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Le vacanze sono oramai lontane ed i primi freddi sono in agguato, cosa c’è di meglio care fantastiche over di pensare di regalarsi un weekend, una settimana tutte per noi. Esiste un posto meraviglioso dove andare per rimettersi in forma, salute e bellezza, è il Grand Hotel Des Iles Borromées a Stresa, sulle sponde del Lago Maggiore, luogo facilmente raggiungibile da Milano e vicino agli aeroporti del nord Italia. Questo hotel venne inaugurato nel 1863 e diventò da subito  la location dove soggiornare per inglesi, francesi, tedeschi e slavi, una clientela costituita  in gran parte da aristocratici, industriali e membri dell’alta borghesia e del mondo finanziario. Negli anni successivi Stresa divenne tappa della linea Londra-Parigi-Milano-Venezia-Costantinopoli del mitico Orient-Express.  Il Grand Hotel Des Iles Borromées intraprese quindi dei grandi lavori di ampliamento per poter accogliere la numerosa clientela. Ma torniamo a noi, il centro benessere e la spa del Grand Hotel des Iles Borroméès propone tre programmi di “rémise en forme“, dai nomi evocativi che sono “Vita nuova”, “Lunga Vita” e “Salute e Bellezza”.  Non vi immaginate già più magre, toniche e rilassate? Questi programmi che possono durare 7 giorni o il tempo di un weekend propongono, oltre ai trattamenti, menu personalizzati a basso contenuto calorico realizzati dagli Chef del Grand Hotel, talmente gustosi e di successo che  sul sito dell’hotel sono state pubblicate le ricette più amate. Tutti i soggiorni prevedono l’incontro quotidiano con il medico, in modo da formulare al meglio le attività da svolgere e la dieta per ciascuna di noi. Pensate viene addirittura proposta alle ospiti la miracolosa minestra detox della naturalista e santa Idelgarda di Bingen, una pietanza fantastica per perdere chili e tossine adottata da vegani e vegetariani di tutto il mondo.

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Puglia Showcase 2018. Il Teatro e la danza pugliese a Roma

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Il 26 settembre prossimo si apre a Roma la rassegna Puglia Showcase 2018, 5 giorni dedicati a spettacoli di teatro e danza contemporanea  promossi dalla Regione Puglia e realizzati dal Teatro Pubblico Pugliese, che saranno in scena al Teatro di Villa Torlonia e al Palladium. Un occasione piacevole  per gli amanti del teatro e della danza, da non perdere e da segnare subito in agenda.  La manifestazione vuole essere una grande vetrina della produzione artistica pugliese. 12 spettacoli di 12 compagnie che presenteranno  3 appuntamenti giornalieri, mattino, pomeriggio e sera con ingresso libero per il pubblico, ad esaurimento posti, ma con una platea destinata a operatori nazionali ed internazionali. Sono stati infatti invitati a partecipare all’iniziativa direttori, programmatori, organizzatori e distributori di diverse regioni d’Italia ed anche internazionali (Seul, Honk Kong, Shanghai, Australia). Si inizia il 26 settembre  al Teatro Torlonia, alle 17.00, con lo spettacolo, dell’Associazione Culturale “Tra il dire e il fare”, Else, basato sulla novella di Arthur Schnitzler scritta come monologo interiore nel 1924. A seguire, alle 21.00, sarà protagonista la danza con la Compagnia Equilibrio Dinamico  che presenterà “Odi sull’essere umano (Simple Love & Equal to Men).

