Salute e benessere

ACQUA

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Nel cuore  della stagione estiva il desiderio più ricorrente è quello di  recarsi in prossimità di fonti d’acqua. Le vacanze si scelgono, spesso, vicino ai laghi, ai  fiumi  o  alle zone marine, forse,  perché il caldo richiama il desiderio di trovare refrigerio in luoghi dove  le particelle d’acqua inebriano l’atmosfera. L’acqua è un bene prezioso, insostituibile e primario per la sopravvivenza della vita, ma a volte dimenticato, perché  facilmente reperibile e  di conseguenza scontato. È un’ acquisizione ormai diffusa che l’essere umano  viva per nove mesi all’interno di un liquido che lo contiene  e lo protegge, lasciandolo fluttuare nella cavità uterina in libertà e pace, finché una cascata di stimoli lo conduce nella vita, seguendo il richiamo del mondo circostante. L’acqua, quindi, è vitale, produce energia al solo sguardo, perché si muove, non è mai uguale a se stessa, riflette i colori della Terra  e si ripropone sotto molteplici forme.  Gli esseri viventi  sono dipendenti dall’acqua,  non possono farne a meno e l’over ancora di più.

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Il Ventaglio di Psiche

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Nei mesi caldi, spesso, si desidera che spiri qualche alito di vento per rendere meno roventi le temperature estive, ma non sempre il desiderio è esaudito, così  si ricorre alla ventilazione prodotta artificialmente. Il vento, caldo o freddo che sia,  è un elemento della Natura che può essere gradevole, fastidioso o inquietante. La tolleranza al vento dell’essere umano non è la stessa per tutti, c’è chi lo ama per  la sua forza dirompente che spazza via nuvole e pensieri e chi, invece, lo teme perché evocativo di tempeste minacciose incombenti.  In ogni caso, il vento, percettibile o impercettibile,  sembra essere  espressione di uno stato d’animo.  L’assenza di vento produce ristagno dell’aria e nulla si muove, mentre la presenza di vento  attiva il movimento e porta  via tutto. È, a questo punto, facile associare l’attività del vento all’attività della mente, che produce pensieri che rischiano di ristagnare se  non si alza il vento del cambiamento.

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…..SPECCHIO DELLE MIE BRAME……

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Chi non ricorda questa richiesta  fiabesca della regina di Biancaneve allo specchio magico?

Lo specchio, che riflette l’immagine che si propone, dice sempre la verità?  Potremmo rispondere  che dipende dalle aspettative di ognuno.  Per quanto lo specchio possa essere oggettivo nel suo riflesso, l’occhio interno di chi guarda proietta  l’immagine  costruita psicologicamente, che poco ha a che fare con quella esterna. Nel primo anno di vita  del bambino, lo psicoanalista francese Jacques Lacan   riscontrò una fase definita dello specchio, in cui il bambino riconosce se stesso, iniziando a collocarsi nel mondo con una sua identità psicologica in costruzione. Dalla fase dello specchio in poi, l’essere umano  riconosce se stesso in quella dimensione riflessa,  cercando di non  cadere  nell’inganno  in cui  inciampò il personaggio mitico di Narciso, che rimase imbrigliato nella fascinazione di se stesso e nell’amore mortifero che ne seguì. 

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Quota over!

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Gli over hanno una quota? Ci si chiede mai se siano rappresentati  nella giusta misura all’interno di  contesti in cui la rappresentanza over  è importante?

Forse no, perché gli over sono in genere fuori dal mondo del lavoro attivo- produttivo e quindi  non si considera la loro percentuale di presenza. Eppure, tra qualche anno  gli  over  saranno  la stragrande maggioranza  degli italiani, ma  con il rischio di essere poco rappresentati nei luoghi decisionali. Dell’over ci si occupa pensando al posto a sedere sull’autobus, al punto di usare una spilla  che fa riconoscere la disponibilità a  riceverlo,  trasformando un gesto di valore civico in un atto di forzata solidarietà, che ha anche  la sua valenza positiva, ma  perde la caratteristica della consapevolezza dell’atto.  L’iniziativa della spilla su cui è scritto “Mi cedi il posto per favore?” è della società del trasporto pubblico   di Milano che vorrebbe garantire un posto a sedere agli over, ai disabili e alle donne in stato di gravidanza.

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Vitamina D

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Da diversi anni si parla della vitamina D e della sua importanza nella prevenzione non solo dell’osteoporosi, ma anche di numerose altre malattie, tant’è che sempre più spesso  i medici prescrivono il controllo del livello ematico di questa vitamina.  La vitamina D è la vitamina del sole perché si sintetizza con la luce solare, anche se a volte  può non bastare la sola esposizione. In questa sede, però,  non è  dal punto di vista medico che ci interessa la vitamina, ma dal punto di vista psicologico. La vitamina D è l’unica, o una delle poche vitamine che non si mangia, ma si assorbe con la luce solare, quindi è la vitamina che  obbliga a stare all’aria aperta. Quale migliore invito, quindi, a uscire tutti i giorni per cercare la vitamina fuori di casa per Divertirsi a camminare al sole, per Dirigersi in spiaggia, per  Diversificare la routine quotidiana, per  Donarsi alla vita con gli altri? È una vitamina da inseguire, da cogliere dai raggi solari come frutto di un albero, da respirare nel calore del camino solare e, soprattutto, da regalare a se stessi ogni giorno. 

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Temporale estivo

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Il temporale estivo è un evento atmosferico  che dura poco tempo, ma colpisce per la sua dirompenza e  per il potere devastante. A volte  nell’arco di dieci o quindici minuti una  rovinosa bomba d’acqua si abbatte al suolo,  ma poi,   come per incanto, raggi di sole squarciano le nubi  e risucchiano l’acqua caduta. Naturalmente, l’evento meteorologico è psicologicamente una metafora per  riflettere su eventi, interni o esterni, che nella vita accadono, oscurano l’orizzonte, ma che poi, inaspettatamente,  lasciano  di nuovo intravedere la luce del sole. Il grigio del cielo carico di pioggia evoca tristezza, ma anche inquietudine, è come avere pensieri e preoccupazioni che incombono senza conoscerne  l’entità, producendo uno stato ansiogeno che trova la sua risoluzione con la scrosciante e assordante pioggia.     A differenza di una condizione psicologica depressiva  costante, che può essere paragonata a una pioggia estenuante continua, quasi una monotona cantilena che  ipnotizza la mente, rendendola impotente a trovare una via d’uscita, il temporale estivo  produce uno scuotimento psico-fisico che  risveglia la psiche  con cariche elettrizzanti  e impone un nuovo registro di marcia.

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