Tendenze

Un mare “alternativo”. Le incredibili falesie dell’Isola di Rugen nel Mar Baltico.

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Sul Mar Baltico in Germania c’è un isola di rara bellezza parliamo dell’Isola di Rugen. Si trova di fronte alle coste  del Meclemburgo – Pomerania Occidentale. E‘ famosa per le sue spettacolari falesie bianche di gesso che si trovano all’interno del Parco Nazionale di Jasmund. Tra cui la più straordinaria di tutte è la Konigsstuhl sulla Stubbenkammer, ben 118 metri di altezza sul livello del mare.  Spostandosi poco più a nord del Parco Nazionale di Jasmund c’è Capo Arkona, dove si possono visitare due fari, costruiti nel 1827 e nel 1902. Uno di questi è stato progettato dal famoso architetto prussiano Karl Friedrich Schinkel autore di alcuni tra i più imponenti monumenti di Berlino. Nella parte sud-orientale dell’isola, nella Baia di Prora, segnaliamo la prestigiosa località balneare di Binz. Qui sembra che il tempo si sia fermato all’ inizio del 20esimo secolo, le spiagge bianche immense sono costellate da piccole cabine per abbronzarsi al riparo dal vento. Vicino a Binz, a Prora, c’è il famoso resort turistico, voluto da Hitler, “Kraft durch Freude”, letteralmente – “La forza attraverso la gioia”.

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All’interno dei Musei San Salvatore in Lauro, nel prestigioso  Complesso Monumentale dei Pio Sodalizio dei Piceni, il 18 giugno  verrà inaugurata la mostra retrospettiva “Geometrie impossibili” di Achille Perilli, classe 1927, pittore italiano ed esponente di rilievo dell’arte italiana. Mostra organizzata da “Il Cigno GG Edizioni” e curata da Luca Barsi, che vanta un’ esperienza ultra trentennale nell’arte moderna e contemporanea.  Nel dopoguerra inizia l’avventura creativa del Maestro, all’interno dell’acceso dibattito fra realismo e astrattismo, definendosi teoricamente in seguito con le formulazioni del manifesto del Gruppo Forma Uno (stilato nel 1947 insieme a Ugo Attardi, Carla Accardi, Pietro Consagra, Piero Dorazio, Mino Guerrini, Antonio Sanfilippo, Giulio Turcato). Nel “manifesto formalista” si afferma che in arte esiste solo la “forma pura” che ha come mezzi di espressione il colore, il disegno, le masse plastiche e come fine l’armonia  delle forme astratte oggettive. Perilli, fin da giovane è coinvolto in prima linea nella battaglia delle tendenze astratte, rappresenta sicuramente uno degli esponenti più impegnati, non solo dal punto di vista pittorico ma anche da quello teorico. In quegli anni  partecipa a tutte le più importanti mostre in Italia e all’estero. Il suo intento è quello di trovare una “sintesi concreta” fra due estremi astratti coniugando insieme la forma più lirica e musicale di Kandisky con lo spazio rigido, geometrico, freddo e analitico di Mondrian.

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Il Castello di Clos Lucé. L’ultima dimora di Leonardo da Vinci

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Per le celebrazioni dei  500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci (1519/2019) in Italia come in Francia sono previsti molti eventi.  “Per ognuno di noi, la morte di quest’uomo è un lutto, è impossibile che la vita ne produca un altro” Queste sono le parole che pronuncia François I alla morte di Leonardo da Vinci avvenuta il 2 maggio 1519. Nel 1516 Leonardo da Vinci invitato dal re francese, François I, lascia l’Italia per la Francia, più precisamente per Amboise, nella Valle della Loira, dove soggiornerà nel castello di Clos Lucé. A 64 anni compiuti attraversa le Alpi, a dorso di mulo, con i suoi discepoli fra cui Francesco Melzi. In viaggio con sé porterà in Francia tre capolavori, la Gioconda, la Madonna con il Bambino e Sant’Anna e il San Giovanni Battista. Il castello di Clos Lucé era limitrofe al castello di Amboise, residenza della famiglia reale. Percorrendo un tunnel  sotterraneo,  che collegava i due castelli, Leonardo incontrava ogni giorno il re. Una parte di questo passaggio sotterraneo si può attualmente visitare. A Clos Lucé l’artista passerà gli ultimi tre anni della sua vita, lavorando a innumerevoli progetti per il re François I. In questo castello soggiorneranno  molti personaggi illustri dell’epoca  e gli amici artisti italiani di Leonardo.

