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ORGANISMI. Dall'Art Nouveau alla Bioarchitettura

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"Una mostra di arte, architettura, design, fotografia e cibo che mette in relazione l’Art Nouveau e la contemporaneità", Organismi, a cura di Carolyn Christov-Bakargiev, nuovo direttore unico della GAM di Torino e del Castello di Rivoli, e di Virginia Bertone, conservatore della GAM, propone una nuova visione dei rapporti tra arte e scienza, natura e cultura, passato e futuro.

Il percorso espositivo, suddiviso in 16 capitoli, indaga i legami possibili tra le prospettive organicistiche di fine Ottocento e le visioni ecologiste attuali attraverso un intreccio di esperienze internazionali di ampio respiro, con particolare attenzione al repertorio Art Nouveau che ha in Emile Gallé (Nancy 1846-1904) uno dei maggiori rappresentanti.
Le sue opere, tra cui i mobili decorati con farfalle e i meravigliosi vasi in vetro che sembrano subire una metamorfosi per diventare creature marine e floreali, dialogano con l'arte contemporanea e l'architettura ecosostenibile. Le opere site-specific dell’artista francese Pierre Huyghe riproducono veri e propri ecosistemi controllati, come Nympheas Transplant che porta in mostra il laghetto di Monet a Giverny.
Nella Forest of Lines, che trasforma l'Opera House di Sydney in una foresta tropicale effimera con migliaia di alberi e piante, i visitatori sono liberi di attraversare lo spazio, muniti di una torcia, seguendo un labirinto di sentieri e una voce narrante che invita il pubblico a lasciare l'Opera House cantando Turn your back on the forest of lines, leave the Opera House behind...
I “muri vegetali” del botanico Patrick Blanc invadono le architetture di Jean Nouvel e Herzog & de Meuron per compensare l'assenza di spazi verdi nelle città, generando un microclima particolare che crea isolamento termico e acustico e riduce i consumi della climatizzazione artificiale. In mostra sono presenti i suoi bozzetti disegnati a mano in cui indica quali piante seminare e dove collocarle in rapporto le une alle altre, come fossero campiture di colore che compongono un dipinto.
I progetti dell’architetto Liberty Raimondo d’Aronco, che nel 1902 ha disegnato i padiglioni per l’Esposizione Internazionale d’Arte Decorativa Moderna di Torino, aprono la strada all’installazione di Marcos Lutyens che durante l'inaugurazione ha condotto una seduta ipnotica dal titolo Jeune d’Anvers: la main aux eaux invitando il pubblico a esplorare l’"inconscio acqueo" attraverso la scrittura automatica. La mostra si chiude con i progetti dell’architetto Mario Cucinella, tra cui la prossima "Città della Pace per i Bambini" di Scanzano Jonico in Basilicata, e con le videointerviste del progetto "Granai della Memoria", promosso dal movimento Slow Food per restituire alle nuove generazioni i saperi tradizionali legati alla nostra terra. (www.gamtorino.it, fino 6 novembre).

Giovanna Fazzuoli

18 maggio 2016