MAURIZO NANNUCCI, WHERE TO START FROM

Scritto da Giovanna Fazzuoli il . Pubblicato in ARTE.

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Tra i protagonisti più originali della scena artistica italiana dagli anni Sessanta, Maurizio Nannucci esplora le interrelazioni tra linguaggio, scrittura e immagini, attraverso vari media – installazioni luminose e audio, performance, serie fotografiche e libri d'artista. A partire dal 1967, un anno di grande sperimentazione artistica, Nannucci utilizza la luce al neon per dare forma alla parola scritta. Una parola che occupa lo spazio e interagisce con il contesto per creare nuovi possibili significati.


"L'arte di Maurizio Nannucci non privilegia l'immagine, ma la evoca piuttosto attraverso la parola, la percezione e l'immaginazione, e si fonda su un coinvolgimento totalizzante dove spazio, luce e colore stimolano la percezione e modificano il pensiero" – scrive Bartolomeo Pietromarchi, curatore della mostra antologica al Maxxi di Roma (fino al 18 ottobre). More than meets the eye, la grande opera al neon che illumina la facciata del Museo, funge da prologo all'esposizione e riassume, come un manifesto, il lavoro di Nannucci. Leggere al di là delle apparenze e andare oltre il significato immediato delle parole per aprirsi a nuove prospettive interpretative. There is another way of looking at things è invece un muro di parole, un testo di luce bianca di cui possiamo apprezzare il senso, la forma grafica e la presenza fisica monumentale. Un invito a guardare le cose da un altro punto di vista, per dare vita a nuovi pensieri e nuove relazioni nell'incontro con l'altro. L'installazione interattiva Sample Sounds reinterpreta il testo attraverso il suono: suddiviso in 1575 frammenti sonori, ciascuno dei quali corrisponde a una parola, rielaborata attraverso cinque gradi di trasformazione, dal più astratto al più riconoscibile, il testo si riconfigura continuamente in base alla presenza dei visitatori.
Il colore blu caratterizza l'installazione inedita di Anthology, un lavoro in progress che raccoglie alcune frasi dell'artista, documentando la sua ricerca coerente e sempre attuale. I testi luminosi di Nannucci, leggibili all’interno del contesto architettonico, non sono perentori o ideologici, né tantomeno analitici o tautologici. Il senso delle parole è invece aperto e mutevole, in rapporto al contesto e al fruitore che vi proietta il suo bagaglio di idee e di sensazioni.
"Sono convinto che la riflessione sul linguaggio, anche se secondo differenti declinazioni, debba essere ancor'oggi una parte essenziale, dalla quale non si può prescindere, del fare arte: l’arte senza comprensione finisce per essere solo un esercizio formale."

Giovanna Fazzuoli§
29 settembre 2015