LA SIGNORA SCOSTUMATA E IL SUO GIARDINO

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“Ogni amore è una debolezza nella misura che distrugge una parte importante della nostra indipendenza” Vita Sackville-West amava il suo giardino che aveva costruito con amore, a Sissinhurst,il castello con cui viveva con il marito, il diplomatico Harold Nicolson. Il giardino, qualunque sia la sua grandezza, è una terra di confine, un compromesso tra un interno ed un esterno. Natura e civiltà s’incontrano in quell’intervallo di terra, senza però fondersi. Il piacere del giardino è la sua solitudine, è il dialogo con la natura e con se stessi.

Ed è proprio nel suo giardino che l’aristocratica Vita Sacville-West trovava rifugio per ripararsi dai tumulti dei suoi amori, in particolare quello appassionato con Virginia Woolf. Si rifugiava nel suo giardino bianco, fra le sue piante profumate, per fuggire ma, Virginia Woolf la trovava sempre e si abbandonavano al loro grande amore. Il parco di Sissinhurst fu creato negli anni trenta da Vita con l’aiuto di Harold, ed è il vero capolavoro di Vita. Vita creò il suo giardino come fosse un libro d’erba i cui capitoli sono invece stanze profumate a cielo aperto, e i cespugli, corridoi di sinfonie colorate .
Vita si dedicava al giardino con la stessa energia con cui viveva i suoi amori, Virginia Woolf mal sopportava queste fughe e la rincorreva a Sissinhurst, rimproverandola per le sue mani coperte di fango, ed i capelli imbrattati di terra. Vita rispondeva “un fascio di rose è più importante di tutto”, infatti a Sissinhurst si possono trovare 123 varietà di rose soprattutto bianche. Sissinhurst è stato testimone del grande amore di Vita e Virginia Woolf. Vent’anni di passione, d’inseguimenti, di fughe all’estero. Un amore scandaloso, una relazione che nasce fra due solitudini, un colloquio animato fra due zone di silenzio, un rapporto a due che sconvolge l’esistenza delle due scrittrici ed è proprio nella loro solitudine che si rifugia il mistero di questo grande amore. Virginia Woolf mirava ad un esito estremo e terribile, nonostante la sua passione. In una mattina di primavera scende al fiume e dolcemente si lascerà trasportare dai flutti verso il nulla. Vita sconvolta, nella pace del suo giardino scriverà; ”Poche cose rimangono ad indicare la strada, la poesia ed il mio amore per te, ormai non mi rimane nulla forse solo il mio bel giardino”

Ascania Baldasseroni
8 giugno 2016

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