L'INTELLIGENZA DELLE PIANTE

Scritto da Redazione il . Pubblicato in TEMPO LIBERO.

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Nella scorsa edizione di Floracult, Stefano Mancuso, professore all’università di Firenze e direttore del LINV (Laboratorio Internazionale di Neurobiologia) e della rivista “Plant Signaling e Behavior” ha presentato il suo ultimo libro, scritto con Alessandra Viola, “ Verde brillante, Sensibilità e intelligenza nel mondo delle piante”, sfatando stereotipi e luoghi comuni e rivelando le insospettabili facoltà delle piante. “Innanzitutto la prima cosa da capire di una pianta è che è un essere vivente” - dice il prof Mancuso - “ in assoluto sono gli esseri più grandi e longevi che esistono sulla terra”.

Le piante si comportano in maniera curiosamente intelligente: combattono i predatori, ottimizzano le opportunità di accumulare il cibo. Hanno un’attività comparabile a quella degli animali, si muovono di giorno e dormono di notte. Vuol dire che nelle ore notturne interrompono qualsiasi movimento e rallentano il loro metabolismo. Inoltre sono capaci di difendersi o di allearsi con gli insetti predatori o amici. Quando per esempio una pianta di pomodoro, è attaccata da un insetto, immediatamente manda un messaggio chimico, volatile, che si diffonde nell’atmosfera e avverte tutte le piante nel raggio di un centinaio di metri che c’è un attacco incorso. Oppure mettono in pratica la massima “ il nemico del mio nemico è il mio amico”. Vuol dire che se una pianta è attaccata da un insetto è in grado di richiamare il nemico naturale di quest’insetto in modo che la venga ad aiutare. A rendere possibile lo scambio di messaggi è una zona che si trova nell’apice delle radici capace di riprodurre alcune funzionalità del cervello. Una scoperta questa, che apre numerose applicazioni.   La scoperta è di un gruppo di ricercatori delle Università di Firenze e di Bonn e rappresenta una svolta in ciò che finora si sapeva sui vegetali.  La neurobiologia vegetale è nata qui e all’Università di Bonn, con il team di Frantisek Baluska, dell’Istituto di botanica molecolare e cellulare, ci spiega il Prof.Mancuso: “Abbiamo scoperto che in ciascun apice radicale c’è una zona, detta di transizione, le cui cellule hanno caratteristiche neuronali. Mettono cioè in atto una trasmissione sinaptica identica a quella dei tessuti neurali animali”.

23 aprile 2014