VILLA FARNESINA
Dopo un weekend «slow», dedicato alla fruizione lenta e consapevole dell‘arte attraverso una serie di iniziative promosse da varie istituzioni della Capitale, riprendiamo il nostro viaggio alla (ri)scoperta del patrimonio storico-artistico della città di Roma. Parliamo oggi di Villa Farnesina in via della Lungara, commissionata dal ricco banchiere e mecenate senese Agostino Chigi all’architetto (ma anche pittore e scenografo) Baldassarre Peruzzi e affrescata dai grandissimi maestri del nostro Rinascimento: Raffaello Sanzio, Sebastiano del Piombo, Giulio Romano, il Sodoma e altri ancora.
La ricca dimora, che prende il nome dal Cardinale Alessandro Farnese, con l'aggiunta di una desinenza diminutiva per distinguerla dal Palazzo Farnese al di là del fiume, è una perfetta sintesi di pittura e architettura che incarna a pieno gli ideali di armonia ed equilibrio tanto cari al Cinquecento romano. La villa è nota soprattutto per i celeberrimi affreschi della cosiddetta Loggia di Amore e Psiche, opera di Raffaello Sanzio e allievi. La favola di Apuleio, di cui abbiamo parlato in un precedente articolo, era già un soggetto prediletto nel Quattrocento per le rappresentazioni di argomento nuziale. Anche in questo caso, infatti, la storia d’amore tra il dio e la bella fanciulla è legata alle nozze del committente che, dopo un precedente matrimonio e alcune relazioni con donne più o meno nobili, era in procinto di sposare Francesca Ordeaschi, di umili origini, con una grande festa e un ricco banchetto a cui avrebbero partecipato le più importanti personalità del tempo. Chigi era solito organizzare eventi memorabili e tanto sontuosi da passare alla storia con alcuni aneddoti quasi fiabeschi. Tra i più curiosi ricordiamo il banchetto in cui i piatti da portata in oro e argento furono gettati nel Tevere alla fine del pranzo, anche se il furbo ospite nascose sotto l'acqua delle reti per recuperare le preziose suppellettili dopo lo spettacolo.
La favola di Amore e Psiche sembra quindi anticipare le future nozze, culminando nell'episodio del banchetto divino con cui Amore presenta la sua amata agli dei dell'Olimpo. Gli affreschi si integrano poi perfettamente con l'architettura e fungono da raccordo tra interno ed esterno, tra la loggia e i giardini, grazie ai festoni che incorniciano le scene del racconto. Ma la Farnesina nasconde anche altre meraviglie: non dimenticate di visitare la cosiddetta Sala del Fregio con le piccole figure mitologiche dipinte dal Peruzzi e la Loggia di Galatea con il celebre trionfo di Galatea di Raffaello, dove la ninfa è trasportata sull'acqua in un cocchio a forma di conchiglia trainato da delfini, con tritoni, amorini e nereidi.
Al primo piano troverete invece la Sala delle Prospettive, affrescata dal Peruzzi con vedute prospettiche, come continuazione ideale delle logge del piano terra, e la stanza di Agostino Chigi, decorata dal Sodoma con le storie di Alessandro Magno il cui fulcro è ancora una volta il matrimonio con Rossane. Ai più audaci consiglio una visita doppia alla Farnesina e alla vicinissima Galleria Corsini, di cui abbiamo già trattato in passato. La villa è aperta dal lunedì al sabato e ogni seconda domenica del mese dalle 9 alle 14.
Giovanna Fazzuoli
14 aprile 2015