Il 6 marzo -LymphADAY- Giornata mondiale sul Linfedema.

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In Italia, ogni anno, si stimano circa 40.000 nuovi casi di Linfedema. Se ne parlerà il 6 marzo a Roma, al Policlinico Gemelli in occasione del LymphADay  (Lymphedema Awareness Day) la giornata mondiale sul Linfedema, promossa in Italia dalla Beautiful After Breast Cancer onlus  (BABC), per sensibilizzare pazienti, medici e media su questa patologia.  Ma cosa è esattamente il  linfedema?  Ci risponde Marzia Salgarello, Presidente BABC e responsabile del centro per la terapia chirurgica del linfedema della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli di Roma: “Si tratta di una patologia cronica, progressiva e debilitante, causata dall’accumulo di linfa sotto la pelle degli arti superiori o inferiori. A causa della mancanza di drenaggio della linfa mani, braccia o gambe diventano progressivamente più gonfi provocando dolore e disagio. Il fenomeno interessa dal 20 al 40% di chi si è sottoposto a cure oncologiche, in particolare chi è stato operato di tumori al seno, ginecologici, urologici, melanoma e ha subito l’asportazione dei linfonodi, ghiandole strategiche per il drenaggio della linfa”.Si può definire un “effetto collaterale” del trattamento antitumorale e cosa importante si può manifestare a distanza di molti mesi ed anni.  Per questo devono essere adottate delle norme igienico-comportamentali utili alla prevenzione e al  controllo dell’edema linfatico come evitare  di essere in sovrappeso, di portare pesi eccessivi, di procurarsi lesioni anche piccole, di non indossare indumenti troppo costrittivi, di stare attenti all’esposizione solare e ad abluzioni troppo calde. Molto spesso però i pazienti non sono informati della possibile insorgenza del linfedema.  Precisa Salgarello: “Affrontare questa patologia il prima possibile, invece, fa la differenza. Una volta che l’arto è gonfio e la patologia stabile con modificazioni patologiche dei tessuti, diventa più difficile da trattare sia con la super-microchirurgia che con la fisioterapia”.

Dice Roberto Bartoletti – Servizio di Riabilitazione Oncologica - Fondazione Luigi Maria Monti – Istituto Dermopatico dell’Immacolata – IDI-IRCCS, Roma “In tema di diagnosi e terapia del linfedema, il Consensus Document dell’ISL (International Society of Lymphology), sottolinea come la Terapia Fisioterapica Decongestiva (TFD) rappresenti il trattamento di prima linea per la gestione dell’edema linfatico. È indubbio però che le problematiche relative al trattamento dei linfedemi, siano in continua evoluzione in rapporto ai recenti contributi delle terapie chirurgiche e delle metodiche diagnostiche non invasive, che stanno aprendo nuove visioni sulla fisiopatologia e soprattutto sulle implicazioni terapeutiche sia fisioterapiche sia chirurgiche. Tra queste la super microchirurgia dei linfatici con anastomosi periferiche linfo-venose (LVA), si sta proponendo come tecnica d’elezione, anche se è importante ricordare l’apporto che altre metodiche, come il trapianto autologo dei linfonodi, possono fornire alla gestione integrata del linfedema.

Come per altri casi, il successo terapeutico è inevitabilmente dovuto alla sinergia di più provvedimenti; nello specifico, la TFD non può sostituire quella chirurgica ma da questa può essere supportata laddove ne sussistano le indicazioni.”

LymphADAY è aperto a tutti coloro che ne vogliano sapere di più - Info su www.beautifulabc.it

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