Salute e benessere

Caro Babbo Natale

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

È difficile scrivere a babbo natale, quando non si ha più l’incanto dell’infanzia, per quanto  si potrebbe desiderare, per cambiare o aggiungere qualcosa nella propria vita. Prevale, infatti, il senso di realtà, che rende poco credibile che qualcuno possa tradurre i desideri  in  veri doni, però un frammento di pensiero magico a Natale, se ci fosse, farebbe piacere. Allora, perché  non recuperarlo tra le pieghe della memoria e lasciarsi andare alla possibilità che qualcosa possa accadere, magari vivendone la sensazione di appagamento, di leggerezza e di  fiducia. In fondo, affinché si trovi l’energia per realizzare un pensiero progettuale è importante  richiamare l’entusiasmo dell’infanzia, che non lascia spazio alle negatività  e apre al coraggio di realizzare qualunque impresa.  Un regalo è un dono al Re, cioè a se stessi, re e regine della propria vita, che è possibile omaggiare realizzando piccoli e grandi desideri partendo da uno stato d’animo che non si lascia appesantire dalle paure, dagli ostacoli o dalla sensazione che sia troppo tardi.

Leggi tutto: Caro Babbo Natale

Buoni Propositi

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

L’anno nuovo è iniziato e i buoni propositi, formulati  sul finire del vecchio anno,  sono ancora presenti nella mente.  A volte, sono propositi che richiedono disciplina affinché  possano essere realizzati, come per esempio andare a camminare tutte le mattine prima di iniziare qualunque altra attività della giornata, insieme a una maggiore attenzione all’alimentazione,  sia in termini di quantità  che di  qualità del cibo. Altre  volte, i propositi riguardano cambiamenti dello stile di vita come, per esempio,  evitare che il lavoro tolga tempo a se stessi e alla famiglia,  modulandone meglio il  ritmo, oppure, nel caso si fosse in pensione,  porre dei confini più marcati  nei confronti degli altri per evitare un eccesso  di disponibilità.  Buoni propositi, quindi, che richiedono dei cambiamenti importanti nella propria routine consolidata e  hanno bisogno di molta energia psico-fisica per attuarli. Facile non sarà, ma impossibile non è! Da dove iniziare se non da  se stessi, per avviare con pazienza e a piccoli passi il cambiamento desiderato? Inutile l’over-dose di  attività e  di iniziative finalizzate al raggiungimento dei proponimenti, perché quanto si chiede a se stessi  non è circoscrivibile a un tempo limitato, ma a un percorso lento e lungo.

Leggi tutto: Buoni Propositi

LA CHIAVE DELLA MEMORIA

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Quale sarà  la chiave della memoria?  Quella chiave che consentirebbe di guardare dentro lo scrigno prezioso che racchiude la vita, non solo del singolo individuo, ma dell’umanità, in cui  mettere le mani per rovistare  tra i ricordi e le dimenticanze?    La memoria è  il risultato di esperienze che  sedimentano fin dalla vita intrauterina, infatti, la memoria, non è solo ciò che si ricorda, ma anche ciò di cui si è comunque  esperito nel mondo, fuori di sé e dentro di sé. Si parla molto  di memoria a breve termine e di memoria a lungo termine,  come metro  per quantificare la capacità di ricordare, anche se  non è così semplificabile la valutazione dello stato di salute della memoria. La memoria a breve termine è molto labile, come la denominazione stessa suggerisce,  soprattutto se  si è poco concentrati sull’attività del momento o quando dei rumori di fondo rendono prioritario un pensiero  che assorbe energia mentale,  ma una traccia mnestica può entrare nella memoria a lungo termine se qualche emozione  la  fissa in modo duraturo, salvandola dall’oblio. La chiave della memoria, dovrebbe servire a poter entrare a nostro piacimento nei meandri di un contenitore virtuale per depositare o prendere ciò che occorre, ma, purtroppo, la chiave  si compone di diversi elementi che favoriscono o meno l’accesso, quindi  è di  una  lega  multifattoriale.

Leggi tutto: LA CHIAVE DELLA MEMORIA

ARROGANTE-MENTE

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Oggi, il tema affrontato riguarda l’arroganza, agita nei confronti delle persone over, da parte di chi, sentendosi frustrato dalla vita, scaglia la propria aggressività vigliaccamente  contro i più deboli.  L’arroganza si può esprimere, per esempio, con parole sferzanti, che non lasciano spazio a nessuna replica al malcapitato, oppure con l’indifferenza, nei confronti di chi chiede invano qualunque aiuto, o ancora   con la supponenza, ostentata per sminuire l’interlocutore. Gli over, spesso, sono le vittime dei comportamenti appena descritti,  non avendo voce sufficiente per reagire. Una voce che,  di là dall’essere afona, non ha più la forza per contrastare l’affronto subito. Che cosa fare? Come difendersi da persone vacue, che nell’inconsistenza del loro essere, scambiano gli altri per pura materia su cui infrangersi?  Intanto,  essere consapevoli di vivere in un mondo in cui bisogna tener presente  che il lato  oscuro esiste, spesso palesato  attraverso personaggi  che fanno dell’arroganza il loro biglietto da visita, può aiutare a non esserne sorpresi.  Lo psicoanalista Aldo Carotenuto, di fronte a episodi di aggressività gratuita nei confronti degli indifesi, soleva dirmi che, dietro queste persone arroganti, c’è tanta sofferenza irrisolta.