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A Rapallo dal 18 luglio torna il festival Valle Christi

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Ecco un altro luogo in Liguria dove trascorrere piacevolmente le serate d’estate. Nella splendida cornice del monastero di Valle Christi  torna dal 18 luglio 2018 la XVI edizione del Festival di Rapallo e la terza edizione del Valle Christi Jazz. Il Festival nasce nel 2003 con lo scopo di contribuire a rivitalizzare un luogo d’arte fino ad allora dimesso  e al rilancio culturale della città di Rapallo, nell’ottica di rendere la cultura il più fruibile possibile e di creare un appuntamento culturale  di alto profilo. Fin dalla prima edizione riscuote un grande successo di pubblico, diventando un appuntamento immancabile dell’estate ligure. L’Associazione Culturale Valle Christi, che organizza il festival in collaborazione con Omnia Service di Rapallo  nelle passate edizioni, ha portato in scena molti grandi interpreti del panorama italiano come Giorgio Albertazzi, Elisabetta Pozzi, Dario Fo, Franca Rame, Arnoldo Foà, Lella Costa, Michele Placido, Antonella Ruggero, Moni Ovadia e tanti altri.  I ruderi del Monastero Valle Christi si trovano sulle colline di Rapallo, nella frazione di San Massimo, a meno di tre chilometri del lungomare di Rapallo. Il monastero fu fondato nel 1204 sulla proprietà donata da Tibe e Altilia De Mari all’arcivescovo di Genova Ottone Ghilini.  Di recente sono stati effettuati dei lavori di restauro ed è diventato una meta da non perdere per i turisti del Tigullo. In questo incantevole e suggestivo scenario protagonista è la musica  in tutte le sue forme:  dal concerto per fisarmonica di Gianluca Campi, al teatro-musica, agli omaggi ai grandi del passato.

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La Fondazione Universitaria Policlinico Gemelli IRCCS di Roma, ha inaugurato da pochi giorni  un giardino pensile terapeutico, unico in Italia, dedicato alle pazienti oncologiche del Dipartimento della Salute della Donna e del Bambino diretto dal professor Giovanni Scambia, Ordinario di Ginecologia ed ostetrica dell’Università Cattolica e Direttore scientifico della Fondazione Gemelli. Fa parte del progetto “Exploring the therapeutic benefits of biophilic design in hospital settings” promosso dal Centro studi “ReLab”  e con il coinvolgimento del Dipartimento Salute della Donna e del Bambino della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli .  Questo spazio verde che è il primo in Italia è il risultato d 20 anni di  ricerche scientifiche internazionali che confermano il rapporto esistente tra natura e  benessere psico-fisico di pazienti e personale.   Il verde è da sempre sinonimo di relax, stare all’aria aperta,   a contatto  con gli alberi,  i fiori, le piante, camminare a piedi nudi su di un tappeto d’erba  allontana l’ansia, riconcilia con se stessi e genera ricordi piacevoli.  Nell’ala O, al decimo piano è stato progettato  un giardino terapeutico pensile con interventi di design biofilico, che presenta  un percorso multisensoriale,  natured-oriented,  per accelerare il recupero psico-fisico  dei pazienti. Lo spazio è progettato con un” giardino d’Inverno”,  delimitato da una parte da due pareti di verde verticale con muschi, licheni  e piante, che ci accolgono quando il tempo è brutto, dall’altra da grandi vetrate che consentono allo sguardo di avere un contatto diretto con il giardino pensile. Qui  è stata realizzata un’area riparata e protetta  che consente di effettuare la chemioterapia in un ambiente più piacevole. Le pazienti saranno sedute, al riparo dal sole, su poltrone confortevoli e belle, circondate dalle piante e “distratte” da stimoli sensoriali come il rumore dell’acqua, i suoni della natura, le variazioni di temperatura dell’aria, la luce,  lo svolazzo delle farfalle.

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Weekend d’arte a Parigi visitando la Biennale Paris.

