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Il Teatro Argentina di Roma mette in scena dal 6 all’ 8 giugno 2019, per un pubblico dai 5 ai 99 anni,  lo spettacolo “La storia di tutte le storie” tratto da Gianni Rodari,  per la regia di Roberto Gandini, prodotto da Teatro di Roma – Teatro Nazionale – Piccola Compagnia del Piero Gabrielli. E’ l’occasione per ritrovare o conoscere, nel caso dei più piccoli, i personaggi di Arlecchino, Pulcinella, Colombina e Balanzone. Tutti insieme, aiutati anche da Pierrot e da “Il Bambino sperduto,” affronteranno un viaggio  alla ricerca de “L’Uomo che non c’è” passando per vari luoghi come:  il paese delle paure, il mercato delle parole, l’ ospedale, fino ad arrivare alla luna dove si confronteranno con il malvagio Pantalone. Ed allora decideranno di comune accordo di ritornare sulla terra dove potranno combattere con più efficacia la cattiveria di Pantalone e di Smeraldina.  Gianni Rodari scrisse questo testo, considerato il suo capolavoro teatrale, nel 1976 insieme ad un gruppo di artisti conosciuti: Emanuele Luzzati, Gianni Fenzi, Angelo Corti, Mara Baronti, Sebastiano Tringali ed altri.

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Il Castello di Clos Lucé. L’ultima dimora di Leonardo da Vinci

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Per le celebrazioni dei  500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci (1519/2019) in Italia come in Francia sono previsti molti eventi.  “Per ognuno di noi, la morte di quest’uomo è un lutto, è impossibile che la vita ne produca un altro” Queste sono le parole che pronuncia François I alla morte di Leonardo da Vinci avvenuta il 2 maggio 1519. Nel 1516 Leonardo da Vinci invitato dal re francese, François I, lascia l’Italia per la Francia, più precisamente per Amboise, nella Valle della Loira, dove soggiornerà nel castello di Clos Lucé. A 64 anni compiuti attraversa le Alpi, a dorso di mulo, con i suoi discepoli fra cui Francesco Melzi. In viaggio con sé porterà in Francia tre capolavori, la Gioconda, la Madonna con il Bambino e Sant’Anna e il San Giovanni Battista. Il castello di Clos Lucé era limitrofe al castello di Amboise, residenza della famiglia reale. Percorrendo un tunnel  sotterraneo,  che collegava i due castelli, Leonardo incontrava ogni giorno il re. Una parte di questo passaggio sotterraneo si può attualmente visitare. A Clos Lucé l’artista passerà gli ultimi tre anni della sua vita, lavorando a innumerevoli progetti per il re François I. In questo castello soggiorneranno  molti personaggi illustri dell’epoca  e gli amici artisti italiani di Leonardo.

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Presentata la nuova stagione 2019/2020 della Sala Umberto

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Giovedì 16 maggio  è stata presentata la stagione teatrale 2019/2020 della Sala Umberto. Gianluca Guidi ha letto la lettera di Alessandro Longobardi, commosso, per i festeggiamenti del 18° anno di direzione artistica. Anni importanti e combattivi che hanno portato ad aumentare del 20% il pubblico della Sala Umberto. Il cartellone di questa stagione è ricco di nomi eccellenti ed avrà inizio il 26 settembre con lo spettacolo “Non si uccidono così anche i cavalli?” per la regia di Giancarlo Fares. Un testo, tratto dall’omonimo romanzo di Horace McCoy, precursore dei reality dei nostri giorni. Racconta la storia di una maratona di ballo in cui i partecipanti  sperano di vincere il premio in palio  e soprattutto di farsi notare dai produttori presenti nel pubblico. Più attuale di così… Tra le commedie brillanti da segnalare “Figlie di E.V.A.” con Michela Andreozzi, Vittoria Belvedere e Maria Grazia Cucinotta, al suo debutto teatrale, per la regia di Massimiliano Vado che così descrive lo spettacolo: “ La storia di tre donne deluse fortemente dallo stesso uomo che si alleano e creano l’uomo perfetto per sconfiggere il loro nemico. E’ uno spettacolo che ha debuttato lo scorso anno, con la produzione di Bis Tremila di Marioletta Bideri che ha già fatto un’ottantina di date riscuotendo un grande successo di pubblico.” Da non perdere il “Maurizio IV – Un Pirandello pulp” interpretato da due mattatori del palcoscenico Giampiero Ingrassia e Gianluca Guidi, che ne cura anche la regia, con le musiche di Massimiliano Gagliardi, anche lui figlio d’arte.

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Non perdetevi la Prima nazionale  del balletto di Cenerentola,  al Teatro Brancaccio di Roma, un' occasione indimenticabile da dividere con figlie e nipotine. In scena un cast d'eccezione con nel ruolo di Cenerentola, Virna Toppi la nuova prima ballerina della Scala Di Milano. Tecnica straordinaria, è la nuova stella della Scala.

