ARTE CONTEMPORANEA A MARSIGLIA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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A partire dal 2013 Marsiglia ha assunto un volto nuovo, grazie agli ingenti investimenti di cui ha beneficiato come capitale europea della cultura. Questi ultimi hanno permesso la costruzione di grandi opere che hanno interessato l'area del porto turistico con due grandi edifici dedicati al Mediterraneo: il Mucem e la Villa Méditerranée. Ricciotti, Boeri e Foster: questi alcuni dei grandi nomi invitati a riqualificare una città dal fascino ineguagliabile che ha dovuto affrontare i problemi inevitabili della sua vocazione portuale.

Oggi Marsiglia vanta una ricca offerta culturale che guarda anche alla contemporaneità. Quest’anno si è svolta la sesta edizione di ART-O-RAMA, la fiera dell’arte contemporanea della città, con sede a La Friche Belle de Mai, un ex industria di tabacco, ospite di numerose iniziative di richiamo internazionale. Per la prima volta, la fiera promuove un evento satellite, frutto del progetto indipendente di una curatrice italiana. La mostra indaga il ruolo di Marsiglia a partire dalla Seconda Guerra Mondiale, come luogo di incontro tra numerosi artisti, scrittori, filosofi, registi e intellettuali di tutta Europa che vi sostavano in attesa di un visto per gli Stati Uniti. Impossibilitati a lasciare la città, furono costretti a cercare rifugio in situazioni di fortuna, tra cui anche campi di transito e internamento.
In queste circostanze di emergenza, caratterizzate dall'isolamento forzato e dalla lontananza dalla patria e dagli affetti, molti reagirono con forme diverse di creatività, utilizzando i pochi mezzi a loro disposizione. Fu proprio a Marsiglia che Breton e alcuni suoi amici, artisti e rifugiati come lui, ridisegnarono i tarocchi tradizionali, espressione dei vecchi valori associati all’ancien regime, con quattro nuovi assi simboleggianti la Conoscenza, il Sogno, l’Amore e la Rivoluzione, valori cari alla cerchia surrealista. Questo capitolo della storia di Marsiglia è il punto di partenza per una serie di riflessioni che la mostra sviluppa in diverse direzioni, con una selezione di artisti storici (Alighiero Boetti, André Cadere, Jimmie Durham, Nancy Spero) e giovani, più o meno noti.
L’isolamento come possibile condizione creativa, la resistenza, il lavoro, l’equilibrio tra individualità e collettività, sono alcuni dei temi affrontati dagli artisti che dialogano nello spazio espositivo lasciando al visitatore la libertà di creare le sue proprie associazioni di idee, con il supporto di apparati didascalici per ogni opera esposta. Il testo di uno scrittore siriano apre il percorso di mostra, appeso al muro come un'opera d'arte, per offrire una chiave di lettura diversa, accanto a quella degli artisti e del curatore. Lo stesso scrittore è stato invitato a concepire un titolo per la mostra: Ce que raconte la solitude, ciò che la solitudine racconta...

Giovanna Fazzuoli

2 settembre 2014