Salute e benessere

La psiche nell’orto

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Il re dell’orto è il basilico! Eletto all’unanimità dalla storia etimologica del termine.

Basilico, infatti, dal greco basilikon ha il significato di regio  e da qui  (erba) regale.

Le foglie del basilico, tra l’altro,  sono state  utilizzate per la preparazione dell’acqua vulneraria, per curare ferite  e per tenere lontano gli spiriti maligni  in popolazioni tribali, attribuendo alla regale erba poteri magici. Il basilico, che, con il suo profumo penetrante, si fa indispensabile negli usi e costumi di ogni cultura, affonda le sue radici nella terra e nella storia dell’essere umano.  Anche il termine Basilica ha la stessa radice di basilico,  con il significato di portico regio che in passato indicava edifici pubblici destinati al commercio e in seguito ai luoghi di culto.  Ma la psiche che nesso ha con il basilico?  Anche la psiche ha un suo potere terapeutico, non ha foglie verdi, ma è la regina che veglia sull’esistenza di tutti  ed è dentro  qualunque attività fisica o mentale. Vive nel nostro orto interno e va coltivata e nutrita.  Nell’età over, paradossalmente, la psiche passa in secondo piano quando i problemi fisici  assorbono i pensieri e inibiscono l’ascolto interno, ma la soglia dell’attenzione non dovrebbe mai  abbassarsi, perché la psiche è l’erba regale dell’orto, capace di produrre l’acqua vulneraria che può lenire, oltre che aiutare a sostenere, la sofferenza psico-fisica.

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E-STATE INSIEME

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La stagione estiva  è in arrivo, ma come sarà? Ci saranno sicuramente  gli over che viaggeranno, che trascorreranno le vacanze con i figli e i nipoti, ma ci saranno anche gli over che rimarranno nelle città per motivi di salute, economici o perché soli. La solitudine forse è la condizione psicologica che preoccupa di più, perché allunga le ombre delle paure che il sole inclemente produce.   Durante l’estate molte abitudini cambiano e di conseguenza si perde la routine rassicurante dell’inverno,  che agli over consentiva di incontrarsi  per le loro attività quotidiane.  I citofoni rimangono muti,  perché non c’è nessuno che suona per invitare a scendere o per chiedere di salire in casa, il silenzio, spesso desiderato in altre stagioni, diventa quasi una punizione. Così la stagione caratterizzata dalle serate piacevoli per stare fuori  a vedere  il cielo stellato, si traduce  nella speranza che finisca presto.

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SGUARDI

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Lo sguardo, un attimo in cui  si riesce a cogliere lo stato d’animo dell’altro. L’espressività degli occhi danno forma allo sguardo dell’altro che può evocare paura, comprensione, pietà, impotenza, angoscia, solidarietà o compassione. Cosa, però, si legge  nello sguardo che ci penetra profondamente?  A volte si riconoscono le stesse emozioni  o i sentimenti che si provano, riuscendo a entrare in empatia con chi si ha di fronte, anche sconosciuto, per comunicare senza l’uso di parole.  Il linguaggio non verbale, oltre alla postura e alla gestualità, si affida molto all'espressività degli occhi e dello sguardo che ne deriva. Nell’età over lo sguardo si fa più intenso,  prevale il bisogno di trasmettere il pensiero in un modo più significativo di tante parole, che, spesso, non rendono mai sufficientemente l’essenza dell’emozione del momento.

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Veloce-mente

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Quanto è compatibile la velocità, fisica o mentale,  con l’età over?  Forse la risposta è molto soggettiva, ma la vera  domanda  dovrebbe essere, cosa vuol dire essere veloci? In effetti,  procedere cronologicamente nella vita, produce parallelamente  la ricerca di una cadenza ritmica  più rispondente alla propria esigenza di andatura fisica e mentale.  L’over del terzo millennio, tra l’altro, non vuole  confondere la velocità con la fretta. Oggi  si vive sempre più ansiosamente, non si riesce più ad aspettare e si vorrebbe realizzare tutto istantaneamente, ma riflettere un momento  sul tempo fisico e mentale è utile. Una mente veloce non è una mente che ha fretta,  così come  una  camminata veloce  non è dovuta alla fretta.  Quando si parla di velocità, è automatico pensare ad alte velocità, in realtà la velocità identifica  un’ andatura. In automobile, per esempio, il tachimetro segna dieci chilometri o duecento, ma sempre di velocità si tratta, ciò che cambia sono  le accelerazioni.  La differenza  che l’età over coglie nel tempo della vita è  quella tra la velocità e  l’accelerazione.

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BATTI CUORE

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Come leggere  “batti cuore”? Come un’esortazione imperativa al cuore  di battere perché  troppo lento  o come un’accelerazione dell’attività cardiaca per forte emozione? Sarebbe, tendenzialmente, preferibile pensare all’emozione positiva, che stimola il cuore a ritrovare una vitalità  giovanile piuttosto che a un cuore bradicardico. Vero è che nell’età over, quando il cuore si fa sentire, per un motivo o per un altro,  la preoccupazione sopraggiunge.  Il cuore è un organo che  mantiene in armonia il funzionamento di tutto l’organismo, ma lo spartito, che  supporta  la partitura ritmica, lo inserisce nello spazio della nota sensibile. Una nota caratterizzante l’andamento dell’esecuzione e che segna i passaggi importanti.  L’emozione è un evento che può indurre modifiche al battito cardiaco, tant’è che nell’età over può accadere che per paura   si evitino  situazioni a rischio! 

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Fiori rosa, fiori di pesco….

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Una canzone di Mogol e di  Lucio Battisti recitava così,  fiori rosa fiori di pesco,  espressione rimasta nella memoria collettiva che  consente in pochi secondi di riassumere e rievocare sensazioni, emozioni e ricordi  di cui è intriso il testo della canzone. Fiore, come veicolo di  pensieri che viaggiano nella mente di chiunque si imbatta nell’osservazione dei suoi petali e dei suoi colori,  nella percezione olfattiva del  profumo, unico e irripetibile.  Gran parte dei fiori ha una forma circolare, una perfetta  geometria    che contiene un luogo circoscritto da confini magici, che tengono lontano tutto ciò che si ritiene indesiderato.  Il fiore  appartiene al mondo vegetale che silenziosamente accompagna la vita degli esseri umani, spesso ignari della presenza di un protagonista  indispensabile alla bellezza della Natura.  In realtà, tutti gli  uomini e tutte le  donne posseggono un giardino interno, un  luogo sacro, dove si coltivano i fiori della propria esistenza, espressione della  bellezza e della ricchezza soggettiva. Ci sono periodi della vita, però,  in cui prevale l’insicurezza o la sfiducia nelle proprie potenzialità e si tende a ritenere  che l’erba del vicino sia sempre più verde, attivando anche un atteggiamento invidioso nei confronti dell’altro, al punto di dimenticare il proprio giardino interno  e non  saperne cogliere le rose.

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