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Da sabato 8 settembre a domenica 16 settembre Parigi diventa la capitale mondiale dell’antiquariato, al Grand Palais si inaugura infatti  la trentesima edizione della Biennale Paris. Gli amanti dell’arte  sono avvisati, quale miglior occasione per organizzare un viaggio a Parigi!  Questo salone internazionale è un museo effimero che apre la stagione culturale francese del mercato dell’arte.  Parigi è  l’ultima capitale al mondo che può vantare una rete importante di mercanti e gallerie indipendenti. La Biennale Paris è un evento attesissimo che non è mai stato considerato come una fiera commerciale, ma bensì come una grande manifestazione culturale francese. Riflette i cambiamenti e l’evoluzione della decorazione d’interni, oggi infatti stili ed epoche diverse convivono in armonia. La Biennale Paris accoglie le nuove richieste del mercato venendo incontro  alle nuove generazioni di collezionisti appassionati di arte contemporanea, design o arte primitiva. Per celebrare la 30 esima edizione la Biennale Paris  presenta una selezione di reliquie napoleoniche provenienti dall’eccezionale collezione imperiale di Pierre – Jean Chalençon nell’esposizione “ L’Empereur sous la verrière”. Per l’ideazione dell’allestimento  é stato chiamato  il noto stilista  Jean-Charles de Castelbajac,  che si è immaginato  convocato  da Napoleone che gli avrebbe detto: “Castelbajac, potrebbe creare un installazione intorno alla storia della mia casa, un “flagship” e un nuovo logo per iscrivere i tesori del mio Impero nella modernità? Ha carta bianca.”  Il risultato è un “pop-up store” battezzato il “Carrousel Céleste” dove sono ospitati i pezzi iconici.

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Tra Camogli e Portofino gli spettacolari concerti dell’Abbazia di San Fruttuoso.

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Se siete in vacanza in Liguria, tra Camogli e Portofino, non dovete assolutamente perdervi i concerti  all’Abbazia di San Fruttuoso, monastero benedettino, covo di pirati, abitazione di pescatori e poi per secoli proprietà dei principi Doria. Qui nelle incantevoli notti d’estate vivrete un momento magico e suggestivo in un luogo unico e irripetibile. L’abbazia millenaria è situata a Capodimonte, in una profonda insenatura della frastagliata costa del Monte di Portofino, un piccolo gioiello che ha una storia molto antica e che è stato generosamente donato al FAI da Frank e Orietta Pogson Doria Pamphilj. La leggenda fa risalire la costruzione al VIII sec., quando Prospero, vescovo di Tarragona, in fuga dalla Spagna invasa dagli Arabi, si rifugiò nella baia e costruì una chiesa dove conservare le reliquie del martire Fruttuoso. Gran parte dell’attuale Abbazia è databile al X – XI sec. quando l’imperatrice Adelaide di Borgogna, vedova di Ottone I, la fece ricostruire. Prestissimo divenne un punto di riferimento e assunse la giurisdizione su tutto il Promontorio di Portofino. A partire dal XIII sec. le sorti di San Fruttuoso si intrecciano con quelle della famiglia Doria, che fece costruire il complesso abbaziale affacciato sul mare con il caratteristico loggiato a due ordini di trifore. Nel 1467 iniziò un periodo di declino per l’Abbazia, successivamente Andrea Doria  ed i suoi eredi, avendo ottenuto da Papa Giulio III lo ius patronati  su San fruttosio, fecero  costruire la Torre, tutt’ora esistente, per difendere il borgo e la sua sorgente di acqua dolce. Dopo altre traversie nel 1885 l’Abbazia  divenne la parrocchia del  piccolo borgo di pescatori. Nel 1915 un’alluvione provocò il crollo della prima campata della Chiesa e i detriti del torrente in piena formarono la spiaggia antistante il complesso. Nel 1933 la Soprintendenza ai monumenti della Liguria promosse un restauro per ripristinare le trifore originarie della facciata verso il mare. Nel 1983 il complesso fu donato al FAI che eseguì dei primi restauri tra il 1985 e il 1989 che consentirono il recupero dell’assetto originario del Chiostro, dell’Abbazia, delle tombe dei Doria e della Sala Capitolare. Ad oggi sono stati effettuati nuovi importanti interventi che hanno permesso di recuperare l’antico accesso alla chiesa del chiostro inferiore, di una loggia composta di archi in pietra della cupola della chiesa risalenti al IX sec., inoltre è stato allestito il Museo dell’Abbazia, con i reperti archeologici del sito è una foresteria che offre l’esperienza indimenticabile di soggiornare nell’Abbazia di San Fruttuoso.

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