Accanto a Lei danzerà nel ruolo del Principe, Nicola Del Freo diplomato all’Accademia di Amburgo, ha lavorato nella compagnia nazionale di Berlino e successivamente è stato ingaggiato dalla Scala di Milano per cui interpreta i primi ruoli di molte produzioni del teatro scaligero.

Primi ballerini, solisti e Corpo di Ballo di Roma City Ballet Company, è una delle più recenti formazioni italiane, composta esclusivamente da artisti selezionati con audizioni internazionali, ad oggi una delle compagini di eccellenza e di maggior livello tecnico del panorama nazionale.

Roma City Ballet Company è diretta da Luciano Cannito, regista e coreografo oggi considerato uno dei nomi più prestigiosi della coreografia italiana. Cenerentola di Cannito/Prokofiev è un balletto creato per il Teatro dell’Opera di Roma e successivamente riallestito al Teatro San Carlo di Napoli ed al Teatro Massimo di Palermo, sulle note sublimi di Sergei Prokofiev, una delle più belle musiche per balletto mai scritte.

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In questi giorni in Inghilterra si svolge uno degli eventi floreali più famosi al mondo,  il “Chelsea Flower Show”. La prima edizione della mostra botanica, nel 1913, si chiamava “Great Spring Show”,   durava tre giorni e venne subito apprezzata dai reali, le cronache ricordano la visita della Regina madre Alexandra. Lunedi 20 maggio la Regina Elisabetta insieme a William e Kate, Duca e Duchessa di Cambridge e ad altri membri della famiglia reale, hanno visitato the Royal Horticultural Society’s (RHS) Chelsea Flower Show. La Regina Elisabetta, che da anni è a capo della Royal Horticultural Society’s, ha partecipato a numerose edizioni del Chelsea Flower, di cui ricordiamo quella del 1952 accanto al Duca di Edinburgo. Quest’anno la Duchessa di Cambridge ha lei stessa progettato un giardino per la sezione della mostra “Back to Nature”, in cui si trovano un ruscello ed un’altalena di corda, di cui dice: ”Spero che questo bosco che abbiamo creato, sia di ispirazione per le famiglie, i bambini e le comunità , per trascorrere del tempo prezioso insieme all’aria aperta e al contatto con la natura.”  Il Chelsea Flower Show è famoso per i giardini creati, apposta per la manifestazione, da famosi designer ed architetti paesaggisti che fanno a gara a chi propone l’idea più innovativa. Ma questi giardini sono anche fonte di ispirazione per i visitatori, che tornano a casa con un bagaglio di idee green da attuare nei propri spazi verdi. Il Chelsea  Flower Show 2019  vuole sottolineare quanto il giardinaggio sia importante per la salute, quanto le piante ed i fiori diano felicità e benessere.

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“Oltre il Cancro” un libro per trasformare la malattia in modo creativo.

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Marta Tibaldi, psicologa, psicoterapeuta, psicologa analista nel suo libro “Oltre il cancro- Trasformare creativamente la malattia che temiamo di più” descrive, attraverso la propria storia di malattia,  come si possa reagire in maniera  creativa  e non distruttiva.  Il libro si compone in due parti, nella prima  Marta Tibaldi illustra la reale possibilità di trasformare positivamente l’esperienza drammatica del cancro. Questo avviene se si percepisce il significato profondo della malattia. L’Autrice impiegando alcuni strumenti della psicologia analitica junghiana come l’analisi dei sogni, le  immaginazioni attive,  la scrittura autobiografica del profondo, spiega come dare ascolto alla richiesta di trasformazione e di rinnovamento che la malattia porta in sé. Ribadisce che solo se si costruisce un rapporto attivo e consapevole con il cancro si possono attivare quei processi di autocura presenti  nella mente e nel corpo che facilitano  le spinte dell’organismo all’autoguarigione e al rinnovamento della personalità.  Così facendo la propria esperienza di malattia si trasforma in una risorsa per sé e per gli altri. La seconda parte del libro è un utilissimi vademecum scritto con sapienza da chi ha vissuto tutto l’iter oncologico.  Dieci schede di validissimi consigli e come lo definisce Marta Tibaldi “un piccolo manuale di sopravvivenza creativa” alla malattia e alle sue cure, pensato sia per i malati che per le persone che sono vicine a quest’ultimi. L’Autrice divide i malati, in principianti ed esperti scrivendo: “ Noi malati “esperti” abbiamo questa competenza, perché noi abbiamo attraversato il mare della malattia senza infrangerci sui suoi scogli e riportato conoscenze da cui altri rifuggono”.

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