LA CHIAVE DELLA MEMORIA

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Quale sarà  la chiave della memoria?  Quella chiave che consentirebbe di guardare dentro lo scrigno prezioso che racchiude la vita, non solo del singolo individuo, ma dell’umanità, in cui  mettere le mani per rovistare  tra i ricordi e le dimenticanze?    La memoria è  il risultato di esperienze che  sedimentano fin dalla vita intrauterina, infatti, la memoria, non è solo ciò che si ricorda, ma anche ciò di cui si è comunque  esperito nel mondo, fuori di sé e dentro di sé. Si parla molto  di memoria a breve termine e di memoria a lungo termine,  come metro  per quantificare la capacità di ricordare, anche se  non è così semplificabile la valutazione dello stato di salute della memoria. La memoria a breve termine è molto labile, come la denominazione stessa suggerisce,  soprattutto se  si è poco concentrati sull’attività del momento o quando dei rumori di fondo rendono prioritario un pensiero  che assorbe energia mentale,  ma una traccia mnestica può entrare nella memoria a lungo termine se qualche emozione  la  fissa in modo duraturo, salvandola dall’oblio. La chiave della memoria, dovrebbe servire a poter entrare a nostro piacimento nei meandri di un contenitore virtuale per depositare o prendere ciò che occorre, ma, purtroppo, la chiave  si compone di diversi elementi che favoriscono o meno l’accesso, quindi  è di  una  lega  multifattoriale.

Le emozioni sono certamente fattori che favoriscono il ricordo duraturo o la dimenticanza,  per esempio, quando  meccanismi difensivi   arginano ricordi che, se fossero coscienti, potrebbero indurre profondi malesseri, oppure quando l’esperienza vissuta è tale per cui non si può e non si deve dimenticare. Il confine  della memoria  è attraversato continuamente da materiale che è  immagazzinato per essere rievocato con facilità o  faticosamente, l’amnesia a volte è un limbo in cui decantano ricordi,  che ristagnano, prima di sbloccarsi e tornare fuori o rimanere dentro, seguendo  percorsi psichici  complessi.   Nel mondo ci sono persone che vivono  agli estremi opposti della memoria,   chi ricorda tutto e chi dimentica tutto,  una  funzione che esclude l’altra, producendo sofferenza oltre a invalidare fortemente la loro vita di relazione.  La mitica dea della memoria Mnemosine, custode della mente e del pensiero,   generò le nove  Muse, divinità legate alle arti e alle scienze,  quindi madre della creatività in tutte le sue declinazioni, quasi a suggerire che la chiave della memoria si trova nel multifattoriale pensiero creativo,  per   accedere   allo scrigno,   senza preconcetti o pregiudizi,  e discernere tra ciò che è importante ricordare e ciò che è utile dimenticare.

 

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

    

EDITORE

EURONET COMUNICAZIONE s.r.l. Con Amministratore Unico
65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
Autorizzazione Tribunale di Roma n° 88/2014 del 24/04/2014
Direttore Responsabile – Anita D'Asaro
Copyright © 2017 www.65perricominciare.it
Tutti i diritti riservati

CONTATTI

Viale B. Buozzi 102
00197 Roma (RM) Italia

+39.06.32110096

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

POWERED BY

Open Consulting