LA NOIA

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Appena sveglia, corro alla finestra: i campi si snodano verdi all’infinito, il cielo è cupo ed in lontananza si sente il tuono. Si sta preparando un temporale. Mi guardo le mani, sono tutte screpolate dai lavori in giardino, un vero orrore. La casa è silenziosa, dal piano di sotto, dallo studio di Paolo, mio marito, si sente già la televisione. Sono appena le nove del mattino e Paolo è di fronte alla televisione a guardare soap operas messicane! Da quando, dopo la pensione, ci siamo trasferiti in campagna per lasciare il nostro appartamento in città ai figli, Paolo è caduto in un mutismo e in una depressione infinita. Eravamo pieni di sogni e di progetti, finalmente saremmo stati insieme.

Avremmo avuto tanto tempo libero, avremmo fatto lunghe passeggiate nei boschi, avremmo raccolto funghi e preparato manicaretti, dato che entrambi amiamo la cucina. Avremmo fatto lunghi week-end nelle città europee oppure visitato le città d’arte vicine alla nostra casa. Niente di tutto questo, Paolo è sprofondato in un mutismo impossibile, ed io, a poco a poco, mi sono allontanata, ferita da tanta indifferenza. Facciamo due vite separate, io in giardino e lui di fronte alla televisione. Siamo diventati due estranei. Nessuno cucina più, si mangia quello che capita e i nostri silenzi sono assordanti. Guardandomi le mani tutte sciupate decido di andare in paese dal parrucchiere. Voglio farmi bella, comprare anche quella camicia di raso che ho visto in vetrina. Voglio inoltre andare dal fioraio per ispirarmi e fare composizioni autunnali per il salotto. Dopo il parrucchiere, con le mie mani , curate e profumate entro in profumeria e spendo un piccolo patrimonio in creme e profumi. Mi sento molto meglio, entro dal fioraio, carica di pacchetti e morbida, nella mia camicia di raso, mi sento benissimo. Mi viene allora un’idea, scrivo in fretta in un foglietto: ”Amate ricevere? Non preoccupatevi del dolce, ve lo preparo io!” Aggiungo in fretta il mio numero di telefono e lo attacco sulla scrivania della fioraia. Appena uscita, il mio cellulare si mette a squillare: “Mi può preparare una torta di compleanno per mio figlio? Io non ho tempo devo assistere alla sua partita di rugby. A tavola saremo 14”. “Non si preoccupi – rispondo - farò addirittura la torta a forma di palla da rugby!”. 
Corro a casa, stampo dal computer una palla da rugby e mi metto all’opera. Dalla radio, in cucina, proviene una musica classica, e, dopo qualche ora, riemergo con una bellissima palla da rugby in pasta reale. Le cuciture sono dei canditi rossi, elegantissimi! Entro trionfante nello studio di Paolo, lui sonnolento guarda Violetta, spengo la televisione. Dalla cucina arriva il suono di un walzer di Strass. Comincio a ballare da sola, Paolo mi guarda sbalordito, lo tiro su dal divano e cominciamo a ballare insieme, lui mi segue pesante, svogliato, e, quando lo bacio sulla guancia, mi stringe più forte e mi dice: “Sei sempre più pazza, ma io non potrei vivere senza di te!”

Ascania Baldasseroni
28 ottobre 2014

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