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MARE E CULTURA IN SALENTO

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Ulivi secolari, vigneti, muri a secco, chilometri e chilometri di costa sabbiosa e frastagliata e un mare incantevole. Il Salento, che occupa il tacco del nostro stivale, è tra le mete più ambite per il pubblico italiano e internazionale. Santa Maria di Leuca ne costituisce il vertice estremo e punta Ristola, nella leggenda, separa il mare Adriatico dallo Ionio. Oltre al mare, i salentini godono di una straordinaria cultura enogastronomica: la puccia, le frise, i rustici, i pasticciotti, i dolci di pasta di mandorla, olio e vino salentini sono i prodotti tipici che riscuotono maggior successo. Il Salento vanta anche una grande tradizione storico-artistica, soprattutto architettonica, con la pietra leccese che caratterizza il colore tipico dei centri antichi con le loro ville signorili, le case a corte, i castelli, le torri costiere, le masserie fortificate e i frantoi ipogei.

Non potendo passare in rassegna tutte queste meraviglie, mi limito a citarne solo alcune, per darvi un assaggio di questa nostra terra. Lecce è la città delle cento chiese e cuore del cosiddetto barocco leccese. Questo stile unico al mondo si diffonde nella regione dalla metà del Seicento grazie all'opera di architetti locali come Giuseppe Zimbalo e Giuseppe Cino. E’ un Barocco sui generis, caratterizzato da scenografiche decorazioni, esuberanti e quasi esagerate, che rivestono le strutture con cornici e trabeazioni, cariatidi e telamoni, trofei di fiori e frutta, puttini e maschere. Questa esuberanza nell’opera dei mastri scalpellini è resa possibile dall’impiego della tenera pietra leccese, facile da lavorare e intagliare quando viene estratta. La Basilica di Santa Croce e il Duomo di Lecce costituiscono due straordinari esempi di questa architettura. La chiesa di Santa Croce con l’annesso Convento viene costruita per incarico dei Padri Celestini. Il primo ordine della facciata è opera di Riccardi con i portali di Francesco Antonio Zimbalo e il secondo ordine, tipicamente barocco, dominato dal grande rosone centrale, è di Giuseppe Zimbalo e Cesare Penna. La pianta è a croce latina a tre navate con numerose cappelle tra cui quella dedicata a San Francesco da Paola con bassorilievi che raccontano la vita del santo. Il Duomo, ancora una volta opera di Giuseppe Zimbalo, è edificato nel 1656 su una preesistenza romanica e dedicato all’Assunzione di Maria Vergine. La cattedrale è collocata in modo insolito rispetto a Piazza Duomo, su cui si affacciano i palazzi del Vescovado e del Seminario e il Campanile, perché la sua facciata principale è posizionata lateralmente rispetto all’unico ingresso alla piazza. Chi arriva in Piazza Duomo vede dunque solo l’accesso alla navata laterale, riccamente decorato, mentre la facciata principale della chiesa si presenta in modo piuttosto sobrio. Vicino Lecce, proseguendo verso sud, si incontra Gallipoli con il suo bellissimo porto. Il Castello, proteso sul mare, è stato oggetto di un recente restauro e, dopo anni di chiusura, nelle sale, nei torrioni, nelle gallerie e nei corridoi saranno ospitate mostre ed eventi culturali. Torniamo però a Santa Maria di Leuca, una delle località turistiche più rinomate della Puglia, compresa tra Punta Ristola ad ovest e Punta Mèliso ad est, ai piedi del promontorio. Da qui, alcune volte, è possibile vedere sul mare una sorta di linea longitudinale, che sembrava suggerire la separazione tra i due mari, lo Ionio e l’Adriatico, anche se il confine ufficiale è costituito dal Canale d’Otranto, lo stretto compreso fra il punto più a est d'Italia (Punta Palascia) e l’Albania. La Madonna di Leuca è considerata protettrice dei pescatori, ma il nome della città deriva da un mito legato all’antica Grecia. La sirena Leucasia (da Leucòs, “bianco” riferito anche alla spuma del mare) è innamorata del pastore Melisso ma il cuore di lui appartiene a un’altra donna. La sirena si vendica scatenando una tempesta che travolge i due innamorati uccidendoli e separando per sempre i loro corpi. Minerva impietosita decide di donare ai due l’eternità, pietrificandone i corpi che diventano le punte di promontori: Punta Mèliso e Punta Ristola. Anche la sirena, tormentata dal senso di colpa, chiede di essere pietrificata e diventa la bianca città di Leuca.

Giovanna Fazzuoli
9 settembre 2014