AMORE DI NONNA

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Avevo giurato a me stessa che non avrei avuto figli. La mia infanzia era stata traumatizzata dal disaccordo fra mio padre e mia madre. Non so perché si erano sposati, non c’era mai un minuto di tenerezza fra loro. La mattina già li sentivo urlare. Mio padre da buon militare voleva tutto a modo suo, mia madre molto più giovane e disordinata faceva tutto quello che lui detestava. Mio padre cominciava così i suoi urli mattutini e mia madre si faceva sempre più piccola, si mordeva le labbra, diventava sempre più fragile nell’illusione di scomparire. Appena sentivo una voce uscivo di corsa, non volevo sentire battibecchi, voci concitate, Uscivo perchè non volevo essere testimone dell’ennesimo litigio, anche se sapevo che nonostante tutto, fra i due c’era anche una sorta di legame e un affetto profondo.

Camminavo in fretta e pensavo a quel matrimonio sui generis, dicevo a me stessa se mai mi sposerò avrò un marito che mi dovrà amare e darmi la tenerezza che non avevo avuto dai genitori, troppo occupati a becchettarsi. Ad ogni urlo, io uscivo e camminavo in fretta, non guardavo se era inverno oppure estate inoltrata, volevo solo dimenticare e non volevo neppure giudicare. Una volta a casa entravo nella mia stanza e mi mettevo ad ascoltare musica, la mettevo altissima per isolarmi ancora di più. Nella camera accanto, la mia sorella in silenzio, accarezzava il gatto. Come sono stati duri gli anni della mia giovinezza! Vedevo solo solitudine intorno a me, cercavo di abbracciare la mamma, ma lei fuggiva orgogliosa, ricacciando le lacrime che cadevano copiose sopra il sufflè. Ho conosciuto mio marito, mi sono sposata, lui era un uomo adorabile, tenero e mite e mi ricopriva di tenerezza. Andavo a trovare la mamma, e trovavo sia lei che papà sempre agguerriti. Ritornavo a casa mia e mi abbandonavo alla dolcezza del mio matrimonio, però non volevo avere figli. Rimandavo questa decisione di mese in mese, e gli anni così passavano finchè il mio adorabile marito mi disse: io voglio una famiglia, io voglio dei bambini, altrimenti forse è meglio lasciarsi. Nacque così Filippo, un bambino bellissimo, intelligente e affettuoso, io però non lo volevo, volevo per me la tenerezza di mio marito, volevo dormire la notte, non sentire grida di bambino. Filippo è stato accudito sempre da mio marito che si alzava la notte, lo prendeva in braccio, lo coccolava. Io seguitavo a dormire. Sono passati trent’anni e ora Filippo ha una bambina bellissima: la mia nipotina. E con l’arrivo della mia bellissima nipotina è successo un miracolo: la guardo, rido con lei, e quando balbetta il cuore mi batte all’impazzata, la voglio accudire, prenderla in braccio, sussurrarle le parole più dolci del mondo. La guardo gattonare, con il suo sederino in aria, e penso con terrore che un giorno si sposerà e io non l’avrò più così vicina. Mi si chiede di occuparmene e lo faccio con gioia, sono pronta a perdere le mie adorate ore di sonno pur di stare con lei In lei vedo il mio futuro ,vedo la vita che continua, vedo la gioia e un amore infinito. Per me è veramente l’amore di Nonna!

Ascania Baldasseroni

31 maggio 2016

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