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Presentata la nuova stagione 2019/2020 della Sala Umberto

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Giovedì 16 maggio  è stata presentata la stagione teatrale 2019/2020 della Sala Umberto. Gianluca Guidi ha letto la lettera di Alessandro Longobardi, commosso, per i festeggiamenti del 18° anno di direzione artistica. Anni importanti e combattivi che hanno portato ad aumentare del 20% il pubblico della Sala Umberto. Il cartellone di questa stagione è ricco di nomi eccellenti ed avrà inizio il 26 settembre con lo spettacolo “Non si uccidono così anche i cavalli?” per la regia di Giancarlo Fares. Un testo, tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy, precursore dei reality dei nostri giorni. Racconta la storia di una maratona di ballo in cui i partecipanti  sperano di vincere il premio in palio  e soprattutto di farsi notare dai produttori presenti nel pubblico. Più attuale di così… Tra le commedie brillanti da segnalare “Figlie di E.V.A.” con Michela Andreozzi, Vittoria Belvedere e Maria Grazia Cucinotta, al suo debutto teatrale, per la regia di Massimiliano Vado che così descrive lo spettacolo: “ La storia di tre donne deluse fortemente dallo stesso uomo che si alleano e creano l’uomo perfetto per sconfiggere il loro nemico. E’ uno spettacolo che ha debuttato lo scorso anno, con la produzione di Bis Tremila di Marioletta Bideri che ha già fatto un’ottantina di date riscuotendo un grande successo di pubblico.” Da non perdere il “Maurizio IV – Un Pirandello pulp” interpretato da due mattatori del palcoscenico Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi, che ne cura anche la regia, con le musiche di Massimiliano Gagliardi, anche lui figlio d’arte.

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Il Teatro Argentina di Roma mette in scena dal 6 all’ 8 giugno 2019, per un pubblico dai 5 ai 99 anni,  lo spettacolo “La storia di tutte le storie” tratto da Gianni Rodari,  per la regia di Roberto Gandini, prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale – Piccola Compagnia del Piero Gabrielli. E’ l’occasione per ritrovare o conoscere, nel caso dei più piccoli, i personaggi di Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Balanzone. Tutti insieme, aiutati anche da Pierrot e da “Il Bambino sperduto,” affronteranno un viaggio  alla ricerca de “L’Uomo che non c’è” passando per vari luoghi come:  il paese delle paure, il mercato delle parole, l’ ospedale, fino ad arrivare alla luna dove si confronteranno con il malvagio Pantalone. Ed allora decideranno di comune accordo di ritornare sulla terra dove potranno combattere con più efficacia la cattiveria di Pantalone e di Smeraldina.  Gianni Rodari scrisse questo testo, considerato il suo capolavoro teatrale, nel 1976 insieme ad un gruppo di artisti conosciuti: Emanuele Luzzati, Gianni Fenzi, Angelo Corti, Mara Baronti, Sebastiano Tringali ed altri.

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In questi giorni in Inghilterra si svolge uno degli eventi floreali più famosi al mondo,  il “Chelsea Flower Show”. La prima edizione della mostra botanica, nel 1913, si chiamava “Great Spring Show”,   durava tre giorni e venne subito apprezzata dai reali, le cronache ricordano la visita della Regina madre Alexandra. Lunedi 20 maggio la Regina Elisabetta insieme a William e Kate, Duca e Duchessa di Cambridge e ad altri membri della famiglia reale, hanno visitato the Royal Horticultural Society’s (RHS) Chelsea Flower Show. La Regina Elisabetta, che da anni è a capo della Royal Horticultural Society’s, ha partecipato a numerose edizioni del Chelsea Flower, di cui ricordiamo quella del 1952 accanto al Duca di Edinburgo. Quest’anno la Duchessa di Cambridge ha lei stessa progettato un giardino per la sezione della mostra “Back to Nature”, in cui si trovano un ruscello ed un’altalena di corda, di cui dice: ”Spero che questo bosco che abbiamo creato, sia di ispirazione per le famiglie, i bambini e le comunità , per trascorrere del tempo prezioso insieme all’aria aperta e al contatto con la natura.”  Il Chelsea Flower Show è famoso per i giardini creati, apposta per la manifestazione, da famosi designer ed architetti paesaggisti che fanno a gara a chi propone l’idea più innovativa. Ma questi giardini sono anche fonte di ispirazione per i visitatori, che tornano a casa con un bagaglio di idee green da attuare nei propri spazi verdi. Il Chelsea  Flower Show 2019  vuole sottolineare quanto il giardinaggio sia importante per la salute, quanto le piante ed i fiori diano felicità e benessere.

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