“NON SARÒ PIÚ NIENTE. NON SARÒ PIÚ UN UOMO”. L'OPERAZIONE

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Guardo fuori dalla finestra. La pioggia batte sui vetri con un rumore sordo e a malapena sento le parole del professore: E’ un tumore circoscritto, una volta asportata la prostata non ci dovrebbero essere ulteriori problemi. Forse un corso di radiologia….. Le parole mi giungono roche. È la fine, ormai non sarò più  niente, non sarò più un  uomo.  La voce del chirurgo continua: io però non sento altro. Ripenso alla mia vita, quando da ragazzo le  notti non erano mai troppo lunghe, tante ragazze, tanti amori. I loro visi mi appaiono ora, tutti sorridenti, tante avventure, il matrimonio, la vita coniugale leggermente monotona.

La voglia di evadere, la voglia di altri incontri. E il vuoto dopo la morte di Marta. I miei figli ora lontani, con le loro famiglie. Ripenso alle infedeltà, a tutte le bugie, ai sensi di colpa, ora tutto questo non esisterà più e, se sopravvivo, sarò un uomo a metà, senza sentimenti, senza nulla a cui pensare. Come farò a sopportarlo? E dopo l’operazione, la convalescenza, ogni giorno precipita nel seguente e tutte le mie forze sono impiegate a superare i piccoli problemi quotidiani, piccole vittorie di ogni giorno. Un giorno mi ritrovo in farmacia, quasi muto, dovrei comprare i pannoloni ma non so come dirlo. Il farmacista mi chiede la misura, non ce la faccio,  fuggo e rientro a casa,  dove trascorro i giorni tutti uguali, dove la luce invernale filtra viola dalla persiane abbassate. Non ho più contatti, non rispondo al telefono. Invecchiare non e’ solo accumulare anni, ma e’ soprattutto sapere che il tempo della disfatta e’ arrivato. Un giorno sono svegliato dalla luce, apro la finestra ed il cielo si apre color indaco… e per la prima volta ho voglia di uscire. Vado al Giardino degli Aranci, bellissimo, sotto la luce nuova, gli alberi sono carichi di aranci, i prati di un verde smeraldo, non voglio sedermi sulla panchina, mi stendo sull’erba bagnata, so che dopo la pagherò, ma è troppo bello questo cuscino fresco e profumato, cosparso di margherite…..mi appoggio al muro di cinta e Roma nel sole, si  apre ai miei occhi, dorata. Una mano si appoggia alla mia spalla: è Margherita, la grande amica di Marta, mia moglie. È sempre bellina, anche se è più rotonda. La sua voce è allegra, mi racconta tutto. Anche lei è sola e piena di problemi. Ma lei è sempre allegra Io comincio le mie lamentele e lei mi piglia in giro, mi fa ridere, e mi accorgo che rido  per la prima volta da tanto tempo.. Decidiamo di vederci domani…  Io naturalmente non voglio, ma lei insiste e, facendomi pregare, acconsento. Dopo ci vediamo spesso. Lei è allegra, mi fa ridere, è piena di entusiasmo. A poco a poco mi accorgo che mi sta restituendo il gusto della vita. Una relazione vissuta come una poesia arrivata per caso proprio nel momento in cui credevo che l’oscurità mi avesse avvolto totalmente. Oggi sono sceso per strada. Le finestre di casa sono tutte aperte. Sono andato dal barbiere e mi sono anche comprato  un abito nuovo ed alcune magliette  colorate della nuova misura. Stasera vado a ballare. Mi siedo ad un caffè, vedo la folla che passa, i bambini hanno un gelato,  il cielo è azzurro e le rondini s’intrecciano felici. Io per la prima volta mi sento quasi contento. Sono sereno.Certo, non è la vita che avevo desiderato…  ma sono vivo e questa e’ pur sempre una vita!

Ascania Baldasseroni
23 aprile 2014

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