IL SALE DELLA TERRA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Un documentario che porta la doppia firma del noto regista Wim Wenders e di Juliano Ribeiro Salgado, figlio del fotografo Sebãstiao Salgado, è in programmazione nei cinema di tutta Italia. Wenders si era già riscoperto documentarista con notevoli risultati (ricordo bene la Cuba dei “Buena Vista Social Club”) e questa volta, nel raccontare la storia di un grande artista dei nostri giorni, emoziona gli spettatori di ogni età. 

La voce di Salgado, ripreso spesso in bianco e nero per ricalcare le tonalità delle stampe, ci guida nel suo viaggio alla scoperta dell'uomo attraverso le fotografie, di cui la telecamera esplora ogni dettaglio. Questi istanti di vita umana, congelati in uno scatto dalla straordinaria sensibilità di Salgado, prendono vita dai racconti dell'artista. Salgado scopre la sua passione per la fotografia in età adulta, quasi per caso, grazie alla sua compagna di vita, che lo sostiene nella ferma volontà di esplorare il mondo alla scoperta dell’uomo, animato da un amore sincero e ancestrale per la vita.
Molti dei suoi soggetti sono vittime del sistema socio-economico mondiale, che sacrifica la vita senza pietà: esuli, rifugiati, colpiti dalla malnutrizione e dal colera, fino alla tragedia del genocidio in Ruanda che costringe l’artista a fermarsi e interrompere il suo lavoro.
Il dramma insanabile dell’esistenza lo tormenta e lo riconduce nel suo paese natale, il Brasile, dove la terra, ormai arida per la siccità, riprende vita grazie all’impegno sistematico e determinato della sua famiglia. Per il progetto “Genesi”, recentemente esposto al Museo dell’Ara Pacis di Roma, fotografa popolazioni dimenticate e territori incontaminati, abitati da piante e animali che sembrano sopravvivere dalle origini del mondo.
E' un inno alla Natura che stringe il cuore e lascia il pubblico con il fiato sospeso.

Giovanna Fazzuoli
25 novembre 2014