ANCHE LE CASE HANNO UN DESTINO

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Mi ricordo il giorno in cui sono partito, ormai tanti anni fa. Era una mattina gelida e nella mia vecchia casa, avita, nella campagna vicino a Messina si gelava. Come tutti in Sicilia non avevamo termosifone ed era troppo presto per accendere il fuoco nei camini. Era autunno inoltrato e gli alberi del viale erano scossi da folate di vento mentre grandi scrosci d’acqua s’abbattevano sul tetto dalle tegole centenarie e sui merli della terrazza. Avevo un groppo alla gola e il presentimento che non sarei più ritornato nella mia vecchia casa. Sapevo che la mia giovinezza era finita e che una volta chiuso il portone la vita americana mi avrebbe inghiottito e che un bel periodo della mia vita sarebbe stato chiuso per sempre.

Mentre abbracciavo la mamma parlavo a fatica con gli occhi pieni di lacrime. Dopo l’America, Boston e l’università, la ricerca, la moglie americana, i figli americani ed infine l’insegnamento ad Harvard. Una vita americana e il ricordo della casa in Sicilia si faceva sempre più fievole. A volte, in autunno mentre guardavo i boschi infuocati del Massashuttes, pensavo alla dolcezza dei viali di ibisco e alle siepi di mortella della mia infanzia.
Ero anche ritornato alla mia vecchia casa, per il funerale della mamma. Mi accompagnava mia moglie che curiosava nei saloni commentando allibita. E quando nella grande cucina dalle maioliche antiche di Caltagirone, scoprì che non avevamo elettrodomestici e che tutto si faceva a mano restò senza parole. E gli anni passavano, viaggiavamo ma sempre nel continente americano. Poi è arrivata la pensione e proprio il giorno stesso che ho lasciato l’insegnamento ho avuto nostalgia della Sicilia, volevo assolutamente avere una casa in Sicilia e volevo proprio vivere per lunghi mesi in Sicilia.
Da buon americano mi sono attaccato al telefono e al computer. Sapevo che la mia casa era stata venduta tanti anni prima e che io avevo utilizzato la mia quota per comprarmi una casetta alle Isole Vergini. Volevo però una casa in Sicilia e in un mattino di sole ho lasciato Boston per arrivare a Messina in cerca di una casa. Per scrupolo sono andato a vedere la vecchia casa, c’erano tante persone, i cancelli erano dipinti di verde e la casa di giallo canarino. Ho gridato dentro di me all’orrore, una casa millenaria trasformata in una casetta quasi da riviera! Sono ripartito e ho seguitato le mie ricerche per anni. Ormai mi ero rassegnato, sarei rimasto sempre in America e avrei dimenticato il mio Paese.
La mattina che mi sarei dovuto imbarcare, decisi di arrampicarmi sulla collina della mia vecchia casa e di prendere un caffè nella piazza del paese. Appena arrivato, un vecchino mi viene incontro abbracciandomi, era un vecchietto della mia infanzia, parliamo e aveva un mazzo di chiavi in mano e mi dice: lo sa che il proprietario della sua vecchia casa è pieno di debiti, è rimasto solo e proprio oggi mi ha chiesto di vendere la casa…Io l’ho abbracciato e da quel giorno credo che le case hanno un destino!
Ascania Baldasseroni

12 luglio 2016

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