GAYATRI DEVI, L'ULTIMA REGINA DELL'INDIA

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Ai confini del deserto del Thar, in India, dominata dalla fortezza di Amber si stende rosa la città di Jaypur. Il Maharaja –astronomo  Jaj Singh l’ha fondata il 18 Novembre 1727, giorno reputato propizio dal suo indovino, emerge rosa, il colore dell’ospitalità e i suoni della sabbia del deserto viaggiano lontano come sull’acqua e alla sera le voci dei cammellieri raggiungono le mura della città unendosi a quelle dei mercanti.

Il Maharaja volle che la sua città fosse costruita seguendo il “Mandala “ il sacro diagramma sanscrito dove il centro è sorgente di energia e quindi deve essere lasciato vuoto perché possa generare forza vitale. Sorgono così i fantastici palazzi, quello dei Venti, il Palazzo di città, la reggia di Rambagh, tutti dipinti rigorosamente di rosa come le case circostanti. I Maharaja, i Principi indiani sono stati per secoli molto potenti, hanno regnato indisturbati sui loro stati, conducendo una vita di eccessi, sperperando una quantità incredibile di denaro, in cavalli da corsa, gioielli, fino a quando dopo l’indipendenza fu tolto loro l’appannaggio, pur conservando privilegi, ma non facendo più parte del governo.
Gayatri Devi l’ultima Maharani di Jaipur, dalla bellezza sconvolgente, ha tenuto fede tutta la vita alla tradizione. Nasce principessa di Cooch –Bihar e a diciotto anni s’innamora del Maharaja di Jaipur. Tutta la sua famiglia è contraria, Il Maharaja, molto più grande, ha già due mogli e quindi le viene attribuito il titolo “SUA ALTEZZA TERZA”, diverrà subito la Maharani più amata. Il suo matrimonio da favola, entra nel Guinness dei primati come il matrimonio più costoso del mondo. Coperta di gioielli, con rubini grandi come piccioni viene ricevuta da tutte le case reali d’Europa. Vogue la vota una delle più belle donne del mondo.
La sua massima aspirazione è la politica, fiera oppositrice del Partito del Congresso e di Indira Gandhi, vince le elezioni ed entra in Parlamento. Indira Gandhi la odia e trova un pretesto per sbatterla in prigione per sei mesi. La Maharani entrerà in cella, la sua cella sarà una camera con bagno privato. La Maharani, con grande eleganza commenterà così il suo soggiorno in prigione: “Non era poi cosi male mi divertivo un mondo a giocare a carte con le prostitute e le ladre, le ladre poi vincevano sempre. Non come è invece successo a Indira Gandhi, quando è stata messa in prigione per corruzione, aveva una cella senza bagno, era addirittura in isolamento e per lei la prigionia è durata più di un anno!”.
Gayatri Devi passa alla storia come l’ultimo personaggio regale della tradizione; voleva l’emancipazione delle donne indiane, e così, guidando la sua Bentley, con i capelli corti e a capo scoperto, viaggiava di villaggio in villaggio, convincendo le donne a uscire dal “purdah” e avere un’educazione. Alla morte del suo amato Jay, durante un incidente di polo, decide di dedicarsi completamente all’emancipazione delle donne fondando cinque scuole che portano il suo nome. Si occupa anche della salvaguardia di Jaypur e di altre 560  regge principesche,intuendo che quei palazzi principeschi rappresentavano la tradizione di una  grande civiltà.
Ha saputo attraversare con grazia il suo difficile periodo storico e, ora che se ne è andata, la sua casa sommersa dalle rose è abbandonata. La bandiera reale che sventolava sul pennone del suo palazzo è al museo.  Jaypur sembra vuota senza di lei.
L’India corre veloce verso il futuro, i Principi non hanno più importanza, sono i capi d’industria e gli uomini d’affari  i nuovi Maharaja e l’ultima Regina, la Maharani di Jaypur, con la sua eleganza e il suo impegno sociale ha varcato le porte della storia per entrare nel mito.

Ascania Baldasseroni
15 luglio 2014

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