IL RESTAURO A SCUOLA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Per la prima volta nella storia del nostro Paese, il "restauro dal vivo" entra nella scuola. Il dipinto "La Disputa di Gesù tra i dottori" del pittore Luca Giordano, conservato alla Galleria Corsini, si trova ora nell'Aula Magna dello storico liceo classico E. Q. Visconti di Roma, dove gli studenti potranno seguire il restauro "in diretta", condotto da Valeria Merlini, Daniela Storti e il loro giovane staff, fino al prossimo 28 febbraio. L'iniziativa è stata presentata al pubblico il 2 dicembre dal Ministro Franceschini, insieme al Direttore Anna Maria Buzzi e alla Soprintendente Daniela Porro.

Il dipinto di grandi dimensioni, opera giovanile del pittore napoletano, è datato tra il 1656 e il 1660. Luca Giordano rappresenta due episodi delle Sacre Scritture: la Disputa di Gesù tra i dottori, narrata nel Vangelo di Luca, e il ritrovamento di Gesù nel Tempio da parte di Giuseppe e Maria, che vediamo appena sbozzati sullo sfondo del dipinto. La monumentale colonna classica in primo piano divide in due la composizione, ambientata nella cornice scenografica del Tempio di Gerusalemme, sul modello di Veronese, già autore di un grande dipinto dello stesso soggetto, ora conservato al Museo del Prado.
Cristo è rappresentato come un adolescente, assiso in trono, mentre istruisce i dottori che l'evangelista Luca descrive pieni di stupore "per la sua intelligenza e le sue risposte”. Alcuni di loro cercano conferma delle sue parole nei testi sacri e nei rotoli della Torah sparsi a terra in primo piano. L’opera viene menzionata negli inventari Corsini della fine del Settecento, ma prima di allora non si hanno notizie del dipinto.
D'altronde sono poche le pubblicazioni dedicate a Luca Giordano e in particolare alla Disputa, nonostante le sue notevoli dimensioni. L'obiettivo dell'iniziativa è di sensibilizzare i ragazzi al valore del nostro patrimonio storico-artistico attraverso il restauro, un momento unico di grande confidenza con l'opera d'arte. Gli studenti hanno partecipato molto attivamente e con grande passione, tanto da rinunciare a occupare la scuola per garantire il buon esito del progetto.
L'occupazione avrebbe messo a rischio l'operazione che loro stessi hanno definito un'esperienza preziosa per tutti i compagni. Senza rinunciare a esprimere la loro adesione alla protesta, in linea con gli altri istituti della Capitale, i ragazzi hanno lanciato un messaggio di forte responsabilità che ha commosso la preside, i promotori del progetto e tutte le istituzioni.

Giovanna Fazzuoli
9 dicembre 2014