La dieta ideale dopo la diagnosi di tumore al seno

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Abbiamo chiesto alla dott.ssa Emilia De Leo, biologo nutrizionista  quale sia la dieta ideale dopo la diagnosi di tumore al seno?

Promossa la dieta mediterranea,  limitando tuttavia  il latte e suoi derivati nella donna con tumore al seno.

Uno studio australiano (pubblicato su Journal of the National Cancer Institute) infatti ha dimostrato che nelle donne in cui è già stato diagnosticato un cancro al seno, mangiare  almeno mezza porzione di latte o formaggi ad alto contenuto di grassi al giorno aumenta il rischio di recidiva.

Evitare quindi  il latte ad alto contenuto di grassi: la bevanda intera, ma anche il burro, le creme, i formaggi stagionati, il gelato e i budini.

Infatti,  il latte è un alimento ricco di ormoni che interagisce con i  geni oncosoppressori che risultano mutati nel carcinoma della mammella.

Il latte contribuisce anche ad alterare  i livelli di fattori di crescita nel sangue.

Una dieta ricca di cereali, vegetali e legumi è correlata anche a un rischio più basso di sindrome metabolica, tra i fattori di rischio  del cancro al seno.

Si devono  assolutamente evitare  il sovrappeso ed l’aumento di   grasso viscerale, che contribuiscono ad aumentare lo stato infiammatorio generale, con una deregolazione dei  livelli di insulina, di glucosio, di vari altri fattori legati all’infiammazione e di fattori di crescita, elementi tutti coinvolti nei processi di proliferazione tumorale.

Si consiglia sempre un regime nutrizionale  adeguato ed equilibrato tra i vari tipi di alimenti, anche in base al loro colore.

Tra gli alimenti più efficaci per svolgere un ruolo protettivo e/o preventivo nei confronti del tumore al seno troviamo:

- Frutta e Verdura (usate possibilmente prodotti biologici) che con i loro  antiossidanti contrastano la proliferazione cellulare. La fibra lega inoltre  le tossine e gli estrogeni nell’intestino, consentendone l’eliminazione con le feci.

Le verdure appartenenti alla famiglia delle Crucifere (cavoli, broccoli, cavolfiori,  ravanelli, rucola, crescione) in quanto  contengono una molecola chiamata  indolo-3-carbinolo che metabolizza gli estrogeni (coinvolti nel tumore al seno). Attenzione a non consumarli troppi crudi perché potrebbero tendere  a bloccare la tiroide.

-Verdure e frutta di colore arancione, rivelatesi essenziali per abbassare il rischio di tale patologia, come riportato in uno studio britannico  pubblicato  su American Journal of Clinical Nutrition. I loro  composti fitochimici, con attività antiossidante, responsabili della colorazione arancione (carote, arance, mango, zucca..) sono i carotenoidi ed in particolare il beta-carotene. Tuttavia si raccomanda  di evitare sempre  un'assunzione eccessiva di beta-carotene in quanto può avere anche degli effetti negativi.

-Pomodori, il  consumo di pomodori, ricchi di   licopene (pigmento responsabile del suo colore rosso, presente in alte concentrazioni della salsa cotta) può aiutare a prevenire la nascita di tumori al seno

 -Soia. Gli alimenti ricchi di soia come, il tofu, il miso, il latte di soia contengono grandi quantità di fitoestrogeni, molecole che riescono a bloccare l’azione negativa degli estrogeni.

Diversi studi ne sconsigliano, tuttavia, l’uso dopo l’insorgenza del tumore al seno.

-Pesce azzurro, ricco di Omega-3. Acciughe, sardine e salmone (preferibilmente non di allevamento)  sono i pesci più ricchi di omega 3. E’ stato  evidenziato, in uno studio,  che donne con un apporto maggiore di tali grassi, derivanti dal consumo di pesce, mostrano una riduzione del cancro al seno, rispetto a  donne che assumono  una minor quantità di pesce. 

Anche i semi di lino sono una buona fonte di omega 3.  Per  consumarli più facilmente tritarli nel mixer e aggiungerne 2-3  cucchiaini  ai cereali a colazione.

-L’olio d’oliva extra vergine. Tale olio è’ ricco di antiossidanti e di fitonutrienti e di composti antinfiammatori  molto importanti  per ridurre la formazione di radicali liberi (che determinano l’insorgenza di tumori).

Alghe.  La bassa incidenza di alcuni tipi di tumori nelle popolazioni orientali, in particolare nei giapponesi, secondo alcuni studi sarebbe da ricondurre al largo consumo di alghe.

Si è visto che le donne giapponesi hanno  nel sangue un livello di estrogeni minore rispetto alle  donne occidentali e ciò le protegge in parte dai tumori ormono-dipendenti, come quello del seno. Si possono assumere  le alghe  contenute nel sushi o si possono aggiungere alla cottura dei legumi per renderli più digeribili.

Piante Aromatiche. Hanno  proprietà anticancro in quanto contengono delle molecole  chiamate  terpeni, capaci di bloccare la attività di alcuni oncogeni (in grado di indurre la trasformazione neoplastica delle cellule).

 

 

 

 

 

 

 

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