Pubblica Amministrazione e Cittadinanza Digitale

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Come cambia Internet il rapporto del Cittadino con la Pubblica Amministrazione?
Secondo un sondaggio pubblicato il 5 dicembre con il rapporto 2017 dell’osservatorio Agenda Digitale, il 60% degli italiani non si accontenta dei servizi digitali della Pubblica Amministrazione: vuole servizi automatizzati e vuole ridurre al minimo i contatti con gli sportelli. Le P.A. hanno già molti dati su di noi, in linea di principio non c'è bisogno di chiederceli ogni volta: li chiedono perché non riescono ancora a utilizzare bene i dati al proprio interno, a farli circolare tra i diversi Enti. Su questo fronte il Governo sta lavorando attraverso l'Agenzia AgID (guidata da Diego Piacentini). È stato redatto un Piano Triennale che indirizza in modo chiaro la trasformazione digitale della Pubblica Amministrazione italiana:

«Con il Piano Triennale prosegue la trasformazione digitale che permetterà alle pubbliche amministrazioni di diventare più efficienti e mettere il cittadino al centro delle loro azioni. L’aggiornamento del Codice dell’Amministrazione Digitale sarà un ulteriore passo per liberare l’innovazione dai troppi regolamenti e rafforzare i diritti di cittadinanza digitale»

Marianna Madia
Ministro per la semplificazione e la Pubblica Amministrazione

Il Governo fa dunque un esplicito riferimento al rafforzamento diritti di cittadinanza digitale: è bene chiarire di che cosa si tratta.


Per cittadinanza digitale si intende la capacità di un individuo di partecipare alla società online, quindi connessa in rete attraverso Internet attraverso i dispositivi  necessari per accedervi. La cittadinanza digitale è un'estensione della cittadinanza "tradizionale" dovuta all'ampliamento dei mezzi a disposizione del cittadino per l'esercizio di alcuni suoi diritti - come la partecipazione, l'informazione e l'interazione - e dei suoi doveri. Come ogni cittadinanza, indipendentemente dalle forme e dalle tecnologie, anche questa comporta diritti e accesso a benefici; ma d’altro canto implica anche dei doveri, e dei "costi" che fanno da contraltare e sono necessari per fruire al meglio dei diritti stessi.

Sul piano dei benefici, il rapporto con la P.A. sarà sempre meno invasivo e sempre più automatizzato: fine degli spostamenti agli uffici, delle code agli sportelli, minore dipendenza da orari, minor numero di adempimenti da svolgere, la possibilità di interagire comodamente da casa propria o anche quando si è in viaggio, si traducono senz'altro in una maggiore qualità di vita. Più tempo libero, meno stress, meno situazioni disagevoli e scomode. Diventerà senz'altro meno "pesante" cimentarsi con le pratiche burocratiche. Inoltre aumenterà la trasparenza delle informazioni e l'uniformità di trattamento dei cittadini: l'automatizzazione riduce il rischio di arbitrarietà ed aumenta il controllo sulla correttezza dei procedimenti; fornisce al cittadino maggiori e migliori informazioni per eventuali chiarimenti o reclami; definisce uno standard per l'accesso ai servizi; riduce i tempi per quasi tutte le pratiche.

Non si deve dimenticare però, che come ogni cambiamento, questo comporta dei costi: dovremo abituarci ad un nuovo modo di interazione con il settore pubblico ad imparare nuove azioni da fare e cose da ricordare... il che può anche essere divertente e tenere in esercizio la mente. Tenendo presente che la cittadinanza digitale è partecipazione online, rapportarsi via Internet diventerà una prassi. Oltre all'utilizzo di computer e tablet, sarà bene abituarsi al salvataggio dei codici di accesso: password, nomi Utente, PIN, diventeranno termini quotidiani, saranno come un mazzo di chiavi virtuali per accedere ai nostri fascicoli privati. Avere a portata di mano schede magnetiche (come la Scheda Sanitaria o una carta di credito o una prepagata) sarà altrettanto necessario. Così come il controllo della posta elettronica (oltre alla tradizionale cassetta) e la lettura della documentazione.

A ben vedere, dopo un primo "impatto" iniziale, per il cittadino i benefici saranno di gran lunga superiori al piccolo sforzo di apprendimento che la cittadinanza digitale comporta. Per avere un esempio pratico, andate sul nuovo portale dell'INPS: vi sono moltissimi servizi interessanti, fruibili comodamente da casa, ma per i quali dovrete cimentarvi con la richiesta del PIN. Trovate il link in fondo all'articolo... buon divertimento!



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