ASSURDO

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Il linguaggio degli adolescenti  di tutte le epoche è sempre stato infarcito di neologismi o  di espressioni linguistiche, ripetute  spesso in modo incongruo rispetto al contesto. La ragione  è da ricercarsi nel bisogno  dei giovanissimi di differenziarsi dal mondo adulto,  anche attraverso l’omologazione a un codice linguistico diverso.  Oggi, il termine con cui  gli adolescenti  manifestano meraviglia, stupore, incredulità,  sorpresa  o imprevedibilità di un evento è  “assurdo”.  L’aggettivo assurdo ha il significato  di sottolineare un vissuto contrario a qualunque logica del pensiero e  fuori da possibili verifiche realistiche, quindi è considerata assurda  quella  particella conoscitiva di cui si sta facendo esperienza,  perché fuori  da qualsiasi  tesi verificabile. Ma, possiamo pensare che il mondo della adolescenza si trovi sempre di fronte a qualcosa di impensabile?  Sicuramente no, ma la spontaneità dei giovani ci induce a riflettere sul bisogno di usare  proprio oggi questo termine, che, al di là del significato, una logica ce l’ha. 

Nel saggio “Eros e Pathos” pubblicato alla fine degli anni ottanta dallo psicoanalista Aldo Carotenuto,  si ritrova una riflessione che aiuta a capire quanto sia utile soffermarsi sulla necessità di cercare l’assurdo nel viaggio della vita, per andare “verso la capacità di capire cose che prima non avremmo mai compreso. Si tratta di una condizione limite nella quale il mondo diventa più trasparente”, quindi “non ha senso ritirarsi dal mondo prima di aver percorso le assurdità e le contraddizioni di questo universo. Quello che è valido durante il viaggio è il modo in cui riusciamo a dare loro un senso attraverso un codice e un linguaggio capaci di leggerle. L’‘assurdo’ diventa allora un fattore principale e portante dell’esistenza stessa.” (Carotenuto, A., Eros e Pathos, Bompiani,Milano,1987, pag.179-180)

L’assurdo intercalare degli adolescenti, quindi, trova una sua lettura psicologica nella necessità umana di andare oltre il pensiero logico per aprirsi a nuove conoscenze, risvegliando la coscienza alla comprensione delle incongruità della vita, senza stigmatizzarle in modo sbrigativo come assurde!   

Sira Sebastianelli

psicologa-psicoterapeuta

www.sirasebastianelli.it