mi occupo della piccola Cecilia a tempo pieno. Mi sveglio la mattina e dico grazie al giorno che sorge. Mi sento bene, viva e indaffarata. Sono felice di sentire il cinguettio di Cecilia nel silenzio della mia casa. Ho imparato a riconoscere la gratitudine, un sentimento che mi era estraneo, mi fa piacere quando mi viene detto grazie, ma mi fa altrettanto piacere dirlo io. L’amore si estrinseca nel dare e noi donne possiamo essere d’aiuto a tanti, la vita e’ bella e ancora di più quando cerchiamo di spenderla bene!

Ascania Baldasseroni
14 ottobre 2014