Leggi tutto: ARROGANTE-MENTE

LINGUA STRANIERA CORPO ESTRANEO

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Nei giorni scorsi  sui quotidiani si leggevano  dati, relativi a una ricerca Domina (associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico),  che evidenziano un progressivo calo negli ultimi  anni delle colf, a favore, invece, delle o dei  badanti, a sottolineare che l’avanzare dell’età produce maggiori esigenze assistenziali.  Il quadro sociale  disegnato dalla ricerca, produce riflessioni psicologiche  per capire meglio gli aspetti correlati alla maggiore necessità degli over di essere assistiti.

L’essere umano nasce nel bisogno totale di essere accudito dalla madre (o da figura primaria) per diversi anni.  L’accudimento del corpo,  fin dalla nascita, oltre a rappresentare un imprinting, è una pratica vitale affidata a un “altro da sé”, a cui si ritorna se la vita riserva, per malattia o per disabilità, una non autosufficienza. L’esperienza di essere accuditi  è, quindi, antica e rimane alla radice della memoria degli esseri umani, deprivata del  ricordo  dell’atto in sé, ma non della sensazione di essere stati avvolti nell’involucro, indelebile, dell’amorevole cura materna.  In questo involucro si ha bisogno di tornare, quando le forze fisiche abbandonano il corpo, lasciandolo solo. È in questo momento che si aprono le porte dell’assistenza estranea e straniera.

L’utilizzo di termini come estraneo e straniero non sono essenzialmente riferiti  alla diversa provenienza geografica di chi assiste e di chi è assistito, tant’è che i “badanti” possono essere  anche di nazionalità italiana, ma piuttosto alla delega da parte delle  famiglie, di un proprio caro ad una persona estranea, per delle cure molto intime in un contesto non ospedaliero.

Leggi tutto: LINGUA STRANIERA CORPO ESTRANEO

Sebastianelli2021.jpg
0
0
0
s2sdefault

Nel 2016,  all’interno della rivista 65perricominciare, mi sono già occupata della violenza nei confronti delle  donne, ma, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne, è utile ritornare sul tema.  Le donne hanno subito e subiscono violenza a tutte le età, purtroppo è un fenomeno che attraversa le generazioni e non trova argine. Anzi, i mass media divulgano notizie quotidianamente,  circa eventi che vedono le donne protagoniste loro malgrado. Spesso, il carnefice di una donna è in famiglia, rendendo ancor più inaccettabile  il gesto violento. Le donne over non sono fuori  dal rischio violenza, perché    la  mortificazione del corpo e della psiche può abitare ovunque ci sia una donna che  rivendichi  la propria libertà, in ogni sua espressione. Nell’età over, come per altre età, la violenza oltre a essere fisica è anche psicologica. La violenza psicologica è la più subdola, erode l’anima, la forza di reagire, la fiducia di  poter vivere autonomamente, ma, soprattutto, il desiderio di  una nuova vita. 

Da quell’articolo  del 2016, partì un progetto itinerante denominato “Un’ Àncora per non dire più Ancòra, cambiare accento per cambiare prospettiva”, da me ideato e promosso, che si prefiggeva e si prefigge di dare un contributo alla prevenzione della violenza sulle donne.  Quando ci si pone la domanda sul perché sia così diffusa ed  esponenzialmente frequente la violenza sulle donne, difficile è trovare una risposta, ma, di là dal considerare gli eventi scatenanti le ire funeste dei carnefici, ritengo che l’emancipazione della donna, fortemente significativa negli  ultimi cento anni, non è stata parallelamente accompagnata da un’ emancipazione delle coscienze.

Leggi tutto: 25 novembre 2018. Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

EDITORE

EURONET COMUNICAZIONE s.r.l. Con Amministratore Unico
65 PER RICOMINCIARE - Settimanale online di informazione
Autorizzazione Tribunale di Roma n° 88/2014 del 24/04/2014
Direttore Responsabile – Anita D'Asaro
Copyright © 2017 www.65perricominciare.it
Tutti i diritti riservati

CONTATTI

Viale B. Buozzi 102
00197 Roma (RM) Italia

+39.06.32110096

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

POWERED BY

Open Consulting