Teatro Argentina. Francesca Benedetti interpreta la vaticinante follia di Tiresia nell’ Antigone di Sofocle

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Al Teatro Argentina di Roma dal 27 febbraio al 29 marzo sarà in scena, in prima nazionale, Antigone di Sofocle. Questo capolavoro fu rappresentato per la prima volta ad Atene nel 442 a.C. L’adattamento e la drammaturgia sono di Sandro Lombardi, Fabrizio Sinisi e Federico Tiezzi, che dopo il successo del “Calderon” di Pier Paolo Pasolini (Premio Ubu 2016 per la miglior regia) firma questa nuova prestigiosa produzione. Tiezzi ambienta la tragedia in una specie di ospedale-obitorio, dove Antigone ed Ismene sono venute a trafugare il corpo del fratello per seppellirlo. L’attrice ecclettica, Francesca Benedetti, classe 1935,  con sessant’anni  di carriera artistica alle spalle, interpreta Tiresia, un ruolo da sempre interpretato da uomini.  Tiresia, un cieco originario di Tebe in Beozia, fu uno dei più famosi indovini dell’antichità, in Antigone è l’unico ad affrontare, come pari, con i suoi presagi, il sovrano Creonte. Francesca Benedetti ha lavorato con i più grandi registi italiani da Missiroli a Castri, da Cobelli a Ronconi a Strehler. “Ci sono tre eventi che nella mia vita artistica sono stati fondamentali e mi piace sempre ricordarli – afferma Francesca Benedetti – nel 1974 lo spettacolo “Macbetto” scritto per me da Giovanni Testori (premio la Maschera con Lauro d’Oro), nel 1976 “Il Temporale” di Strindberg con la regia di Giorgio Strehler, fino ad arrivare al 1983 anno in cui con Emilio Isgrò fondammo le “Orestiadi” di Gibellina (protagonista per tre anni nel ruolo di Clitennestra)”.

L’attrice recita con un giovanissimo uomo: «È un toy boy — afferma la Benedetti – con cui il mio Tiresia ne fa di tutti i colori. Il suo delirio è venato di una sensualità selvaggia, promiscua, vampireggiante: in lei-lui è condensato tutto il materiale e l’immateriale dell’essere umano”. Dice ancora Francesca Benedetti "In Urbino, la mia città natale, c'era uno splendido vagabondo vaticinante, lubrico e puro, folle e saggio. E' a lui che dedico il mio Tiresia. Il regista geniale che mi guida, Federico Tiezzi, ha individuato in me la forza necessaria per poter esprimere follia vaticinante e concretezza, insieme ad una sorta di sensualità polimorfa (Tiresia è uomo e donna), tanto da costituire un parallelo con la Jeanne Moreau di Querelle de Brest. Atmosfere sordide, perversione e sacralità e un lato vampiresco, un costante richiamo alla morte come luogo di legittimità e di approdo sostanziale. Tiresia è comunque più vasto di qualsiasi definizione. Dal Tiresia delle "Mam-elles de Tiresias" di Apollinaire, ai grandi attori che lo hanno frequentato nel tempo, ai numerosi traduttori che lo hanno rianimato, Tiresia risplende incommensurabile dall'abisso dei secoli".

INFO TEATRO DI ROMA - Largo di Torre Argentina, Roma

Biglietteria: tel. 06.684.000.311/314 - www.teatrodiroma.net - Biglietti: intero 40€ - ridotto 12€

Orari spettacolo: prima ore 21 - martedì e venerdì ore 21 - mercoledì e sabato ore 19  - giovedì e domenica ore 17

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