LA CHIESA DI SANT' IGNAZIO A ROMA

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Nella splendida cornice di piazza Sant'Ignazio, la cui vivace scenografia rococò fa da quinta alla chiesa dei gesuiti, l'artificio barocco è ancora una volta protagonista. Come abbiamo avuto modo di vedere in passato, il virtuosismo delle arti plastiche raggiunge nel periodo tardo-barocco straordinari effetti di teatralità che mirano a sbalordire il pubblico spingendo all'estremo il potere illusivo dell'arte. La chiesa gesuita di Sant'Ignazio nel complesso del Collegio Romano, con i dipinti di Andrea Pozzo e dei suoi allievi, è sicuramente uno degli esempi più suggestivi di queste ricerche. L'ordine dei gesuiti, cui appartiene anche Papa Francesco, ha avuto un ruolo indiscutibile nella vita culturale della Roma del Seicento.

Il cuore dell'attività dell'ordine fu senza dubbio il Collegio Romano, inaugurato dopo vari spostamenti nella sede dell'attuale piazza del Collegio Romano, a due passi da piazza Venezia. Il Collegio, pensato dal suo fondatore Ignazio di Loyola come centro per la formazione teologica e culturale dei gesuiti e dei giovani appartenenti alle famiglie facoltose dell'epoca, finì per diventare un famoso centro di sperimentazione accademico-scientifica noto a livello internazionale. La sua architettura imponente, sobria e rigidamente ripartita rispecchiava idealmente il rigore del metodo di insegnamento dei gesuiti e la morale dei loro alunni, con l'ambizione di fungere da modello per l'edificazione degli altri collegi che sarebbero sorti in tutto il mondo.
Tra le personalità più incisive che abitarono il complesso ricordiamo Athanasius Kircher, consigliere di Gianlorenzo Bernini e docente di matematica, fisica e lingue orientali, che allestì, secondo la moda del tempo, una "stanza delle meraviglie" (wunderkammer) dove raccolse oggetti d'arte, antichità varie e strumenti scientifici d'avanguardia. Il grande complesso così come lo conosciamo oggi fu portato a termine nella seconda metà del Seicento con l’edificazione della famosa chiesa di S.Ignazio del 1685.
La nuova chiesa dell'Ordine ha una storia piuttosto singolare perché al termine dei lavori, forse a causa della carenza di fondi, rimase priva di cupola. Il problema fu però brillantemente risolto dall'artista gesuita Andrea Pozzo che mise a punto una soluzione davvero geniale: dipinse infatti una grande tela circolare che simulava perfettamente la forma emisferica di una cupola. L'incredibile trompe l'oeil, gravemente danneggiato da un incendio e rifatto sulla base degli antichi disegni, stupisce ancora oggi per il suo straordinario effetto illusionistico. Un disco di marmo sul pavimento al centro della navata segnala il punto preciso da cui osservare al meglio la finta cupola che ingannerebbe anche il più acuto dei visitatori.
Allo stesso Pozzo si deve anche l’affresco della grande volta che celebra l'Ordine con la Gloria di S. Ignazio. Anche in questo caso, il potere delle immagini conquista i fedeli che entrano a far parte dell'opera come testimoni dell'ascesa al cielo del Santo. L'architettura illusoria sfonda la volta e costruisce un edificio ulteriore sovrapposto alla chiesa, con archi e colonne che tendono verso il Cielo. La realtà terrena si apre così alla visione del divino che illumina tutti noi con la sua luce in una continuità profonda tra finito e Infinito...

Giovanna Fazzuoli
3 marzo 2015